TORINO - Un colpo solo alla tempia. Si è tolto la vita così Agostino Rocco, 57 anni, abitante a Givoletto (Torino), titolare di due servizi di autosoccorso a Nichelino, dove venivano tenute in deposito giudiziario le auto sequestrate dalle forze dell'ordine. L'uomo si è sparato con una pistola calibro 38, questa mattina, di fronte al Palazzo di giustizia di Torino, seduto al volante della sua auto, una Alfa 166 ricevuta in comodato d'uso da una ditta novarese.
Nell'auto sarebbe stato trovato anche un biglietto che risulterebbe però quasi illegibile perché macchiato di sangue. Secondo le prime informazioni, vi sarebbero spiegati i motivi del gesto. Nei pressi del cadavere è stato trovato anche un telefono cellulare e non è chiaro se prima di spararsi la vittima lo abbia usato.
Secondo le prime ipotesi quello dell'uomo potrebbe essere stato un gesto disperato causato dal fatto che doveva ricevere denaro dal ministero di Giustizia per il deposito delle vetture sequestrate. E pare che a causa del ritardo si trovasse in difficoltà economiche.
Una dipendente del suicida ha affermato che Rocco si recava spesso al Palazzo di giustizia di Torino per sollecitare i pagamenti. L'azienda ha una decina di dipendenti.
"Sono sconvolto per quanto è successo - ha commentato il suo avvocato Vincenzo Saia - lo avevo visto nei giorni scorsi, ma nulla faceva presagire ad un gesto di questo tipo".
Secondo le persone che gli erano più vicine, dipendenti e amici, l'uomo era molto preoccupato per il decreto Bersani che aveva bloccato i pagamenti. Infatti, a giugno, poco prima dell'entrata in vigore del decreto, l'uomo stava per recuperare qualche credito, ma all'ultimo momento non gli era stato più assegnato.
Oltre ai due servizi di autosoccorso, l'uomo era titolare di una agenzia di viaggi, sempre a Nichelino, e di alcune attività turistiche a Cuba.
dal Corriere della Sera (23 ottobre 2006)
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Una manovra che oltre a comportare un taglio netto alle spese di giustizia già precedentemnete compromesse dal passato governo, renderà inevitabile il fallimento di tutte quelle società che legate al pianeta giustizia vantano debiti vecchi di più di 6 anni... con quella manovra Bersani oltre a non rimediare a quei debiti ha praticamente escluso l'anticipo dei pagamenti da parte delle poste per far fronte alle spese di professionisti e di ditte che svolgono lavori per la giustizia e che proprio a causa di forti debiti rischiano il fallimento...
... alcuni miei colleghi di tutt'italia, dal 2 novembre dovranno per forza utilizzare tutte le ferie accumulate per evitare il licenziamento... se alla fine delle ferie il ministero di giustizia non avrà trovato i soldi per pagare almeno una parte dei grossi debiti che le aziende per le quali lavoriamo hanno accumulato, saranno constretti, prima uno e poi l'altro a lasciare le aziende.
... adesso, con questo non dico che debba per forza di cose indurre una persona al suicidio, ci mancherebbe... ma io non escluderei a priori il fatto che qualcuno titolare di un'azienda possa per motivi prettamente economici decidere di togliersi la vita... anche perchè i proprietari di aziende non sono sempre arcigni, spregiudicati, e forti come spesso si cerca di dipingerli... ma anche loro hanno i loro momenti di debolezza...
... un mio collega tra non molto si troverà senza un lavoro, è padre di 3 bimbi... e nella sua famiglia lui è il solo che lavora... non è una situazione da suicidio ma evidentemnete non è certo rosea...
... e con questo non ho minimamente parlato delle conseguenze che quella manovra comporterà per il funzionamento della giustizia... ma anche quelli non sono meno importanti del licenziamneto mio o di un'altro collega... o del fallimento di aziende di con una cinquantina di persone o anche più...


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