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    Predefinito Quale futuro per la sinistra?

    Quale futuro per la sinistra?

    La sinistra riformista italiana da troppo tempo si interroga a proposito del proprio futuro. La gente chiede scelte ed unità. Un’unità che vada al di là degli steccati ideologici del 900 e che porti in questo paese un grande partito democratico e riformatore, capace di coagulare oltre il 30% dei consensi, espressione di tutta quell’area riformista che ormai ha intenti comuni da più di 10 anni. E' ormai una storia che viene da lontano, dalla esperienza dell’Ulivo, e che è proseguita, con alti e bassi, fino ad oggi.
    Quello di cui però si discute forse troppo poco è dei contenuti di questo partito. Sappiamo fin da ora che non sarà un partito con poche differenze. Dobbiamo comprendere che questo è normale in un grande partito e che questa deve essere valorizzata come qualità. Il confronto e, qualche volta, anche lo scontro, non fanno così male ad un partito ma verosimilmente lo rinforzano.
    Detto questo credo si sia in un momento preciso in cui si debba far comprendere, dato per acquisito per alcuni di noi di essere pro-partito democratico, quali siano le posizioni che potrebbero rafforzare e far crescere la sinistra riformatrice. Posizioni parziali del futuro Partito Democratico, ma posizioni chiare con cui tutti si dovranno confrontare.
    Sono parte di quell’area politica, sempre più forte e diffusa nelle socialdemocrazie europee, che si definisce liberalsocialista. Io credo in una sinistra che si impegni affinché aumentino in modo armonioso i diritti individuali e quelli sociali, la giustizia e la libertà. Una sinistra giovane che sia continua tensione verso il moderno e il progresso, verso l'equità nella libertà.
    Questa sinistra ha visto in alcuni uomini politici europei una realizzazione, più o meno completa.
    Ne sono interpreti uomini di grande spessore come Tony Blair, Segolène Royal, Josè Luìs Rodriguez Zapatero.
    Il premier britannico è stato capace di riformare la politica economica interna britannica garantendo una maggiore redistribuzione della ricchezza e dall’altra garantendo la prosecuzione di alcune riforme liberali dei governi a lui precedenti. Nella sua azione rimane, purtroppo, una politica estera assolutamente asservita a quella americana ed un europeismo troppo tiepido.
    La candidata alla candidatura all’Eliseo, Segolene Royal, è una donna arcigna, dura, forte ma veramente socialista. Una donna che oltre a proporre temi di sinistra sa anche parlare di un tema che qualcuno, soprattutto nell’ala radicale, crede solo di destra, ossia la sicurezza. Difendersi è una cosa solo di destra, ci si domanderà? Avere potere coercitivo è una caratteristica solo dei governi di destra? Non mi pare. E qui forse l’esperienza di sola opposizione di tanta parte della sinistra italiana gioca un brutto ruolo, non facendo comprendere che è riformismo anche saper dire no alla criminalità, alla protesta sociale violenta, al teppismo.
    Il premier spagnolo, infine, rappresenta probabilmente, ad oggi, il liberalsocialismo compiuto nel migliore dei modi. E’ un premier filo-europeista, pacifista e concretamente impegnato su temi centrali di quella che deve essere la politica riformatrice seguendo il pensiero social-liberale. Zapatero, infatti, ha nei suoi successi, oltre la conosciuta idea laica di stato, la difesa delle minoranze e delle libertà, un progetto economico che incontra concretamente liberalismo e socialismo(senza cedere mai né a chi vuole uno “stato pesante”, ossia la sinistra massimalista né a chi vuole svendere i diritti sociali) ed infine un forte impegno federalista(si guardi il nuovo statuto catalano limato ma difeso dal premier spagnolo, che applica la sussidiarietà nei fatti).
    Il suo pensiero è meglio,comunque,dedurlo dalle sue parole: «amore per il bene, ansia di pace, miglioramento sociale degli umili: il mio credo politico si riassume in questi tre principi. Essere di sinistra per me vuol dire estendere la democrazia fino alle ultime conseguenze… Questa democrazia “di sinistra” esige di forgiare cittadini forti, di estendere i diritti e le libertà individuali, di fomentare la diversità. In una parola, il mio socialismo è libertà».«Mi definisco un socialista libertario, e con questa espressione intendo mettere l’accento su ciò che rappresenta per me l’idea di un socialismo moderno, ovvero un socialismo dei cittadini, che contiene la libertà nel cuore del suo progetto. Un socialismo in cui l’estensione della democrazia, delle libertà individuali, occupa un ruolo centrale.» «Se difendiamo lo stato sociale non è perché siamo “statalisti”, ma perché siamo dalla parte dei cittadini contro tutti i poteri forti della società. E ci siamo resi conto, molto pragmaticamente, che l’indebolimento delle istituzioni statali voluto dalla destra non aveva prodotto alcun vantaggio per la gente. Detto questo, io non sono diventato socialista per edificare una società nella quale gli individui vengano sottomessi allo stato. Sono diventato socialista con l’idea di dare alla luce una società in cui tutti siano liberi, nella quale nessun uomo sia l’ombra di un altro uomo. E credo profondamente che se c’è un pensiero che pone al centro l’ideale della libertà, quel pensiero è il socialismo. La causa dell’emancipazione umana, di tutti gli esseri umani, è una causa socialista».
    Zapatero propone un socialismo che sia vera emancipazione, un socialismo che difenda i diritti sociali senza fare in modo che questi soffochino e limitino lo sviluppo di una società e allo stesso tempo che sia capace di giocare la vera partita, ossia quella dei diritti civili e di una concezione della libertà che travalica il senso strettamente economico che inizialmente aveva il liberalsocialismo, andando ad aprire la società all’anticonformismo,al pensiero libero, alla scelta necessariamente autonoma di un individuo del quale lo stato si deve fidare. In sostanza si può asserire che il liberalsocialismo è la pace fatta tra stato e cittadino, perché lima l’estremismo di chi vuole uno stato sopra il cittadino(sinistra radicale, parte del mondo cattolico) e di chi vuole un cittadino sopra lo stato(neocon, liberisti).
    Questa concezione moderna di stato, di cittadino, di società, che nasce da questi tre esempi ma che ha ulteriori esempi e molte esperienze nella quotidianità di tanti cittadini europei, è un progetto che viene da lontano, è quel sogno europeo su cui sono stati scritti libri su libri.
    Un sogno, questo, che può continuare e che deve continuare anche con il contributo concreto del nostro paese. Questo sogno, però, può continuare solo se una grande forza riformatrice e progressista sarà capace di essere sintesi delle aspirazioni italiane e di tradurle in proposte positive per noi e per questa nostra grande casa che è l’Europa. Queste proposte dovranno inserirsi, se questo partito vorrà avere successo e non essere visto come il partito meno riformatore tra i partiti riformatori, non nella tradizione culturale ormai superata delle socialdemocrazie anni 70, non rincorrendo la destra liberista, ma proponendo questo insieme di principi,valori e progetti che la radicata idea liberalsocialista propone in Europa da ormai un decennio.

    Enrico Peroni
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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico1987 Visualizza Messaggio
    Quale futuro per la sinistra?

    La sinistra riformista italiana da troppo tempo si interroga a proposito del proprio futuro. La gente chiede scelte ed unità. Un’unità che vada al di là degli steccati ideologici del 900 e che porti in questo paese un grande diffusa nelle socialdemocrazie europee, che si definisce liberalsocialista. Io credo in una sinistra che si impegni affinché aumentino in modo armonioso i diritti individuali e quelli sociali, la giustizia e la libertà. Una sinistra giovane che sia continua tensione verso il moderno e il progresso, verso l'equità nella libertà.
    Questa sinistra ha visto in alcuni uomini politici europei una realizzazione, più o meno completa.
    Ne sono interpreti uomini di grande spessore come Tony Blair, Segolène Royal, Josè Luìs Rodriguez Zapatero.

    Il premier britannico è stato capace di riformare la politica economica interna britannica garantendo una maggiore redistribuzione della ricchezza e dall’altra garantendo la prosecuzione di alcune riforme liberali dei governi a lui precedenti. Nella sua azione rimane, purtroppo, una politica estera assolutamente asservita a quella americana ed un europeismo troppo tiepido.
    La candidata alla candidatura all’Eliseo, Segolene Royal, è una donna arcigna, dura, forte ma veramente socialista. Una donna che oltre a proporre temi di sinistra sa anche parlare di un tema che qualcuno, soprattutto nell’ala radicale, crede solo di destra, ossia la sicurezza. Difendersi è una cosa solo di destra, ci si domanderà? Avere potere coercitivo è una caratteristica solo dei governi di destra? Non mi pare. E qui forse l’esperienza di sola opposizione di tanta parte della sinistra italiana gioca un brutto ruolo, non facendo comprendere che è riformismo anche saper dire no alla criminalità, alla protesta sociale violenta, al teppismo.
    Il premier spagnolo, infine, rappresenta probabilmente, ad oggi, il liberalsocialismo compiuto nel migliore dei modi. E’ un premier filo-europeista, pacifista e concretamente impegnato su temi centrali di quella che deve essere la politica riformatrice seguendo il pensiero social-liberale. Zapatero, infatti, ha nei suoi successi, oltre la conosciuta idea laica di stato, la difesa delle minoranze e delle libertà, un progetto economico che incontra concretamente liberalismo e socialismo(senza cedere mai né a chi vuole uno “stato pesante”, ossia la sinistra

    Enrico Peroni
    (IO)
    peccato che il PD non avrà posizioni di quel tipo grazie al nostro pane e cicoria....

  3. #3
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    uhm...caro luca, noi ci proveremo. Non possiamo lasciare un sogno che era nostro, ossia un grande partito riformatore ulivista xke dei matti hanno deciso di fare un patto con ruini. Dovremo sostenere una corrente liberale di sinistra...e poi quel che sarà sarà

  4. #4
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    ma scusate se il pd fosse legato a ruini che differenza ci sarebbe con la destra ? me lo spiegate

  5. #5
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    è quello che dico anche io, secondo me la sinistra in italia praticamente non esiste da un punto di vista sociale e culturale esiste della gente che vota dei partiti che si definiscono di sinistra

  6. #6
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    Siamo sempre lì, purtroppo...la sinistra italiana ha ereditato il complesso di inferiorità del PCI nei confronti della DC...

  7. #7
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    La candidata alla candidatura all’Eliseo, Segolene Royal, è una donna arcigna, dura, forte ma veramente socialista. Una donna che oltre a proporre temi di sinistra sa anche parlare di un tema che qualcuno, soprattutto nell’ala radicale, crede solo di destra, ossia la sicurezza. Difendersi è una cosa solo di destra, ci si domanderà? Avere potere coercitivo è una caratteristica solo dei governi di destra? Non mi pare. E qui forse l’esperienza di sola opposizione di tanta parte della sinistra italiana gioca un brutto ruolo, non facendo comprendere che è riformismo anche saper dire no alla criminalità, alla protesta sociale violenta, al teppismo.

    Io sono contrario al PD e ho idee estremamente diverse da Blair e Zapatero. Però non ho difficoltà a riconoscere che i due uomini politici sono intelligenti e hanno una visione strategica della politica, anche se non la condivido.
    Sono rimasto allibito a leggere questo giudizio su Ségolène Royal. Io conosco un po' di politica francese e ho seguito i due dibattiti televisivi tra i candidati socialisti alle primarie. Rispetto a Fabus e Strauss-Kahn è nettamente peggiore. Infatti dopo ogni confronto è diminuita parecchio nelle preferenze dei militanti socialisti a confronto dei due rivali.
    Il successo di Ségolène Royal è dipeso inizialmente dal fatto che è stata subito incoronata dai media e dal lavoro sotterrano di Hollande che è primo segretario del PS e suo fidanzato. Inoltre nei primi tempi non è stata costretta a tirare fuori idee, ma ha un po’ incantato tutti andando in giro per il paese a sorridere. Adesso che c’è la campagna per le primarie del PS, però deve parlare e sta rivelando la sua inconsistenza. Non ha fatto particolari proposte e quel poco che ha detto, tipi le giurie di cittadini per controllare gli eletti, non serve per risolvere i paesi della Francia, ma a fare un populismo di bassa lega, anche se declinato a sinistra.
    Io sono certo che se verrà scelta Ségolène, che è appoggiata da gran parte dell’apparato del PS, la destra vincerà le presidenziali del 2007, perché ha dei candidati molto più abili.

  8. #8
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    Caro sandokan non ti so dire, alla fine la politica francese è quella ke cosnoco meno anke xke conosco un po' di spagnolo e inglese e leggo i loro giornali..mentre giornali francesi mai...
    Che ti posso dire? mi fido di te,tendenzialmente, xo creddo ke strauss kahn e fabius siano peggio, molto peggio

  9. #9
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    Il problema è che in questa disgraziato paese non si stanno incontrando liberalismo e socialismo da una parte, e liberalismo e conservatorismo dall'altra; bensì, catto-comunismo da una parte, clerical-fascismo dall'altra. Parlando nello specifico della parte politica di csx, il Pd o sarà il partito di dio (magari non nella forma, ma sicuramente nella sostanza) o non sarà. Uniti nelle diversità è sacrosanto, ma non sempre tutto può essere unito e questo mi sembra un caso. O meglio, può essere unito (sia a sx sia a dx), ma su basi diverse da quelle che liberalsocialisti da una parte e liberaldemocratici dall'altra possono sperare. Si sconta in generale un ritardo storico ed un vicino piccino piccino ma troppo invadente. Se in Europa l'italia è sempre o quasi arrivata tra le ultime per il suffragio, i diritti dei lavoratori, delle donne ed è tuttora al medioevo politico su laicità, ricerca scientifica, federalismo-autonomismo, coppie di fatto, qualche problema strutturale c'è. E si ripercuote sui partiti. L'iniziativa di far da pungolo è lodevole e da sostenere, ma francamente mi sembra di essere in questo caso alle porte di un annacquamento generale delle identità all'insegna di uno squallido volemose bene. E finchè quella "zapaterista" sarà considerata dalla maggior parte di quel futuro Pd una "deriva" e non un punto a cui tendere, la battaglia dei "volenterosi" del csx (e del cdx con le differenze del caso) saranno ai livelli di quelle di Don Chisciotte. Considerando poi io personalmente cdx e csx dell'italietta alla stregua di due bande, la speranza crolla. Certo, non è poi tutto oro colato quello che avviene all’estero nei vari schieramenti: per esempio in Francia, politicamente oscena.


  10. #10
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    Caro matteo, non posso ke essere in generale d'accordo sulla tua analisi.
    Detto questo non posso assolutamente diventare cittadino spagnolo perchè ancora sogno un Veneto diverso.
    Visto che anche se fondo il PSOE in italia non è ke mi votano, e a cambiare la testa agli italiani non ci riesco di certo io, mi adatto e ci provo a rendere meno amara la vita in questo paese di cattolici, comunisti e fascisti.
    Io liberale-socialista-federalista-laico sono conscio di centrare poco con questo paese ma ciò nonostante provo ad addolcirmi la pillola.
    Non ci riuscirò? Amen, io ci ho provato.
    Meglio un disilluso che ci prova ad un disilluso che non ci prova (e il riferimento non è a te)

 

 
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