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    Predefinito John McCain vuole la Bosnia islamica in Europa

    BOSNIA: DELEGAZIONE USA PER INTEGRAZIONE EURO-ATLANTICA

    (ANSA) - SARAJEVO, 5 FEB - Una delegazione di senatori e congressmen americani, guidata dai senatori John McCain (repubblicano) e Joseph Lieberman (indipendente), capi rispettivamente delle commissioni sicurezza nazionale e forze armate del Senato hanno elogiato oggi a Sarajevo gli sforzi della Bosnia di aderire alla Nato. Lo hanno reso noto i media. I senatori Usa, pero', hanno definito 'preoccupante'' lo scarso dialogo politico interno ed hanno invitato i politici locali a cercare insieme una soluzione per i problemi del Paese e a inviare un messaggio positivo alla Nato, all'Ue e agli Usa. ''Gli Usa ritengono che la sola via per assicurare un futuro di prosperita' al Paese sia l'integrazione nelle strutture euro-atlantiche'', ha dichiarato il senatore McCain al termine dell'incontro della delegazione con gli esponenti della presidenza tripartita bosniaca, il croato Zeljko Komsic, il musulmano Haris Silajdzic e il serbo Nebojsa Radmanovic. In precendenza, la delegazione americana aveva incontrato il ministro della difesa bosniaco Selmo Cikotic, e in quell'occasione McCain e Lieberman hanno dichiarato che gli Usa restano il partner strategico della Bosnia nella riforma della difesa, ritenuta generalmente la riforma meglio risucita nella Bosnia del dopoguerra. (ANSA) Y0K-QN
    05/02/2010 200

    Speciale Balcani


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 21-11-10 alle 02:17

  2. #2
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    Predefinito Rif: McCain vuole far entrare altri mussulmani in Europa

    Senza gli americani non andiamo da nessuna parte, loro ci proteggono. :giagia:

    carlomartello

  3. #3
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    Predefinito Rif: McCain vuole far entrare altri mussulmani in Europa

    McCain è anche supportato dalla lobby albanese:

    John McCain: l'amico dell'UCK


    Il candidato repubblicano John McCain non è solo colui che ha richiesto l'estensione (o meglio, la deviazione) della sanità pubblica statunitense in favore della sanità messicana e non è solo molto vicino alla lobby militare. E' anche un vecchio amico dell'etnia albanese-kosovara.

    Già dal 1998 aiuta gli albanesi contro i serbi, arrivando ad armare le milizie terroristiche dell'UCK. Nel 1999 fu tra coloro che chiesero, contro obbiettivi civili serbi, bombardamenti più massicci (sappiamo i risultati, di cui anche i cinesi portano i segni). Naturalmente, gli albanesi espatriati negli USA hanno mostrato il loro gradimento: la loro lobby ha donato circa un milione di euro per la campagna elettorale del fedele amico.

    Nell'articolo di Blondet segnalato sopra si dice che McCain potrebbe essere il presidente USA più guerrafondaio dai tempi di Theodor Roosevelt, il quale vinse anche il Nobel per la Pace agli inizi del XX secolo. Allora siamo davvero tornati indietro nel tempo: McCain ha già vinto il Premio balcanico per la Pace!

    * Dall'articolo "John McCain armed Kosovo Islamic terrorists" (SVET via Serbianna, 13 febbraio 2008)

    continua su Euro-Holocaust: Un possibile nuovo presidente USA | Euro-Holocaust


    carlomartello
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  4. #4
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    Predefinito Rif: McCain vuole far entrare altri mussulmani in Europa

    Islamisme-Etats-Unis, une alliance contre l'Europe

    "Il vero volto del fondamentalismo islamico"

    (o la strana alleanza tra l'islamismo e i servizi segreti americani)


    di Alexandre del Valle


    Riassunto del saggio e presentazione dell'autore

    Fin dagli anni 30, gli Stati-Uniti appoggiano il regime fondamentalista wahabita d'Arabia saudita, « epicentro del terremoto islamico nel mondo », riprendendo e seguendo la diplomazia della « leva confessionnale » dell'impero britannico. Nell'ambito della Guerra Fredda e della lotta contro « l'impero del Male » sovieto-comunista, e sopratutto a partire dalla guerra in Afghanistan, i servizi segreti americani hanno armato ed addestrato la maggior parte dei movimenti islamisti (o cosiddetti « integralisti » musulmani) nel mondo, dai fondamentalisti siriani e egiziani (Fratelli musulmani, Gamaà, etc), al FIS e al GIA algerini, ed anche, fino al 1995, il Hamas palestinese. Più paradossalmente ancora, Washington ha indirettamente favorito l'ascesa al potere di Khomeyni in Iran, provocando la caduta dello Scià, e poi venduto armi ai Mullah durante la guerra Iran-Irak (Iran Gate). In un passato molto più recente, gli Stati Uniti hanno incoraggiato, fino al 1997, gli ultra-anti-occidentali Talibani di Kabul, in collaborazione con i servizi pakistani e sauditi. Appoggiati negli anni 80 dalla CIA, i cosiddetti « Afghani » (ex-volontari della Jihad anti-sovietica) hanno esteso dappertutto la nuova rivoluzione islamica internazionale. Ora, la base mondiale più violenta e sovversiva del terrorismo islamico non è più l'Iran dei Mollah, ma il « polo » sunnita Pakistan-Afghanistan finanziato e sostenuto dall'Arabia Saudita e messo in piedi da Washington, la cui responsabilità nella crescita della piaga islamico-terrorista nel mondo e in Occidente (sopratutto in Europa) è schiacciante.

    Questa strana strategia americana pro-islamista, anche detta della « cintura verde », oggi appare particolarmente paradossale, soprattutto dopo gli attentati antiamericani del World Trade Center nel 1993, di Nairobi e dar Es-Salam in agosto 1998, o ancora quello contro l'incrociatore americano ad Aden nell'ottobre 2000.

    Oggi, l'America considera l'organizzazione internazionale terrorista di Bin Laden, e i fondamentalisti islamisti in generale, come il Nuovo Nemico. Ma in verità, la cinica alleanza tra lo Zio Sam e la scimitarra islamica non è stata ancora realmente rotta da Washington. In verità, proprio la guerra del Golfo - ed il conseguente terribile embargo di dieci anni contro il popolo iracheno - e la presenza di soldati americani « infedeli » in terra santa islamica « vietata » (haram) d'Arabia Saudita, hanno provocato l'ira degli ex-alleati fondamentalisti degli Americani contro Washington e l'Occidente in generale. Nei fatti, la guerra del Golfo consacrò la morte del nazionalismo arabo più laico e diede il via all'Islamismo radicale, come si osserva ora in Cecenia, Daghestan, Kashmir, Pakistan, Sudan, Algeria, Balcani, e nella maggior parte dei paesi musulmani, prime vittime dell'integralismo islamico. L'ex-alleato incontrollabile degli Americani sembra essere scappato di mano al suo antico-prottetore per diventare il Nemico assoluto. Ma le cose sono in realtà molto più complesse e la responsabilità americana nell'ascesa del pericolo fondamentalista sunnita continua a produrre effetti pericolosi nel mondo intero. Non per caso fu Bin Laden stesso (miliardario saudita ex-comandante della « Legione islamica » anti-russa in Afghanistan, sotto controllo della CIA), attuale capo del « Fronte Internazionale Islamico », ad appiccare il fuoco terrorista islamo-separatista in Cina (Xin Jang), in India (Kashmir), in Bosnia ed anche in Kosovo, dove il Pentagono accettò la presenza, nella direzione dell'UCK (addestrata ed armata dai servizi tedeschi, turchi, croati e sopratutto americani, nonchè da agenzie « private » americane di « consiglio militare » vicine al Pentagono come la MPRI o Duncop) e di stretti collaboratori del terrorista Bin Laden, come Ahmad Zawahiri.

    Nei fatti, la strategia americana pro-fondamentalista, parzialmente ancora valida nel Golfo, nel Caucaso e nei Balcani, anche se molto criticata da alcuni strateghi americani come Henri Kissinger o Samuel Huntington, è fondata su quattro principali obiettivi a medio e lungo termine :

    - impedire la rinascita dell'ex nemico russo-sovietico tramite la « cintura verde » turco-islamista, favorendo l'indipendenza dei paesi musulmani dell'ex Unione sovietica per fare perdere a Mosca il controllo delle riserve e delle vie del petrolio e del gas ;

    - conservare a qualsiasi prezzo buoni rapporti con l'Islam, che possiede 75% delle risorse di petrolio nel mondo, e che rappresenta più di un miliardo di fedeli sempre più anti-occidentali, ma, allo stesso tempo, consumatori di prodotti e tecnologie americane senza essere concorrenti...

    - creare Stati musulmani e pro-turchi nei Balcani, focolai di tensione e d'instabilità, per esasperare gli « scontri di civiltà », non solamente tra Islam e Ortodossia ma sopratutto tra Europa occidentale ed Europa post-Bizantino-ortodossa. In tal modo, a causa dello stesso problema islamico, si puo' giustificare l'allargamento della Nato, buttare (« roll back ») la Russia fuori dall'Europa (« Nuovo Containment »), e tagliare l'Europa in due, grazie ad una « Nuova Cortina di Ferro e di Sangue », ed al risveglio dello scontro di civiltà tra Ortodossi e « Occidentali ».

    - controbilanciare (e farsi « perdonare »), con questa strategia islamica, la politica pro-israeliana di Washington, dando all'Islam nuove basi in Europa, e lasciando perdere poco a poco i nazionalisti israeliani (accordi di Oslo),

    - impedire la costruzione di un'Europa forte ed indipendente favorendo l'entrata della Turchia in Europa, l'infeudazione di quest'ultima alla Nato, e trasformandola (escludendone Russi e Serbi) in un protettorato americano, una « testa di ponte geostrategica dell'America » (Z. Brzezinski), una « zona morbida » (Gallois), ma prima di tutto un luogo di consumo dei prodotti americani.

    Nell' ex-yougoslavia, la strategia pro-islamica e pro-albanese dei servizi americani, inaugurata in Bosnia e accentuata durante la « guerra del Kosovo », in funzione anti-serba e anti-ortodossa, porto' al sorprendente appoggio americano e occidentale ai Mujahidin bosniaci venuti dall'Afghanistan o da tutto il mondo arabo, e agli ultra-nazionalisti dell'UCK che realizzarono, nel « Kosovo indipendente » una purificazione etnica contro i non-Albanesi.

    Ma anche adesso che gli Stati Uniti e l'Unione europea sembrano avere deciso di abandonnare gli ex-alleati dell'UCK (chiamati ieri « combattenti della libertà » e oggi « terroristi »), per appoggiare i regimi democratici della nuova Serbia di Kustuniça e della fragile Macedonia, l'idra del separatismo e la « questione albanese » continuano a destabilizzare i Balcani.

    Come si è visto in Arabia Saudita, in Pakistan, in Afghanistan, in Cecenia, in Asia centrale, e adesso nei Balcani, la strategia americana di « neo-containment » fondata sulla promozione dei focolai di tensione islamo-nazionalisti anti-russi e anti-ortodossi, è stata una scelta geostrategica molto pericolosa, sempre più difficile da controllare, e, dobbiamo dirlo, suicida a lunga scadenza per l'Occidente. Adesso che il fuoco del fondamentalismo e del separatismo è acceso dappertutto, è quasi impossibile fermarlo. Finora, il rischio è stato sottostimato, ma rapprensenta di sicuro una gravissima minnaccia per la pace mondiale.

    Di fronte alle nuove minnacce rappresentate dal fanatismo religioso anti-occidentale e dalle guerriglie separatiste - e le terribili reazioni previdibili contro esse - che emergono in tutto il mondo (« sindrome del Kosovo »), dalla Cecenia all'Afghanistan, passando per i Balcani, i Filippini, l'Africa o l'Indonesia, gli Stati Uniti, l'Europa occidentale e la Russia dovrebbero capire che la Guerra Fredda è ormai finita e che l'interesse commune di queste diverse componenti della civiltà « euro-occidentale » è di collaborare assieme per promuovere la loro sicurezza e la democrazia.

    Inoltre, rinunciare a una Nuova Guerra fredda contro la Russia, che l'Amministrazione repubblicana Bush jr sembra di volere fare resuscitare, e promuovere i legami tra l'Occidente e l'ex-Blocco sovietico, sarebbero le vie più sicure per avvantaggiare la democratizzazione e l'occidentalizzazione del mondo « post-bizantino », invece di continuare ad utilizzare la « cintura verde » turco-islamica per ridurlo.

    Alexandre del Valle, ricercatore all' Istituto Internazionale di Studi Strategici (Parigi-Ginevra), specialista di politica internazionale e pboblemi strategici, scrive in parecchie riviste francesi di geopolitica (Hérodote ; Stratégique, Limes), o di attualità politica (Le Figaro, Figaro Magazine, Spectacle du Monde, Panoramiques, etc).

    E l'autore di un saggio prefato dal General Pierre Marie Gallois, iniziatore della « force de frappe » atomica francese e consigliere del Generale De Gaulle : « Islamisme-Etats-Unis, une alliance contre l'Europe » (L'Age d'Homme, 1997).

    Questo libro ha conosciuto un grande successo in Francia, ed è stato tradotto in paracchie lingue : inglese, russo (con la prefazione di Evgueni Primakov), serbo-croato, portoghese e, adesso, in italiano, sotto il titolo : « Il vero volto del fondamentalismo islamico, o la strana alleanza tra l'islamismo e i servizi secreti americani »).

    Nella prefazione del libro « I prigionieri del Jihad (Guerini, 1998), l'ambasciatore Sergio Romano parla di un « libro interessante e controverso (...). Alexandre del Valle sostiene che gli Stati Uniti si servono dell'islam per una politica sostanzialmente ostile all'Europa. (...). Cio' che è accaduto dall'inizio degli anni Novanta conferma queste impressioni. (...). E una tesi discutibile (...), ma dimostra a contrario che ‘ci sono più cose nel cielo e nella terra' di quante non ne sospetti il filisofo Samuel Huntington » (pp XXII-XXIII).

    In Italia, il libro di Del Valle é anche stato citato nella Stampa, nel Giornale eppure nella rivista di geopolitica Limes.

    Islamisme-Etats-Unis, une alliance contre l'Europe (Italien) - Blog d'Alexandre del Valle


    carlomartello

  5. #5
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    Predefinito Rif: McCain vuole far entrare altri mussulmani in Europa

    Il terzo impero americano avrà per confine i Balcani

    L’Avvenire
    26 marzo 1999


    «Quella che avviene nei Balcani è un'altra guerra degli Stati Uniti contro l'Europa e voi europei non lo volete capire», scuote il capo Dragos Kalajic. Politologo di livello (è membro dell'Istituto di Ricerche Geopolitiche di Belgrado), collaboratore di giornali serbi e russi, autore di libri dai titoli significativi: "Il Male americano"; "La Russia risorge"; "L'Unione Europea è davvero europea?", è in questi giorni a Roma come giornalista-osservatore. «Mi stupiscono -dice- i commenti dei vostri intellettuali sui giornali italiani. Usano come categorie di analisi i più infantili gadget ideologici americani: "buoni" contro "cattivi", yankees contro pellerossa... un semplicismo indegno di una tradizione che ha pensatori come Dante e Vico, Gramsci e Julius Evola».

    Non negherà che in Kosovo la Serbia ha provocato una catastrofe umanitaria.
    «Di catastrofi umanitarie è pieno il mondo, senza che il Nuovo Ordine Mondiale mobiliti la sua macchina da guerra. La verità è che dietro le belle frasi umanitarie c'è una volontà strategica. Quella che James Baker, allora segretario di Stato, dichiarò nel marzo '92: "Il territorio serbo-montenegrino va riportato all'estensione che aveva prima delle guerre balcaniche", ossia quando nei Balcani dominava l'Impero Ottomano. In seguito Bush, e poi Clinton, hanno ribadito con le stesse parole: "La Serbia è il peggior pericolo per la sicurezza e gli interessi economico-politici degli USA"».

    In che senso la Serbia sarebbe pericolosa per gli USA?
    «Perchè ostacola il loro progetto antieuropeo: quello di costituire una "dorsale islamica" in Europa (come ha scritto "LiMes"), ossia una catena di stati musulmani che vadano dalla Turchia alla Bosnia. Il Kosovo è oggi l'anello mancante di questa catena».

    Fantapolitica.
    «Crede? Le leggo allora un articolo apparso su "Herald Tribune" il 4 gennaio 1996, ripreso dal "Washington Post", a firma di due analisti americani, Hillbrun e Lind. Titolo: "Il Terzo impero americano con i Balcani come frontiera"».

    Terzo impero americano?

    «Il primo impero USA, spiegano gli autori, è l'egemonia yankee sull'America Latina. Il secondo, l'estensione della sfera d'influenza USA sull'Europa, che si sono conquistati con la seconda guerra mondiale. Il terzo -cito alla lettera- sarà costituito da "un vasto movimento di popoli musulmani egemonizzati dagli Stati Uniti, dal Golfo (Persico) all'Adriatico"».

    Però. C'è proprio scritto così?
    «Capito? Gli americani progettano di creare una catena di staterelli islamici da loro egemonizzati in Europa, per mantenere il Continente in condizione d'instabilità permanente. A controllare l'immensa operazione sarà la Turchia».

    La Turchia?
    «Non è l'America a premere sull'Europa perchè accolga la Turchia nella UE? Ebbene, un politologo turco, Nazni Arifi, ha scritto con grande soddisfazione: "Entrata la Turchia nell'Europa, entro un decennio l'Europa sarà islamizzata". E aggiunge: non solo la presenza di 70 milioni di turchi (a quel punto europei di diritto), ma per altri 200 milioni di islamici di lingua turca, a cui la Turchia odierna già riconosce la sua cittadinanza. Ovviamente, gli islamici puntano sulla natalità decrescente dei cristiani. Mustafà Ceric, la massima autorità islamica di Sarajevo, ha ordinato alle donne musulmane di fare almeno cinque figli».

    Anno VIII - 1999, n° 2


    carlomartello

  6. #6
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    Predefinito Rif: McCain vuole far entrare altri mussulmani in Europa

    Ancora con queste puttanate sulla dorsale verde ?!

    Purtroppo devo studiare e non posso passare tutto il pomeriggio a fare debunking di questi deliri di Del VAlle e di un nazicomunista serbo (tale è, francamente, chi fa riferimento incrociato a Vico Evola e Gramsci, lavorando per il Ministero degli Esteri serbo, notoriamente strutturato come centrale di intelligence).

    Consiglio comunque a chi voglia leggersi cose sensate sull'argomento due libri:

    -"Capire l'Albania", Fabio Martelli, il Mulino / Alfa Tape, 1998

    -"Islam Balcanico", Federico Mario Bega, UTET Libreria, 2008

    Sono libri scritti da chi ha lavorato per anni nei Balcani, nella cooperazione internazionale e intergovernativa, non le paranoie di Del Valle, che scambia una tattica contro l'URSS per una alleanza di ferro e sangue.

    Sopratutto, fa ridere che, se la premessa logica è "Gli USA finanziano il fondamentalismo islamico per aumentare la tensione sulle linee di faglia delle civilità", la risposta sia "ringalluzziamo il fondamentalismo cristiano e ammazziamo i muslim!". Sa molto di ... uhm, abboccare all'amo ?

    PS: La lobby albanese negli USA notoriamente non c'entra una mazza con l'Islam politico o comunque con le organizzazioni religiose, che peraltro in Albania nessuno se le fila, ma è una organizzazione di estrema destra di ispirazione monarchica.
    Ultima modifica di Manfr; 06-02-10 alle 17:42

  7. #7
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    Predefinito Rif: McCain vuole far entrare altri mussulmani in Europa

    Joseph Lieberman è alieno.
    Ultima modifica di Lucio Vero; 06-02-10 alle 17:42

  8. #8
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    Predefinito Rif: McCain vuole far entrare altri mussulmani in Europa

    Non fa ridere affatto. Siete voi che mal interpretate Del Valle (o Huntington).

    La Bosnia è un paese mussulmano con una consistente presenza serba e cattolica croata che subisce vessazioni o addirittura attentati, il padre della " nazione", Izetbegovic, era ideologicamente affine ad Hassan al-Banna e a Khomeyni, oltre ad essere il pupillo di Bill Clinton.

    A Sarajevo hanno costruito una delle più grandi moschee d'Europa chiamata King Fahd in omaggio al Re dell'Arabia Saudita.

    Agiscono in Bosnia centinaia se non migliaia di integralisti islamici.

    Terrorismo/ Al Qaida 'dietro l'angolo': feudi da Bosnia a ex Urss - Esteri - Virgilio Notizie

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    Ehm, la Bosnia-Erzegovina è l'unione di due entità politiche: la Republika Srpska (i serbi) e la Federazione croato-musulmana.
    Insomma, i cattolicissimi Croati con i Bosniaci musulmani ci hanno costruito insieme l'entità politica, confermandosi anti-serbi (e fondamentalmente anti-europei) come e più degli stessi islamici. Le armi americane ai mujaheddin islamici arrivavano tramite l'esercito croato. Fra l'altro, le frizioni fra le comunità (croata e musulmana) sono nulla rispetto ai diktat umilianti sottoposti regolarmente ai serbo-bosniaci.

    Questo per dire per l'ennesima volta che leggere il puttanaio balcanico come un "Cristiani vs Islamici" è una stronzata clamorosa, geopolitica da "Corriere dei Piccoli"
    Ultima modifica di Canaglia; 06-02-10 alle 17:56
    Passata la buriana facciamo i conti

  10. #10
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    Predefinito Rif: McCain vuole far entrare altri mussulmani in Europa

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Non fa ridere affatto. Siete voi che mal interpretate Del Valle (o Huntington).

    La Bosnia è un paese mussulmano con una consistente presenza serba e cattolica croata che subisce vessazioni o addirittura attentati, il padre della " nazione", Izetbegovic, era ideologicamente affine ad Hassan al-Banna e a Khomeyni, oltre ad essere il pupillo di Bill Clinton.

    A Sarajevo hanno costruito una delle più grandi moschee d'Europa chiamata King Fahd in omaggio al Re dell'Arabia Saudita.

    Agiscono in Bosnia centinaia se non migliaia di integralisti islamici.

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    carlomartello
    Huntington era contro la guerra in Iraq precisamente perchè ritiene che le civiltà debbano starsene ciascuna a casa propria, non che debbano scontrarsi a vicenda per l'egemonia.

    La Bosnia non è mai stata un paese islamico: prima della guerra del 1991, c'erano il 43% di Mussulmani, inteso in senso ETNICO non religioso, il 17% di Croati, l'11% di Yugoslavi e il 35% circa di Serbi. La guerra non è iniziata per fantomatiche vessazioni della minoranza serba, che se ne stava tranquilla in campagna: a differenza della Croazia, infatti, anche nella Bosnia post-indipendenza croati e bosniaci erano "nazionalità costitutive". La guerra è iniziata perchè è stata proclamata l'indipendenza contro il parere dei Serbi, che comunque erano già armati da mesi, così come i Croati. Tanto aggressivi son stati questi Bosniaci che, senza appaltare la difesa alle gang criminali di Sarajevo, avrebbero perso la capitale per quanto erano armati.

    Il padre della nazione Izetbegovic è stato eletto nel 1990, la guerra è scoppiata nel 1991 : fino a quel momento, governava con l'HDZ BiH e il SDS, ossia i partiti dei croati e dei serbi oltranzisti, contro l'SPD BiH, ex Lega dei Comunisti, e l'UDR di Markovic, che esprimeva per esempio il sindaco di Mostar, città in cui la guerra la portarono le milizie di Karadzic e il Consiglio Croato della Difesa. Quando la guerra è scoppiata, ci fu un immenso corteo di "yugoslavi", moltissimi dei quali mussulmani a cominciare dal rappresentante di questo gruppo "etnico" nella presidenza collettiva, che marciarono contro il conflitto etnico. Peccato che vennero bersagliati dai cecchini ... Peraltro, quando il conflitto è scoppiato, Izetbegovic mandò a trattare con Karadzic ... Biljana Plavsic, che poi ne divenne una delle più accanite sostenitrici ma che fino a quel momento lo rappresentava al governo assieme al "khomeinista" Izetbegovic.

    Tanto per chiarire, poi, nei Balcani l'Islam è di matrice sufi, quindi ben diverso dal sunnismo o sciismo militanti. I fondamentalisti islamici sono arrivati dopo, a guerra iniziata e quando l'Occidente ha posto un embargo sulle armi. Grazie al caxxo che oggi i serbi nella Federazione CroatoMusulmana vengono vessati, secondo te corre buon sangue dopo 4 anni di guerra civile ? Dubito che i Bosgniacchi se la passino molto meglio a Pale ...

    La moschea King Fahd è stata chiamata come il re d'Arabia Saudita perchè, ohibò, l'hanno costruita i sauditi !
    Ultima modifica di Manfr; 06-02-10 alle 17:57

 

 
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