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  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Quanto è liberal Praga...

    Quanto è liberal Praga: fuorilegge i giovani comunisti

    di Luciana Castellina, Giulietto Chiesa, Fosco Giannini, Diego Novelli

    Praga è di nuovo sola, come nel 1968. Questa volta, però, per un paradossso della storia ad affrontare la scure della repressione agitata dal governo guidato dal socialdemocratico Paroubek, col supporto di tutta la destra di governo e di opposizione, sono i comunisti.

    La minaccia, per ora, non riguarda direttamente il partito comunista (Kscm), troppo forte e radicato per essere messo fuori legge senza mettere nel conto una sollevazione popolare. Il Kscm col suo 18,5% e ben 44 deputati su 200 nel parlamento nazionale è, infatti, la terza forza politica del paese e il più consistente partito comunista dell'Unione europea. Anzi, alle elezioni per il parlamento europeo del 2005 si è aggiudicato addirittura il secondo posto, subito dopo il Partito civico democratico, il partito della destra euroscettica del presidente della Repubblica Vaclav Klaus, aggiudicandosi sei seggi sui 24 spettanti alla Repubblica Ceca. Meglio, allora, procedere per gradi, provando prima a sciogliere l'organizzazione giovanile del partito, l'Unione comunista della gioventù (Ksm).

    Il pretesto viene offerto da una legge, che consente l'attività politica solo ai partiti politici e la vieta per tutte le altre organizzazioni, compresi i movimenti giovanili delle varie formazioni politiche. Ora, a parte l'assurdità di questa legge discriminatoria e antidemocratica, che concepisce la politica come materia esclusiva per addetti ai lavori, sorge la domanda come mai essa venga applicata solo nei riguardi dei giovani comunisti e non nei confronti delle organizzazioni giovanili degli altri partiti, che pure esercitano esplicita attività politica, rivendicata anche nei loro statuti.

    Sta di fatto che il presidente dei giovani comunisti, Milan Krajca, si è visto recapitare a novembre del 2005 da parte del ministro degli Interni Bublan una lettera, con cui si intimava perentoriamente il cambio dello statuto dell'Unione comunista della gioventù, pena il suo immediato scioglimento. La scadenza dell'ultimatum, fissata originariamente per il 31 dicembre 2005, è sta poi spostata in modo inderogabile al prossimo 3 marzo. L'ultimatum sta, dunque, per scadere. Ma dai giovani comunisti cechi è già arrivato un netto rifiuto alle imposizioni del governo. E, intanto, si sono mobilitati, dando vita a sit-in e manifestazioni di protesta nelle principali città del paese, sfilando in corteo a Praga, Brno, Ostrava e sollecitando la solidarietà internazionale.

    Migliaia di telefonate, lettere, e-mail in partenza dai vari paesi europei (e da America latina, Asia e Africa) hanno già intasato i siti e i tavoli del Ministero dell'Interno. Sit-in di protesta si sono già svolti e altri sono in programma davanti alle ambasciate ceche in numerosi paesi, tra cui Francia, Germania, Grecia, Portogallo, Spagna, Ucraina, Georgia, Italia. Per il momento nel mirino vi è l'organizzazione giovanile ma che l'obiettivo finale sia il partito comunista nessuno ormai lo mette in dubbio.

    D'altronde è partita una furibonda campagna anticomunista scatenata dai principali mezzi di comunicazione, ma anche nelle università e nelle scuole, dove attivisti di cosiddette organizzazioni umanitarie finanziate dal magnate della finanza Freedom House (sul modello di quelle che hanno in passato operato in Serbia, Georgia ed Ucraina) sono state espressamente autorizzate dal governo a tenere lezioni di «democrazia» (leggi «anticomunismo») agli studenti, che in molti casi hanno però rifiutato questa sospetta cura democratica. Si avvicinano le elezioni per il rinnovo del parlamento, previste per giugno prossimo, e i comunisti potrebbero questa volta addirittura conquistare il secondo posto. I sondaggi dicono che dei tre partiti della coalizione di governo (i socialdemocratici della Cssd, i popolari della Csl e la formazione di destra Unie Svobody) solo i primi due supererebbero lo sbarramento del 5% necessario per entrare in parlamento. Quindi, non ci sarebbe più l'attuale maggioranza e i socialdemocratici sarebbero costretti a scegliere tra la «Grossa Coalizione» con la destra reazionaria ed euroscettica dell'Ods o l'alleanza con i comunisti.
    Di qui la scelta da parte dei socialdemocratici di unirsi alla furiosa campagna anticomunista scatenata dalla destra, nella convinzione di poterne ricavare dei vantaggi elettorali. Il ragionamento è: proviamo con i giovani comunisti, vediamo come va, poi sferriamo l'attacco al partito comunista.

    Gli appigli di legge non mancano. Basta applicare una delle tante leggi di cui l'armamentario liberticida di questo paese dispone: la legge che vieta la propaganda della lotta di classe o quella che vieta l'uso di simboli delle «ideologie illiberali» come la falce e il martello. Come nel dopo '68, Praga è, dunque, ancora una volta un luogo da «normalizzare», un'anomalia da sanare. E' l'unico paese dell'Est, tra quelli appena entrati nell'Ue, ad avere un partito comunista forte e decisivo nelle scelte politiche ed economiche del paese. Le politiche del Fondo monetario internazionale, le liberalizzazioni imposte da Bruxelles, le privatizzazioni e la svendita delle grandi industrie statali hanno procurato, qui come negli altri paesi dell'est europeo, disoccupazione, miseria, malcontento. Ma, mentre negli altri paesi, una soluzione alternativa non c'è (...), qui l'alternativa è possibile e reale. Occorre, quindi, impedirla, costi quel che costi.

    Si vuole colpire un partito comunista che in questi anni è faticosamente uscito dal lungo tunnel del dopo `89, che ha vissuto un forte e aspro dibattito interno, che si è rinnovato profondamente, pur non perdendo nulla; anzi, accentuando la propria radicalità e deludendo chi - soprattutto nella dirigenza socialdemocratica- sperava che il grande travaglio comunista si sarebbe conclusa con una uscita a destra, con l'accettazione del neoliberismo, della Nato e delle politiche di guerra. Ancora una volta a Praga si gioca una partita il cui esito non riguarda solo quel paese, ma riguarda l'Europa, riguarda la democrazia, riguarda tutti noi. Non tutti ancora, da questa parte del vecchio continente, sembrano avere la percezione della posta in gioco.

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj Visualizza Messaggio
    Quanto è liberal Praga: fuorilegge i giovani comunisti

    di Luciana Castellina, Giulietto Chiesa, Fosco Giannini, Diego Novelli
    Per quanto personalmente sia contrario alla messa al bando di partiti per decreto, è tuttavia singolare notare come a scrivere quest'articolo siano state tali persone la cui biografia è tutto un elogio di sistemi politici che mettono al bando partiti per decreto, così come il loro presente è contrassegnato dall'appoggio ad un governo che dal suo insediamento ha fatto chiudere trenta centri sociali indipendenti.

  3. #3
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    Beh. Direi che di comunisti, sfortunatamente per loro, hanno molta piu' esperienza degli Italiani.....
    Si vede che non ne vogliono piu' sapere.
    Stessa cosa per il fascismo in Italia...Certe cose dovrebbero essere scritte nella Costituzione.

  4. #4
    Hanno assassinato Calipari
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    "Il programma YURI il programma"
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    peccato che il "comunismo" non possa esser codificato, mentre di fascismo ce n'è uno.

 

 

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