«Mi tasso per la tomba del Duce»
Commerciante di Predappio: offro 15mila euro per la manutenzione
di EMANUELE CHESI
— PREDAPPIO (Forlì) —
IL CIMITERO DI SAN CASSIANO in Pennino, pochi chilometri fuori Predappio in direzione dell’Appennino, da anni non è più meta di adunate oceaniche. La tensione ideologica degli anni settanta si è affievolita e i confronti a muso duro tra rossi e neri sono un lontano ricordo. Ma la cripta di Benito Mussolini continua a suscitare interesse, curiosità e polemiche. A pochi giorni dal 28 ottobre, anniversario della Marcia su Roma e data canonica del ‘pellegrinaggio’ di nostalgici e simpatizzanti, ci ha pensato uno dei folkloristici commercianti di gadget littori a smuovere il torpore paesano. «Offro 15mila euro per la manutenzione della tomba del Duce», ha annunciato Pierluigi Pompignoli dal bancone del suo negozio ‘Predappio tricolore’ che rigurgita di ‘Me ne frego’ stampati sui gagliardetti e orologi con l’inconfondibile mascella sul quadrante. Una donazione indirizzata alla famiglia Mussolini a cui però nessuno ha risposto.
D’ALTRA PARTE gli eredi del Duce sono ormai una decina: alcuni poco interessati alle questioni politiche, altri (come Alessandra) propensi comunque a difendere la memoria storica familiare da pretese esterne. Proprio per il malcelato fastidio della famiglia Mussolini si è esaurito infine dopo quattro anni il servizio della ‘Guardia d’onore’: giovani da tutta Italia che montavano in uniforme accanto alla tomba del Duce. E allo stesso modo è stata lasciata cadere la proposta di un altro ‘mecenate’ che voleva impiantare un sistema di videosorveglianza nella cripta.
Gli interessi, politici ed economici, che si muovono attorno alla tomba di San Cassiano in Pennino sono consistenti. Le varie anime dell’estrema destra si disputano la passerella davanti al sarcofago. Imprenditori e commercianti più o meno nostalgici si danno battaglia tra loro anche a suon di querele. A presidiare il decoro della cripta resta, ormai da mezzo secolo, la nipote di donna Rachele Mussolini, Romana Moschi. La ‘zia Romana’ che Alessandra Mussolini ricorda sempre con affetto nelle interviste sui suoi per la verità esili legami con Predappio.
«UNA DONAZIONE per la tomba di Mussolini? Al cimitero c’è sempre bisogno di manutenzione, ma le condizioni della cripta sono decorose e non c’è nessuna emergenza», taglia corto il sindaco di Predappio, il diessino Giuliano Brocchi. La sinistra governa il paese del Duce fin dal dopoguerra e ovviamente maneggia con cautela l’incandescente materia dell’eredità fascista. «Puntiamo al recupero del patrimonio architettonico — spiega il sindaco — a partire dalla galleria del vento del vecchio stabilimento aeronautico Caproni che, dopo un passato da fungaia, diventerà nel giro di pochi anni un laboratorio d’avanguardia per l’Università». La stessa attenzione c’è ora per l’ex Casa del fascio e per l’imponente Rocca delle Caminate, il castello donato al Duce dai forlivesi per il quale si ipotizza un ruolo come sede per la valorizzazione della cultura e dell’enogastronomia romagnola.