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    Predefinito Il RISORGIMENTO sul canale tv la 7

    Qualcuno de voi ha visto oggi pomeriggio su la 7 il documentario sul RISORGIMENTO ?
    E' pieno di rivelazioni e colpi di scena, compreso quel gruppo di generali borbonici che sarebbero stati corrotti dall'ammiraglio Persano al fine di favorire la sbarco dei mille!

  2. #2
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    Predefinito

    Ma perchè dovevi vederti un documentario per saperlo? Piuttosto chiediti perchè si sono fatti corrompere, o meglio, se si è trattato solo di denaro o hanno fatto la cresta sopra alla decisione già presa di scaricare i Borbone di Napoli.
    lupocattivo

  3. #3
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    Predefinito Le Ragioni Per Cui Il Sud Deve Ritornare Indipendente

    Sono più che numerosi gli argomenti che dimostrano, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il Sud non potrà mai svilupparsi (socialmente ed economicamente) continuando a vivere nel sistema italiano che lo tiene volutamente a margine della vita nazionale. Le analisi più autorevoli, infatti, confermano che il Sud, restando in questo sistema, è destinato a veder peggiorare, in modo irreversibile, le proprie condizioni di vita. Non lascia dubbi, in proposito, il "Rapporto sullo stato sociale in Italia 2005-2006" redatto dall'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, analizzando salute, scuola, occupazione, previdenza e assistenza delle regioni meridionali. Enrico Pugliese, direttore dell'Irpps-Cnr e sociologo all'Università di Napoli, dichiara, a proposito del Sud, che il quadro che emerge è infatti "tutt'altro che rassicurante, sia per quanto riguarda la quantità e qualità dei servizi forniti sia per la spesa e la sua efficacia". Anche la diffusione delle infrastrutture mostra un ritardo eccessivo. "Soprattutto" - precisa Pugliese - "a causa della povertà e della sostanziale riduzione dei finanziamenti in materia che si è verificata negli ultimi anni. In altri termini il quadro legislativo e istituzionale è sostanzialmente immutato, ma i deficit di implementazione sono stati notevolissimi. Ed essi sono più gravi proprio nel Mezzogiorno".
    Il "sistema italiano", infatti, è congegnato in modo tale che qualsiasi decisione governativa, su ogni aspetto della vita dell'intero paese, abbia una direzione univoca di attenzione: le regioni del Nord e parzialmente del Centro. Per lo Stato italiano il Sud non solo non ha alcuna rilevanza, ma viene considerato addirittura come «perturbatore» della collettività.
    Eppure, come ammettono gli stessi governanti italiani, il Sud è stato sempre trascurato al fine di favorire lo sviluppo del Nord. Vale a dire che i problemi del Sud sono stati creati e poi ignorati volutamente dallo Stato italiano per poter più facilmente sviluppare il Nord, che poi accusa la gente del Sud di non voler lavorare e di dare fastidio agli "altri" italiani con richieste di sussidio. Un po’ come dire a uno, che è stato violentemente bastonato, che è un fatto vergognoso che se ne stia buttato a terra tutto coperto di sangue. Queste concezioni non sono solo della Lega Nord, ma generalmente di tutti quelli del Nord, così indottrinati dai media certamente per meglio coprire le loro malefatte.
    Illuminanti in proposito sono queste interviste apparse su Il Sole-24 Ore di Domenica 27 Agosto 2006, N. 234, a pag. 17, circa l'AUTOSTRADA DEL SOLE (costruita tra il 1956 e il 1964):
    Ettore Bernabei, a lungo amministratore delegato e Presidente dell’Italstat, la società dell’IRI per il settore delle costruzioni. Domanda del giornalista Orazio Carabini: Ma perché l'Autosole non raggiunse Reggio Calabria e la Sicilia, insomma il "profondo Sud"? «Prevalse l'idea - risponde Bernabei - che quell'area fosse ancora troppo arretrata per una rapida motorizzazione. Prima si volevano creare dei poli industriali. Fu Fanfani nel 1958, quando arrivò al governo, a lanciare il progetto della Salerno - Reggio Calabria, da costruire come un'autostrada, ma senza pedaggio. Ed è stata proprio la mancanza del pedaggio a portare un rapido degrado". Il taglio della parte bassa dello Stivale non ha impedito all'Autostrada del Sole, ma più in generale al sistema autostradale, di contribuire, secondo il sociologo Giuseppe De Rita, all'apertura sociale del Paese, alla sua "democratizzazione sostanziale". «È stato un fattore inatteso, ma fortissimo, di spinta al protagonismo - ha scritto l'animatore del Censis - che ha portato una moltiplicazione dei soggetti economici e sociali».
    Andrea Colli, docente alla Bocconi di Milano: scrive ancora Orazio Carabini: Quanto costarono i 755 chilometri dell'Autosole? Secondo la società Autostrade tra il 1956 e il 1964 furono spesi 272 miliardi di lire dell'epoca che equivalgono a poco meno di 3 miliardi di euro di oggi. Allora molti polemizzarono sull'utilità dell'opera, considerati i costi che era stato necessario sostenere. Alla fine del 1960 - ricorda Andrea Colli, in una biografia dell'amministratore delegato di Autostrade Fedele Cova in corso di pubblicazione - quasi 100 erano i miliardi di indebitamento della società Autostrade, garantiti dall'Iri: una situazione cui venne posto parziale rimedio con il varo, nel 1961, di un nuovo piano di costruzioni autostradali, che portava l'intera rete a coprire oltre 2.200 km; questo consentiva tra l'altro alla Società Autostrade di emettere prestiti obbligazionari venticinquennali al 5,50%, varando la costruzione di nuove tratte autostradali». Tra le quali non figurava, perché Cova non la volle, la tratta di 420 km tra Salerno e Reggio Calabria.
    In tutto questo si deve ben tener presente che il progetto di massima dell’Autostrada del Sole fu predisposto da Francesco Aimone Jelmoni, docente al Politecnico di Milano, per conto della SISI, una società appositamente creata da Fiat, Agip, Italcementi e Pirelli.
    A questo punto non c’è bisogno di aggiungere altro.
    E veniamo ora al LAVORO NERO: Svolgere un'attività in nero vuol dire lavorare senza contratto, retribuzioni inferiori ai minimi stabiliti, straordinari non pagati e oltre gli orari consentiti, assenza di riposo settimanale. Estremamente preoccupante in proposito è la situazione nelle regioni del Mezzogiorno. Secondo la Cgia di Mestre, il settore agricolo è il più a rischio con una percentuale nazionale del 32,9% di occupati irregolari che in Calabria sale addirittura fino al 50,8%, in Campania al 42,6%. Molto grave anche il settore delle costruzioni dove il tasso di irregolarità è del 12,5% con valori del 41,8% in Calabria e del 33,1% in Sicilia.
    D’altra parte, a causa della pesante concorrenza delle imprese del Nord, favorite anche da efficienti infrastrutture e da apposito sistema bancario, le piccole imprese del Sud, anche artigianali, non possono competere se non ricorrendo al lavoro nero e all’abusivismo. Tra le principali cause che favoriscono il lavoro nero vi sono infatti: il carico fiscale e contributivo troppo elevato, l’eccesso di burocrazia, le difficoltà a reperire aree per ingrandire le aziende, un sistema di ammortizzatori sociali che di fatto favoriscono il lavoro nero, la carenza della cultura della legalità. Confartigianato ha calcolato, dai dati di Istat e Censis, che i lavoratori in nero in Italia sono 5.315.000. Una parte di essi sono dipendenti che svolgono doppio lavoro. Gli imprenditori ‘fantasma’ in Italia (vale a dire anche del Centro-Nord) sono circa 570.000 e danno lavoro a 1.373.837 persone.
    A un quadro così sconfortante, che si ripete da 146 anni, non vi è stato alcun Governo, di qualsiasi colore politico, con i sempre presenti collaborazionisti politicanti meridionali, che abbia voluto o saputo porvi rimedio. Se andate a leggervi i resoconti parlamentari sulle discussioni intorno ai problemi del Sud troverete gli stessi propositi di programmi tesi a favorirne lo sviluppo, più o meno simili, in modo impressionante, a quelli di questi giorni del governo Prodi, ma la situazione finale - sempre quella dal 1861 - conferma che è sempre e solo aria fritta perché nei fatti il Nord si sviluppa e il Sud no.
    Evidente, dunque, che non si vuole far sviluppare il Sud e i motivi sono questi: il Sud serve a fornire mano d’opera a basso costo, tra breve però sostituita interamente dai musulmani, così i meridionali, non trovando lavoro, sono costretti ad arruolarsi come mercenari nelle Forze Armate (per questo hanno tolto la leva obbligatoria, così a rischiare la vita sono solo gli "eroici" terroni); al Sud non devono sorgere imprese che possano fare concorrenza al Nord; il Sud deve rimanere un mercato per il consumo dei prodotti fatti al Nord.
    Insomma un Sud in permanente sottosviluppo è utile al Nord. Ma è utile anche ai sempre presenti "galantuomini" che, in combutta con le organizzazioni criminali, utilizzano il successo elettorale per accrescere il numero dei gregari, producendo un effetto paralizzante sulla vita sociale con enorme spreco di risorse. Una situazione, quest’ultima, forse ancora più utile all’imprenditoria del Nord che può colonizzarci impunemente. Finora, infatti, gli insediamenti produttivi sono stati tutti del Nord o esteri, che hanno beneficiato di sovvenzioni ed agevolazioni pubbliche spacciate per aiutare lo sviluppo del Sud. Così per gli incentivi che non hanno mai attirato capitali e generato progresso, ma sono solo finiti nelle tasche dell’ipocrita Nord (vedi la loro sedicente "questione settentrionale"). Lo stesso discorso si può fare in politica: si sta assistendo, infatti, che al risveglio politico del Sud sono stati subito inventati movimenti autonomisti meridionali per catturare i voti e incanalare i più ingenui.
    Ma qui non è possibile sbagliare: solo i movimenti che puntino all’indipendenza del Sud sono veramente meridionalisti.
    Antonio Pagano

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Legionario Visualizza Messaggio
    Qualcuno de voi ha visto oggi pomeriggio su la 7 il documentario sul RISORGIMENTO ?
    E' pieno di rivelazioni e colpi di scena, compreso quel gruppo di generali borbonici che sarebbero stati corrotti dall'ammiraglio Persano al fine di favorire la sbarco dei mille!
    L'impresa dei Mille fu finsnziata dall'Amnasciata Piemontese3 a Napoli che Francesco II° lascio' incautamente aperta.

    Il generale Lanza per esempio ebbe 18.000 ducati d'oro per far passare i Garibaldini a Calatafimi e " mollare " cosi' Palermo.

    Le vittorie di Garibaldi furono " comprate " e solo quando al di la' del Volturno eranio rimasti queli che non si erano fatti comprare, prima che le cose si mettessero male per le camicie rosse arrivò l'esercito regolare piemontese.

    Infatti i garibaldini si trovavano nelle stessa pericolosa posizione dei tedeschi a Stalingrado e degli italo-tedeschi a El Alamein , per esempio.

    La flotta borbonica fu anchr quella comperata, navi ed ammiragli insieme.
    Le navi alla fonda nel porto di Napoli cambioarono anche nome. umn prese il nome di Vittorio Emanuele II° !

    Nacque cosi' la Regia Marina Italiana . Tale la nascita che poi la morte venne a ................Malta 83 anni dopo come era logico che avvenisse con tale inizio.

    La storia del Risorgimento e' tutta da riscrivere !

    Mussolini . Storia di un anno , il tempo del bastone e della carota.
    1944 Corriere della Sera.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio Visualizza Messaggio
    L'impresa dei Mille fu finsnziata dall'Amnasciata Piemontese3 a Napoli che Francesco II° lascio' incautamente aperta.

    Il generale Lanza per esempio ebbe 18.000 ducati d'oro per far passare i Garibaldini a Calatafimi e " mollare " cosi' Palermo.

    Le vittorie di Garibaldi furono " comprate " e solo quando al di la' del Volturno eranio rimasti queli che non si erano fatti comprare, prima che le cose si mettessero male per le camicie rosse arrivò l'esercito regolare piemontese.

    Infatti i garibaldini si trovavano nelle stessa pericolosa posizione dei tedeschi a Stalingrado e degli italo-tedeschi a El Alamein , per esempio.

    La flotta borbonica fu anchr quella comperata, navi ed ammiragli insieme.
    Le navi alla fonda nel porto di Napoli cambioarono anche nome. umn prese il nome di Vittorio Emanuele II° !

    Nacque cosi' la Regia Marina Italiana . Tale la nascita che poi la morte venne a ................Malta 83 anni dopo come era logico che avvenisse con tale inizio.

    La storia del Risorgimento e' tutta da riscrivere !

    Mussolini . Storia di un anno , il tempo del bastone e della carota.
    1944 Corriere della Sera.
    Dopo aver inquinato, insozzato l'ex Regno congli offensivi monumenti agiografici del "risorgimento", il Duce, qnd aveva già la corda al collo, cambiò idea...
    TROPPO TARDI !

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Pagano Visualizza Messaggio
    Sono più che numerosi gli argomenti che dimostrano, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il Sud non potrà mai svilupparsi (socialmente ed economicamente) continuando a vivere nel sistema italiano che lo tiene volutamente a margine della vita nazionale. Le analisi più autorevoli, infatti, confermano che il Sud, restando in questo sistema, è destinato a veder peggiorare, in modo irreversibile, le proprie condizioni di vita. Non lascia dubbi, in proposito, il "Rapporto sullo stato sociale in Italia 2005-2006" redatto dall'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, analizzando salute, scuola, occupazione, previdenza e assistenza delle regioni meridionali. Enrico Pugliese, direttore dell'Irpps-Cnr e sociologo all'Università di Napoli, dichiara, a proposito del Sud, che il quadro che emerge è infatti "tutt'altro che rassicurante, sia per quanto riguarda la quantità e qualità dei servizi forniti sia per la spesa e la sua efficacia". Anche la diffusione delle infrastrutture mostra un ritardo eccessivo. "Soprattutto" - precisa Pugliese - "a causa della povertà e della sostanziale riduzione dei finanziamenti in materia che si è verificata negli ultimi anni. In altri termini il quadro legislativo e istituzionale è sostanzialmente immutato, ma i deficit di implementazione sono stati notevolissimi. Ed essi sono più gravi proprio nel Mezzogiorno".
    Il "sistema italiano", infatti, è congegnato in modo tale che qualsiasi decisione governativa, su ogni aspetto della vita dell'intero paese, abbia una direzione univoca di attenzione: le regioni del Nord e parzialmente del Centro. Per lo Stato italiano il Sud non solo non ha alcuna rilevanza, ma viene considerato addirittura come «perturbatore» della collettività.
    Eppure, come ammettono gli stessi governanti italiani, il Sud è stato sempre trascurato al fine di favorire lo sviluppo del Nord. Vale a dire che i problemi del Sud sono stati creati e poi ignorati volutamente dallo Stato italiano per poter più facilmente sviluppare il Nord, che poi accusa la gente del Sud di non voler lavorare e di dare fastidio agli "altri" italiani con richieste di sussidio. Un po’ come dire a uno, che è stato violentemente bastonato, che è un fatto vergognoso che se ne stia buttato a terra tutto coperto di sangue. Queste concezioni non sono solo della Lega Nord, ma generalmente di tutti quelli del Nord, così indottrinati dai media certamente per meglio coprire le loro malefatte.
    Illuminanti in proposito sono queste interviste apparse su Il Sole-24 Ore di Domenica 27 Agosto 2006, N. 234, a pag. 17, circa l'AUTOSTRADA DEL SOLE (costruita tra il 1956 e il 1964):
    Ettore Bernabei, a lungo amministratore delegato e Presidente dell’Italstat, la società dell’IRI per il settore delle costruzioni. Domanda del giornalista Orazio Carabini: Ma perché l'Autosole non raggiunse Reggio Calabria e la Sicilia, insomma il "profondo Sud"? «Prevalse l'idea - risponde Bernabei - che quell'area fosse ancora troppo arretrata per una rapida motorizzazione. Prima si volevano creare dei poli industriali. Fu Fanfani nel 1958, quando arrivò al governo, a lanciare il progetto della Salerno - Reggio Calabria, da costruire come un'autostrada, ma senza pedaggio. Ed è stata proprio la mancanza del pedaggio a portare un rapido degrado". Il taglio della parte bassa dello Stivale non ha impedito all'Autostrada del Sole, ma più in generale al sistema autostradale, di contribuire, secondo il sociologo Giuseppe De Rita, all'apertura sociale del Paese, alla sua "democratizzazione sostanziale". «È stato un fattore inatteso, ma fortissimo, di spinta al protagonismo - ha scritto l'animatore del Censis - che ha portato una moltiplicazione dei soggetti economici e sociali».
    Andrea Colli, docente alla Bocconi di Milano: scrive ancora Orazio Carabini: Quanto costarono i 755 chilometri dell'Autosole? Secondo la società Autostrade tra il 1956 e il 1964 furono spesi 272 miliardi di lire dell'epoca che equivalgono a poco meno di 3 miliardi di euro di oggi. Allora molti polemizzarono sull'utilità dell'opera, considerati i costi che era stato necessario sostenere. Alla fine del 1960 - ricorda Andrea Colli, in una biografia dell'amministratore delegato di Autostrade Fedele Cova in corso di pubblicazione - quasi 100 erano i miliardi di indebitamento della società Autostrade, garantiti dall'Iri: una situazione cui venne posto parziale rimedio con il varo, nel 1961, di un nuovo piano di costruzioni autostradali, che portava l'intera rete a coprire oltre 2.200 km; questo consentiva tra l'altro alla Società Autostrade di emettere prestiti obbligazionari venticinquennali al 5,50%, varando la costruzione di nuove tratte autostradali». Tra le quali non figurava, perché Cova non la volle, la tratta di 420 km tra Salerno e Reggio Calabria.
    In tutto questo si deve ben tener presente che il progetto di massima dell’Autostrada del Sole fu predisposto da Francesco Aimone Jelmoni, docente al Politecnico di Milano, per conto della SISI, una società appositamente creata da Fiat, Agip, Italcementi e Pirelli.
    A questo punto non c’è bisogno di aggiungere altro.
    E veniamo ora al LAVORO NERO: Svolgere un'attività in nero vuol dire lavorare senza contratto, retribuzioni inferiori ai minimi stabiliti, straordinari non pagati e oltre gli orari consentiti, assenza di riposo settimanale. Estremamente preoccupante in proposito è la situazione nelle regioni del Mezzogiorno. Secondo la Cgia di Mestre, il settore agricolo è il più a rischio con una percentuale nazionale del 32,9% di occupati irregolari che in Calabria sale addirittura fino al 50,8%, in Campania al 42,6%. Molto grave anche il settore delle costruzioni dove il tasso di irregolarità è del 12,5% con valori del 41,8% in Calabria e del 33,1% in Sicilia.
    D’altra parte, a causa della pesante concorrenza delle imprese del Nord, favorite anche da efficienti infrastrutture e da apposito sistema bancario, le piccole imprese del Sud, anche artigianali, non possono competere se non ricorrendo al lavoro nero e all’abusivismo. Tra le principali cause che favoriscono il lavoro nero vi sono infatti: il carico fiscale e contributivo troppo elevato, l’eccesso di burocrazia, le difficoltà a reperire aree per ingrandire le aziende, un sistema di ammortizzatori sociali che di fatto favoriscono il lavoro nero, la carenza della cultura della legalità. Confartigianato ha calcolato, dai dati di Istat e Censis, che i lavoratori in nero in Italia sono 5.315.000. Una parte di essi sono dipendenti che svolgono doppio lavoro. Gli imprenditori ‘fantasma’ in Italia (vale a dire anche del Centro-Nord) sono circa 570.000 e danno lavoro a 1.373.837 persone.
    A un quadro così sconfortante, che si ripete da 146 anni, non vi è stato alcun Governo, di qualsiasi colore politico, con i sempre presenti collaborazionisti politicanti meridionali, che abbia voluto o saputo porvi rimedio. Se andate a leggervi i resoconti parlamentari sulle discussioni intorno ai problemi del Sud troverete gli stessi propositi di programmi tesi a favorirne lo sviluppo, più o meno simili, in modo impressionante, a quelli di questi giorni del governo Prodi, ma la situazione finale - sempre quella dal 1861 - conferma che è sempre e solo aria fritta perché nei fatti il Nord si sviluppa e il Sud no.
    Evidente, dunque, che non si vuole far sviluppare il Sud e i motivi sono questi: il Sud serve a fornire mano d’opera a basso costo, tra breve però sostituita interamente dai musulmani, così i meridionali, non trovando lavoro, sono costretti ad arruolarsi come mercenari nelle Forze Armate (per questo hanno tolto la leva obbligatoria, così a rischiare la vita sono solo gli "eroici" terroni); al Sud non devono sorgere imprese che possano fare concorrenza al Nord; il Sud deve rimanere un mercato per il consumo dei prodotti fatti al Nord.
    Insomma un Sud in permanente sottosviluppo è utile al Nord. Ma è utile anche ai sempre presenti "galantuomini" che, in combutta con le organizzazioni criminali, utilizzano il successo elettorale per accrescere il numero dei gregari, producendo un effetto paralizzante sulla vita sociale con enorme spreco di risorse. Una situazione, quest’ultima, forse ancora più utile all’imprenditoria del Nord che può colonizzarci impunemente. Finora, infatti, gli insediamenti produttivi sono stati tutti del Nord o esteri, che hanno beneficiato di sovvenzioni ed agevolazioni pubbliche spacciate per aiutare lo sviluppo del Sud. Così per gli incentivi che non hanno mai attirato capitali e generato progresso, ma sono solo finiti nelle tasche dell’ipocrita Nord (vedi la loro sedicente "questione settentrionale"). Lo stesso discorso si può fare in politica: si sta assistendo, infatti, che al risveglio politico del Sud sono stati subito inventati movimenti autonomisti meridionali per catturare i voti e incanalare i più ingenui.
    Ma qui non è possibile sbagliare: solo i movimenti che puntino all’indipendenza del Sud sono veramente meridionalisti.
    Antonio Pagano
    Bella Antò. Condivido tutto

  7. #7
    Mannaggia 'a marina
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    Citazione Originariamente Scritto da lupocattivo Visualizza Messaggio
    Ma perchè dovevi vederti un documentario per saperlo? Piuttosto chiediti perchè si sono fatti corrompere, o meglio, se si è trattato solo di denaro o hanno fatto la cresta sopra alla decisione già presa di scaricare i Borbone di Napoli.
    Io invece penso che anche una buona parte dello stato maggiore del Sud desiderasse l'unità politica italiana. Con questo non voglio dì che se doveva compiere necessariamente con i Savoia!

  9. #9
    Gaeta resiste ancora!
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    Citazione Originariamente Scritto da Legionario Visualizza Messaggio
    Io invece penso che anche una buona parte dello stato maggiore del Sud desiderasse l'unità politica italiana. Con questo non voglio dì che se doveva compiere necessariamente con i Savoia!
    quei miserabili dsideravano una sola cosa, anzi due
    SOLDI e POTERE a qualasiasi prezzo.
    Proprio come oggi !

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Princ.Citeriore Visualizza Messaggio
    Dopo aver inquinato, insozzato l'ex Regno congli offensivi monumenti agiografici del "risorgimento", il Duce, qnd aveva già la corda al collo, cambiò idea...
    TROPPO TARDI !
    ........................beh meglio tardi che mai !

 

 
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