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  1. #11
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    Predefinito «Soffiatori» e «bruciacarboni»

    Poiché gli attacchi mossici hanno così poca attinenza, sia nel tono che nel contenuto, con le dottrine tradizionali, risponderemo a questi individui nel modo che segue:

    1) Se «contemplazione» significa superare l’individuale per l’universale, pensiamo che sia più conveniente a Danyeel preoccuparsi di comprendere, almeno teoricamente, questo punto essenziale prima di intraprendere qualsiasi studio di dottrine tradizionali, come l’Alchimia. Coprire invece con un falso e astuto vittimismo la propria insufficienza intellettuale è solo segno di superbia. Non abbiamo trovato infatti nello scritto a noi rivolto un solo elemento di interesse dottrinale o di qualche contenuto tradizionale se non una pletora di “consigli sull’umiltà” che con la pura teoria non hanno nulla a che fare. Non ci venga dunque a insegnare il Sig. Danyeel su come porci o non porci col “prossimo” quando a mancare nelle sue parole è un seppur minimo senso spirituale. Quanto alla sua preghiera finale per la nostra meta ascetica non diciamo altro se non che ognuno alla morte sarà mangiato dal dio al quale in vita ha sacrificato.

    2) Per quanto riguarda la scurrilità di Eliodoro non intendiamo minimamente perdere il nostro tempo, se non far notare che riguardo alla citazione che già in due occasioni usa, vale a dire «è meglio tacere su ciò di cui non si sa nulla», noi non possiamo che esserne completamente d’accordo ma tale saggezza ci sembra davvero lontana per chi scrive: «…il fetore di 4 vermiciattoli…» o peggio «all’ignorantone pseudo-sattwa…cosa è questo Spirito Universale? Questa era la domanda giusta, fessacchiotto.». Ecco qui un buon esempio di «intelletto, cuore puro e Vero approfondimento»!
    La grettezza dell’espressione “feed-back interno” da noi messa in risalto è ben lungi poi dal rappresentare solo un’infelice scelta lessicale, solo una nostra «superficialità scimmiotesca e da tarzanello di terza categoria [che] poteva correre dietro solo alla grammatica e non al senso» ma una dimostrazione dell’«ignoranza di quanto concerne l’ordine spirituale e l’indeterminazione con la quale tali personaggi affrontano questo “qualcosa”», così come il vocabolario limitato di un indigeno è segno della sua povertà interiore e della sua inadeguatezza in rapporto alla manifestazione.
    Chiediamo invece a Eliodoro di citare con precisione quali dei nostri scritti presentino “fascinazioni sataniche”, perché avremo subito modo di cancellarle o correggerle…



    Le varie repliche hanno messo in risalto l’inconsistenza di certe forme di pseudo-Tradizione. Quanto scritto perciò basta per chiudere qui da parte nostra tale polemica.

  2. #12
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    Se le foto dei lavori alchemici non mi sembrano così scandalosi al contrario gli insulti rivolti contro Sattwa mi sembrano appunto vergognosi.
    Credo che sia una sindorme tipica dei forum Pol (tutti anche quelli politici) piuttosto che affrontare i problemi in base alle tematiche proprie dei singoli forum (ad esempio in questo caso l'ottica Metafisica nell'altro l'Esoterismo etc etc) si preferisce passare sul piano personale o su aspetti esteriori come lo stile. Senza poi contare quella malsana abitudine di ricorrere alla presa in giro quando per pigrizia non si vuole affrontare certi argomenti, vizio da cuinemmeno il sottoscritto è immune.

    Ma si anch'io ho qualche difficoltà a seguire gli articoli di Sattwa, per via del plurale che usa spesso, ma non per questo devo giungere a considerare la persona in modo negativo...

    piuttosto postate qualcosa di definitivo sull'Alchimia (di Guenon o di altri) almeno se si deve chiudere la polemica facciamolo con qualche scritto teorico!!!!!

    Ciao

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da zoltran Visualizza Messaggio
    piuttosto postate qualcosa di definitivo sull'Alchimia (di Guenon o di altri) almeno se si deve chiudere la polemica facciamolo con qualche scritto teorico!!!!!
    Dato che nessuno se l'è sentita di raccogliere il più che sensato invito di Zoltran lo faccio io.

    Riguardo a Fulcanelli ed agli ambienti con cui aveva a che fare si può leggere QUI.

    Riguardo alla concezione Metafisica (id est Sapienziale) dell'Alchimia, si può leggere questo passo:

    "D'altra parte, dove siamo completamente d'accordo con Evola, ed anche dove vediamo il maggiore merito del suo libro, è quando insiste sulla natura puramente spirituale ed "interna" della vera alchimia, che non ha niente a che vedere con le operazioni materiali di una "chimica" qualunque, nel senso naturale della parola; quasi tutti i moderni hanno equivocato su questo punto, tanto quelli che hanno voluto erigersi a difensori dell'alchimia quanto coloro che sono stati suoi detrattori. Tuttavia, è facile vedere in che i termini hanno parlato i vecchio ermetisti dei "soffiatori" e dei "bruciatori di carbone", nei quali si devono riconoscerei veri precursori dei chimici attuali, per poco lusinghiero che possa essere per questi ultimi; e, tuttavia nel secolo 18, neanche un alchimista come Pernéty omette di mettere in rilievo la differenza fra la "filosofia ermetica" e la "chimica volgare". Così quindi, ciò da cui ha tratto origine la chimica moderna non era l'alchimia, con cui, dopotutto, non ha alcuna relazione ( come neanche ce l'ha l'iperchimica immaginata da alcuni occultisti contemporanei); la chimica è soltanto una deformazione o una deviazione, sorta dalla mancanza di comprensione di coloro che, incapaci di trovare il vero senso dei simboli, li hanno presi alla lettera e, credendo che in tutto ciò non si trattava che di operazioni materiali, si lanciarono in una sperimentazione più o meno disordinata. Anche nel mondo arabo, l'alchimia materiale era sempre poco considerata, a volte è stato anche assimilata a una specie di stregoneria, mentre è stata sempre onorata l'alchimia spirituale, l'unica vera, chiamata spesso col nome di Kimia es-saâdah o "alchimia della felicità". Tuttavia non si tratta per questo di negare la possibilità delle trasmutazioni metalliche, che rappresentano l'alchimia per il volgo; ma non bisogna confondere cose che sono di un ordine molto diverso, e inoltre non si vede, apriori, perchè tali trasmutazioni potrebbero realizzarsi per mezzo di procedimenti che riguardano semplicemente la chimica profana (e, in fondo, l'iperchimica a cui abbiamo alluso poco fa non è che questo). C'è tuttavia un altro aspetto del problema, che Evola indica molto esattamente: l'essere che è arrivato alla realizzazione di determinati stati interiori può produrre esteriormente, in virtù della relazione analogica del "microcosmo" col "macrocosmo", effetti corrispondenti; è ammissibile, quindi, che chi ha raggiunto un certo grado nella pratica dell'alchimia spirituale sia, per ciò stesso, capace di effettuare trasumtazioni metalliche, ma questo a titolo di conseguenza completamente accidentale, e senza ricorrere a nessuno delle procedure della pseudo alchimia materiale, ma soltanto per una sorta di proiezione all'esterno delle energie che porta in sé medesimo. C'è qui una differenza paragonabile a quella che separa la "teurgia", o l'azione delle "influenze spirituali", dalla magia ed anche dalla stregoneria: se tuttavia, a volte, gli effetti apparenti sono gli stessi per entrambe le parti, le cause che li producono sono completamente differenti. Aggiungeremo inoltre che chi possiede realmente tali poteri non li utilizza, generalmente, al meno al di fuori di circostanze molto particolari in cui il loro esercizio è legittimato da altre considerazioni. Sia come sia , ciò che non dovrebbe mai essere perso di vista, e che sta alla base di ogni insegnamento veramente iniziatico, è che ogni realizzazione degna di tale nome è di ordine essenzialmente interiore, anche quando sia suscettibile di avere ripercussioni all'esterno; l'uomo non può trovare i suoi principi ed i suoi mezzi che in sé stesso, e lo può fare perché porta in sè la corrispondenza di tutto ciò che esiste: el-insânu ramzu´l-wojûd, "l'uomo è un simbolo dell'Esistenza universale"; e se ottiene di penetrare al centro del suo proprio essere, ottiene per ciò stesso la conoscenza totale, con tutto quanto implica in aggiunta: man yaraf nafsahu yaraf Rabbahu, chi conosce se stesso conosce il suo Signore, e quindi conosce tutte le cose nella suprema unità del Principio stesso, fuori del quale non vi è nulla che abbia il minimo grado di realtà." [Tratto da R. Guénon, Forme tradizionale e cicli cosmici]

    Per un approfondimento del "Chi conosce se stesso conosce il suo Signore" si rimanda al Trattato dell'Unità dello Shaykh al-Akbar.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da zoltran Visualizza Messaggio
    ... gli insulti rivolti contro Sattwa mi sembrano appunto vergognosi.
    Credo che sia una sindorme tipica dei forum Pol (tutti anche quelli politici) piuttosto che affrontare i problemi in base alle tematiche proprie dei singoli forum (ad esempio in questo caso l'ottica Metafisica nell'altro l'Esoterismo etc etc) si preferisce passare sul piano personale o su aspetti esteriori come lo stile. Senza poi contare quella malsana abitudine di ricorrere alla presa in giro quando per pigrizia non si vuole affrontare certi argomenti, vizio da cuinemmeno il sottoscritto è immune.
    piuttosto postate qualcosa di definitivo sull'Alchimia (di Guenon o di altri) almeno se si deve chiudere la polemica facciamolo con qualche scritto teorico!!!!!

    Ciao
    Così come condividevo le osservazioni di Senatore in merito all'opportunità di repliche dirette nei fora interessati, non posso comunque non far mie anche le parole di Zoltran, e dare la mia solidarietà all'ottimo Sattwa.
    Adesso, che si risponda alle critiche dottrinali (e mai personali) di Sattwa con la dottrina, e non con sterili attacchi ad personam.

    Un saluto,
    Talib (che dell'Alchimia è l'ultimo degli ignoranti).
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

 

 
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