(ANSA) - SOFIA, 23 OTT - Il presidente uscente Parvanov ha vinto con il 64% dei voti il primo turno delle elezioni presidenziali in Bulgaria, tenutosi ieri. Ampio vantaggio sul principale rivale il nazionalista Siderov (21,5%), ma con una percentuale di votanti pari al 42,1%, troppo bassa per evitare che i due vadano al ballottaggio il prossimo 29 ottobre.Sono i dati ufficiali.La legge elettorale bulgara prevede, infatti, che per vincere al primo turno occorre che l'affluenza alle urne superi il quorum del 50%.
Fonte ANSA
Attack, il fenomeno
La grossa sorpresa per le prossime elezioni generali è il movimento nazionalistico "Attack", creato un solo mese fa. Attack si dichiara contro i rom e la minoranza turca, difende la purezza dello stato e della nazione bulgara, difende i valori della chiesa ortodossa e della nazionalità slava. Propone inoltre un referendum su eventuali basi militari straniere su territorio bulgaro, sull'appartenenza alla NATO e sull'appartenenza all'UE. Gli slogan: "Bulgari: facciamoci ridare la Bulgaria", "Attack, per la purga del potere", "Punizione ai saccheggiatori, traditori nazionali", "Ritiro immediato dall'Iraq", "L'economia bulgara, per i bulgari".
Secondo la maggioranza degli analisti politici i potenziali elettori di Attack provengono dagli strati più emarginati della società e condividono un'ideologia sostanzialmente fascista. Attack riunisce persone che si riconoscono nell'intero spettro politico bulgaro, dalla sinistra alla destra. "Raccoglierà il voto di protesta, è un movimento simile al Fronte Nazionale di Jean Marie Le Pen in Francia o all'Unione cristiano-sociale tedesca", si commenta dalle colonne del quotidiano 24 Chassa.
Tra i candidati del movimento alcuni ex membri dell'UDF, quali ad esempio Pavel Shopov e Peter Beron, che nel 1990, quando l'UDF venne creata, ne fu anche il leader. Ma poi anche personaggi più eterogenei come il poeta Petar Manolov, dissidente durante il comunismo oppure il venticinquenne Dimitar Stoyanov, nipote di Radoi Ralin, famoso poeta e dissidente durante gli anni del socialismo reale in Bulgaria. Ad Attack aderiscono anche movimenti che si dichiarano di sinistra come ad esempio l'Unione degli ufficiali in pensione.
Attack pubblicizza le sue idee via internet ed in una trasmissione televisiva, appunto Attack, condotta da colui il quale poi è diventato il leader del movimento, il giornalista Volen Siderov. Quest'ultimo è stato caporedattore del quotidiano Demokratia, il primo quotidiano anti-comunista in Bulgaria, ed è diventato progressivamente uno degli oppositori più ardenti dei leader di centro-destra ed autore di libri nei quali nel dettaglio si descrive la "cospirazione ebraica contro i bulgari ortodossi". E' un ottimo oratore ed una personalità molto carismatica.
Il 22 giugno scorso Attack ha chiuso la propria campagna elettorale nel centro di Sofia, di fronte alla cattedrale Alexander Nevski. "E' lui lo Stato" ripeteva incessantemente un anziano, con in mano la foto di Siderov". Tutt'attorno molta gente e la Valchiria di Wagner che viene suonata ossessivamente ogni 10 minuti. "L'occidente vuole distruggere bulgari e serbi per creare una dorsale verde che colleghi Turchia, Bulgaria e Kosovo. Sono triste perché mio figlio è emigrato degli Stati Uniti, si è fatto un'altra vita". Sul palco uno dei candidati di Attack afferma che sia vergognoso che persone che hanno studiato siano obbligate, a causa della disoccupazione, a recarsi in occidente a fare le baby sitter, le badanti o a fare pulizie.
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http://www.osservatoriobalcani.org/a...view/4444/1/43


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