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CHIESA E OMOSESSUALITA' - 1
IL NAZISMO E' FINITO DA 60 ANNI, MA E' SCONCERTANTE CONSTATARE CHE ALCUNE "TEORIE NAZISTE" SOPRAVVIVONO ANCORA OGGI NELLA CHIESA CATTOLICA.
Gli omosessuali, troppo a lungo e ancora oggi troppo spesso dimenticati, sono stati il terzo gruppo, dopo ebrei e zingari, ad essere perseguitati, internati e uccisi nei campi di sterminio. Con l’intento di purificare la società tedesca e propagare l’ideale di razza Ariana, i nazisti condannarono gli omosessuali come "socialmente aberranti". Subito dopo essere stato eletto, il 30 gennaio 1933, Hitler mise fuori legge tutte le associazioni gay e lesbiche. Le truppe di Camicie Brune (SS) razziarono in brevissimo tempo tutti i luoghi di incontro e di socializzazione degli omosessuali.
"Furono 100mila gli omosessuali arrestati dai nazisti tra il 1933 e il 1945. Tra questi, 15mila vennero internati nei campi di concentramento. Dai documenti ufficiali del regime è risultato che solo 4mila furono i sopravvissuti". I dati sono forniti dall'Arcigay che, ogni anno partecipa attivamente in molte città italiane, come parte in causa, alle celebrazioni della 'Giornata della memoria' iniziate nell'anno 2000.
"La persecuzione dei 'triangoli rosa' sta lentamente uscendo dall'invisibilita', grazie all'impegno della comunita' omosessuale - afferma il presidente dell'associazione Sergio Lo Giudice - Purtroppo sono ancora tante le resistenze e gli ostacoli ad un ricordo pieno e senza imbarazzi di quello sterminio".
Sono ancora molti, secondo Lo Giudice, quelli che "preferiscono ignorare quei morti, imbarazzati dal razzismo delle loro stesse posizioni odierne sull'omosessualita'".
Al contrario di quanto pensano alcuni, la deportazione degli omosessuali non fu un fatto al quale i nazisti offrirono scarsa attenzione: è dimostrato che le autorità tedesche trattarono la questione molte volte. Nel 1934, per esempio, la Gestapo (la polizia politica nazista) richiese a tutti i dipartimenti di polizia di compilare un elenco di persone notoriamente omosessuali. Un paio d’anni dopo, la repressione contro i gay si rese ancora più feroce: il ministro Himmler prese pubblicamente posizione contro il pericolo che l’omosessualità rappresentava per la razza. Nacque addirittura il Dipartimento di Sicurezza Federale contro l’aborto e l’omosessualità. I treni si riempivano intanto sempre più spesso di deportati omosessuali. Nel 1937 Himmler, in un incontro tenutosi fra lui e i comandanti delle SS, dichiarò che eliminare gli omosessuali era diventato necessario. Anche all’interno delle forze armate tedesche venne fatta pulizia in profondità e chi veniva considerato gay aveva un solo modo per salvarsi la vita: accettare la castrazione e partire verso i fronti più pericolosi. In Italia per fortuna il quadro era diverso: dal 1936 le autorità fasciste punirono la “devianza sessuale” con il semplice confino.
Heinrich Himmler tenne un discorso ai generali delle SS in relazione ai
"pericoli razziali e biologici dell'omosessualità" il 17-18 febbraio 1937.
Nel 1935, un anno prima la promulgazione delle leggi discriminatorie contro gli ebrei, il governo nazista riprese in mano il "Paragrafo 175" allargandone la casistica e ampliandone la portata. Il nuovo testo della legge era il seguente: "Un uomo che commetta un atto sessuale contro natura con un altro uomo o che permetta ad un altro di commettere su di sé atti sessuali contro natura sarà punito con la prigione. Qualora una delle due persone non abbia compiuto i ventun anni di età al momento dell'atto, la Corte può, specialmente nei casi meno gravi, astenersi dall'irrogare la pena"
L'omosessualità maschile veniva differenziata da quella femminile. Secondo il Ministro della Giustizia Frick infatti "Per gli omosessuali maschi ad essere danneggiata è la fertilità poiché usualmente costoro non procreano. Ciò non è ugualmente vero per quanto riguarda le donne o almeno non con la medesima ampiezza. Il vizio è più pericoloso tra gli uomini piuttosto che tra le donne"
Alla fine del 1936 venne costituito l'Ufficio Centrale per la lotta all'omosessualità e all'aborto. Il decreto che istituiva l'Ufficio recitava: "L'alto numero di aborti ancora commessi provoca considerevoli pericoli alla politica demografica e alla salute della nazione costituendo anche un grave attentato ai fondamenti ideologici del nazionalsocialismo. Le attività omosessuali di una non trascurabile parte della popolazione, costituiscono una seria minaccia per la gioventù. Tutto ciò richiede l'adozione di più incisive misure contro queste malattie nazionali"
Non vogliamo dilungarci su quella che fu la persecuzione degli omosessuali da parte del nazifascismo (per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito:
www.arcigaymilano.org. E' tuttavia agghiacciante constatare che gli stessi concetti usati dai nazisti per perseguitare gli omosessuali sono ancora oggi usati dalla Chiesa Cattolica, malgrado la scienza e la maggior parte della società occidentale non considerino più l'omosessualità una malattia mentale, né un vizio, né un pericolo per la società.
19 aprile 2005 - Comunicato del C.I.G. Arcigay Milano:
Il Cardinale Ratzinger è salito al soglio pontificio. Il fautore dei peggiori attacchi contro la Comunità gay e lesbica, l'estensore dei documenti più offensivi e denigratori contro tutte le persone omosessuali, il più rigido paladino del ritorno alla chiesa medioevale, è il nuovo Papa. Papa Benedetto 16°. Oggi è un giorno di grande tristezza e forte preoccupazione per tutti noi.
Paolo Ferigo - Presidente C.I.G. Centro di Iniziativa Gay - Arcigay Milano
Ecco i principali interventi del Cardinale Ratzinger (oggi Papa Benedetto XVI) su omosessualità, transessualità e unioni civili:
19 novembre 2004
INTERVISTA AL CARDINAL RATZINGER di Marco Politi su Repubblica
...Quindi lei giudica negativamente la scelta fatta in Spagna?
«Sì, perché è distruttiva per la famiglia e la società. Il diritto crea la morale o una forma di morale, poiché la gente normale comunemente ritiene che quanto afferma il diritto sia anche moralmente lecito. E se giudichiamo questa unione più o meno equivalente al matrimonio, abbiamo una società che non riconosce più la specificità né il carattere fondamentale della famiglia, cioè l´essere proprio dell´uomo e della donna che ha lo scopo di dare continuità - non solo in senso biologico - all´umanità. Ecco perché la scelta fatta in Spagna non reca un vero beneficio a queste persone: poiché in tal modo distruggiamo elementi fondamentali di un ordine di diritto».
Eminenza, a volte la Chiesa dicendo no su tutto, è andata incontro a sconfitte. Non dovrebbe essere almeno possibile un patto di solidarietà fra due persone, anche omosessuali, riconosciuto e tutelato dalla legge?
«Ma l´istituzionalizzazione di una simile intesa - lo voglia o no il legislatore - apparirebbe necessariamente all´opinione pubblica come un altro tipo di matrimonio e la relativizzazione sarebbe inevitabile. Non dimentichiamo poi che con queste scelte, verso cui oggi inclina un´Europa - diciamo così - in decadenza, ci separiamo da tutte le grandi culture dell´umanità, le quali hanno sempre riconosciuto il significato proprio della sessualità: cioè che un uomo e una donna sono creati per essere congiuntamente la garanzia del futuro dell´umanità. Garanzia non solo fisica ma morale»....
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31 luglio 2004
LETTERA AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA SULLA COLLABORAZIONE DELL'UOMO E DELLA DONNA NELLA CHIESA E NEL MONDO
...In questo livellamento, la differenza corporea, chiamata sesso, viene minimizzata, mentre la dimensione strettamente culturale, chiamata genere, è sottolineata al massimo e ritenuta primaria. L'oscurarsi della differenza o dualità dei sessi produce conseguenze enormi a diversi livelli. Questa antropologia, che intendeva favorire prospettive egualitarie per la donna, liberandola da ogni determinismo biologico, di fatto ha ispirato ideologie che promuovono, ad esempio, la messa in questione della famiglia, per sua indole naturale bi-parentale, e cioè composta di padre e di madre, l'equiparazione dell'omosessualità all'eterosessualità, un modello nuovo di sessualità polimorfa...
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13 maggio 2004
L'intervento del Cardinale Ratzinger alla Biblioteca del Senato, Sala Capitolare del Chiostro della Minerva
... In vistoso contrasto con tutto ciò vi è la richiesta di comunione di vita di omosessuali, che ora paradossalmente richiedono una forma giuridica, la quale più o meno deve venir equiparata al matrimonio. Con questa tendenza si esce fuori dal complesso della storia morale dell'umanità, che nonostante ogni diversità di forme giuridiche del matrimonio sapeva tuttavia sempre che questo, secondo la sua essenza, è la particolare comunione di uomo e donna, che si apre ai figli e così alla famiglia. Qui non si tratta di discriminazione (sic!), bensì della questione di cos'è la persona umana in quanto uomo e donna e di come l'essere assieme di uomo e donna può ricevere una forma giuridica. Se da una parte il loro stare assieme si distacca sempre più da forme giuridiche, se dall'altra l'unione omosessuale viene vista sempre più come dello stesso rango del matrimonio, siamo allora davanti ad una dissoluzione dell'immagine dell'uomo, le cui conseguenze possono solo essere estremamente gravi.
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3 giugno 2003
CONSIDERAZIONI CIRCA I PROGETTI DI RICONOSCIMENTO LEGALE DELLE UNIONI TRA PERSONE OMOSESSUALI - JOSEPH Card. RATZINGER Prefetto Congregazione per la Dottrina della Fede
"Il matrimonio è santo, mentre le relazioni omosessuali contrastano con la legge morale naturale. Gli atti omosessuali, infatti, precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun modo possono essere approvati"
"Le unioni omosessuali non svolgono neppure in senso analogico remoto i compiti per i quali il matrimonio e la famiglia meritano un riconoscimento specifico e qualificato. Ci sono invece buone ragioni per affermare che tali unioni sono nocive per il retto sviluppo della società umana, soprattutto se aumentasse la loro incidenza effettiva sul tessuto sociale".
"Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio significherebbe non soltanto approvare un comportamento deviante, con la conseguenza di renderlo un modello nella società attuale, ma anche offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell'umanità ".
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16 gennaio 2003
L'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica JOSEPH Card. RATZINGER Prefetto Congregazione per la Dottrina della Fede
... devono essere salvaguardate la tutela e la promozione della famiglia, fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso e protetta nella sua unità e stabilità, a fronte delle moderne leggi sul divorzio: ad essa non possono essere giuridicamente equiparate in alcun modo altre forme di convivenza, né queste possono ricevere in quanto tali un riconoscimento legale. . .
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14 gennaio 2003
UN DOCUMENTO DI RATZINGER DICHIARA CHE L'OPERAZIONE DI CAMBIAMENTO DI SESSO NON CAMBIA IL GENERE SESSUALE DELLE PERSONE
... il transessualismo rientra nel novero delle patologie meramente psichiche...Quando da chiari atteggiamenti esterni e su testimonianza degli addetti alla formazione - osserva la nota della Congregazione per la dottrina della fede - sorge il dubbio prudente circa la presenza di transessualismo, il superiore faccia effettuare una accurata visita medica e psichiatrica: nel caso che risulti una patologia grave e irreversibile di transessualismo, non puo' ammettere validamente all'Istituto o alla Societa', mentre in caso di dubbio, non gli e' lecito ammetterlo, in quanto viene a mancare nel candidato una chiara e piena idoneita...
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24 luglio 1992
Joseph Ratzinger: Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali (da L’Osservatore Romano)
...Recentemente, in diversi luoghi è stata proposta una legislazione che renderebbe illegale una discriminazione sulla base della tendenza sessuale. In alcune città le autorità municipali hanno reso accessibile un’edilizia pubblica, per altro riservata a famiglie, a coppie omosessuali (ed eterosessuali non sposate). Tali iniziative, anche laddove sembrano più dirette a offrire un sostegno a diritti civili fondamentali che con indulgenza nei confronti dell’attività o di uno stile di vita omosessuale, possono di fatto avere un impatto negativo sulla famiglia e sulla società...
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1 ottobre 1986
Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali
... nella discussione che seguì la pubblicazione della Dichiarazione, furono proposte delle interpretazioni eccessivamente benevole della condizione omosessuale stessa, tanto che qualcuno si spinse fino a definirla indifferente o addirittura buona. Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata. Pertanto coloro che si trovano in questa condizione dovrebbero essere oggetto di una particolare sollecitudine pastorale perché non siano portati a credere che l’attuazione di tale tendenza nelle relazioni omosessuali sia un’opzione moralmente accettabile....
....il deterioramento dovuto al peccato continua a svilupparsi nella storia degli uomini di Sodoma (cf Gen 19, 1-11). Non vi può essere dubbio sul giudizio morale ivi espresso contro le relazioni omosessuali. In Levitico 18, 22 e 20, 13, quando vengono indicate le condizioni necessarie per appartenere al popolo eletto, l’autore esclude dal popolo di Dio coloro che hanno un comportamento omosessuale. Sullo sfondo di questa legislazione teocratica, san Paolo sviluppa una prospettiva escatologica, all’interno della quale egli ripropone la stessa dottrina, elencando tra coloro che non entreranno nel regno di Dio anche chi agisce da omosessuale (cf 1 Cor 6, 9). ...Si tenta di raccogliere sotto l’egida del cattolicesimo persone omosessuali che non hanno alcuna intenzione di abbandonare il loro comportamento omosessuale...si preoccupa sinceramente anche dei molti che non si sentono rappresentati dai movimenti pro-omosessuali, e di quelli che potrebbero essere tentati di credere alla loro ingannevole propaganda.
...La Chiesa è consapevole che l’opinione, secondo la quale l’attività omosessuale sarebbe equivalente, o almeno altrettanto accettabile, quanto l’espressione sessuale dell’amore coniugale, ha un’incidenza diretta sulla concezione che la società ha della natura e dei diritti della famiglia, e li mette seriamente in pericolo... Dovrà essere ritirato ogni appoggio a qualunque organizzazione che cerchi di sovvertire l’insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei suoi confronti, o che lo trascuri completamente ...
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INSOMMA, COME POTETE BEN VEDERE, I CONCETTI ESPRESSI DA RATZINGER SUGLI OMOSESSUALI SONO DEL TUTTO SIMILI A QUELLI ESPRESSI DAL NAZISMO (ad esempio la discriminazione in base al fatto che gli omosessuali non procreano). VI E' PERSINO UN'ESORTAZIONE A NON APPOGGIARE ORGANIZZAZIONI PRO-OMOSESSUALI (Hitler le fece chiudere nel 1933 subito dopo essere salito al potere).
Quel che più scandalizza è che, se ai tempi di Hitler la scienza e in genere la conoscenza umana erano ancora piuttosto arretrate sulla questione dell'omosessualità, oggi sia la scienza che la società occidentale non considerano più l'omosessualità un vizio, né una malattia mentale, né un pericolo per la società. Quindi, se in un certo senso era giustificata l'ignoranza nazifascista, non lo è quella della Chiesa. Tirare in ballo quel che è scritto nella Bibbia sull'omosessualità significa dare maggior peso alle credenze e all'ignoranza di uomini vissuti migliaia di anni fa che alla scienza attuale e alla attuale percezione dell'omosessualità da parte della società occidentale.