Difendiamo la nostra Storia

Adunata Duosiciliana

I neoborbonici casertani chiamano a raccolta il popolo duosiciliano per protestare contro chi vuole fare del “Real Sito di Carditello” una operazione commerciale, chiunque tiene a cuore la storia e la salvaguardia della cultura meridionale è invitato a partecipare alla manifestazione che il movimento neoborbonico sta organizzando in difesa del sito borbonico di S. Tammaro.

Invitiamo ed esortiamo il popolo duosiciliano a presenziare alla dimostrazione, non consentiamo più questi scempio alla nostra storia.


Carditello, va all’asta il Real sito

MARIAMICHELA FORMISANO

Carditello. Il Real sito di Carditello va all’asta. Il giudice, che cura l’esecuzione di pignoramento del bene a favore del Banco di Napoli (oggi San Paolo-Banconapoli), creditore del consorzio di bonifica Bacino Inferiore Volturno (BiV) per svariati milioni di euro, ha nominato nei giorni scorsi un consulente tecnico che avrebbe già provveduto al primo accesso al sito borbonico per quantificarne il valore. Nei prossimi giorni la perizia sarà consegnata al giudice che provvederà alla nomina di un notaio per la vendita all’asta del complesso vanvitelliano di proprietà del consorzio BiV. La notizia è stata confermata dai vertici del consorzio proprietario, da anni impegnati nella risoluzione della grave crisi economica in cui versa l’ente e nel tentativo di garantire alla struttura di Carditello un nuovo e degno proprietario. Innumerevoli incontri e incartamenti sembravano aver concretizzato il diritto di prelazione di cui la Regione Campania si era avvalsa nel 2002 a seguito della notizia di messa in vendita del sito ai privati da parte del consorzio. Ma di fatto nulla è avvenuto.


La Regione si è tirata indietro e il consorzio BiV si è arreso nonostante gli impegni assunti dagli assessori regionali Aita, Alois, Anzalone, Di Lello e Nicolais che con delibera datata 24 gennaio 2003, s’impegnavano ad avviare le procedure preliminari d’acquisizione del complesso borbonico al patrimonio regionale.


Oggi, come allora, è condivisa la necessità di garantire a Carditello un proprietario che sia un ente pubblico e che ne curi la conservazione e la valorizzazione «senza snaturarne la destinazione da eventuali privatistiche speculazioni, e ciò nell’interesse e nella fruizione da parte della cittadinanza e delle forze sociali del territorio». Così recitava la delibera regionale del 2003 e, in tale ottica, la Regione Campania s’impegnava a intervenire.


Stesso impegno formale anche a valle degli incontri recenti svoltisi tra il commissario straordinario regionale del consorzio BiV Antimo Gaudino e l’assessore regionale alle attività produttive Andrea Cozzolino ma di fatto c’è solo che Carditello andrà all’asta pubblica nei prossimi giorni. Una beffa, visto che le trattative con la Regione erano state avviate a seguito dell’interesse per l’acquisto del Real sito espresse persino da esponenti di Casa Savoia, da un grosso armatore partenopeo, e da gruppi immobiliari di rilevanza nazionale.


Non è mai stato possibile quantificare il valore economico effettivo del Real sito borbonico; eppure con la sua vendita il Consorzio BiV avrebbe già da anni risolto i suoi problemi economici. Cos’è che frena azioni che avrebbero anche il vantaggio di restituire dignità e futuro alla splendida reggia? «La fiducia nell’ente pubblico e nell’interesse sempre vivo che la Regione manifesta per Carditello», ha detto Gaudino alla vigilia della messa all’asta del complesso vanvitelliano.
Real Sito di Carditello
Real Sito di Carditello

S.Tammaro (CE)

Il Real Sito di Carditello un complesso architettonico di grande valenza storica e culturale della metà del '700, voluto da Ferdinando IV di Borbone come Sito Reale, o Reale Delizia.
Carlo III la usò essenzialmente per l'allevamento di cavalli e per la caccia, perchè gli acquitrini della zona costituivano l'habitat ideale per alcune specie di volatili.



Ben presto, cominciarono a giungere da Carditello derrate di ogni sorta per le esigenze della corte e "mozzarelle", il gustoso formaggio filato ottenuto con la lavorazione del latte di bufala.
I Borboni prestavano molta attenzione all'allevamento del bufalo, tanto da creare un allevamento nella tenuta reale di Carditello dove nella metà del '700, insediarono anche un caseificio.
Per accogliere il sovrano e i membri della sua famiglia si ritenne poi particolarmente utile far progettare dall'architetto Francesco Collecini, una palazzina, le dipendenze agricole ed una chiesa.
A partire dal mese di marzo del 1784, i lavori delle Reali Fabbriche riguardarono progressivamente la costruzione dello stallone, della scuderia, dell?abitazione dei vaccari, della stalla delle bufale, della torre dove avveniva la manipolazione dei latticini, del granile sopra la scuderia dei cavalli, e di altri comodi per l'agricoltura.

Ai due lati del casino si trovano otto torri utilizzate ai piani superiori, come abitazioni per gli abitanti del sito. Precede il sito un ampio stadio, usato per le feste campestri e le corse dei cavalli, mentre due vaste corti quadrate delimitano il retro.
Ricchi gli apparati decorativi del corpo di fabbrica centrale su due livelli, coronato da un loggiato scoperto. Oggi il sito conserva parte degli affreschi originari superstiti.

Nei due corpi laterali è allocato il Museo dell'agricoltura meridionale, un complesso di strumenti, di utensili e di arredi che caratterizzarono, per alcuni secoli, il modo di vivere e di lavorare nella fertile campagna casertana.
Aperto nel 1978, il museo raccoglie torchi, macine, carri, telai, aratri etc. che documentano aspetti della civiltà agricola meridionale, con particolare attenzione alla produzione del vino, dell'olio e della canapa.

Attualmente la tenuta è interessata da opere di risanamento statico curate dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici Artistici e Storici di Caserta e del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno.

La ristrutturazione prevede un museo, sale e residenze per centro congressi con sezioni didattiche, ed allestimenti temporanei gestiti anche da privati.