

Credo che De Gregorio abbia aben altre cose a cui pensare in questi giorni. Con tutto il lavoro che ha da svolgere per capire quale posto occupare nell'opposizione, quale gabinetto utilizzare per evitare di incontrare Luxuria, oppure una sbraitante Gardini, nominata valvassina delle toilettes di FI.
Dai ragazzi, a meno che non vi paghi nessuno per fare del controspionaggio
alla Farina, detto Betulla, Pioppo o Salice Piangente, lasciate perdere e cerchiamo di analizzare questo "interessantissimo" problema riguardo al galantuomo di De Grogorio.
Così vi va bene oppure mi devo preparare una buona difesa?




A breve avremo un accordo tra maggioranza ed UDC per riformare la legge elettorale introducendo quote rosa e preferenze, così i mercenari saranno tagliati fuori..


Roma, 28 ott (Velino) - Ribadisce che non voterà la Finanziaria, nemmeno nel caso in cui il Governo porrà la fiducia “che è una forma di aborto limitativo della facoltà dei senatori”. Insiste sulla necessità di creare i presupposti per un governo delle larghe intese, evocato anche da Lamberto Dini ieri, per superare lo stallo determinato al Senato dalla maggioranza risicata. Ma il leader di Italiani nel mondo, il senatore Sergio De Gregorio (presidente della commissione Difesa) va oltre e indica lo stesso Dini oppure il presidente del Senato Franco Marini alla guida di un eventuale governo politico-istituzionale. “Un governo di questo tipo deve trovare la condivisione da parte di tutti. Una delle figure sulla quale si trovi credo la massima condivisione oggi è quella di Dini”, dichiara al VELINO De Gregorio, che non esclude però l’ipotesi Marini: “Vedrei bene l’uno e l’altro. Marini perché è stato il primo a parlare di larghe intese. Dini perché è una figura istituzionale di garanzia bipartisan”. Ma prima ancora di soffermarsi sui nomi, De Gregorio sottolinea che “le larghe intese sono l’unico sbocco per uscire da questa fase”. Del resto, è una linea che ripete da quando ha lasciato Italia dei valori per lanciare Italiani nel mondo e si è spostato nel gruppo misto di Palazzo Madama assicurando che un pugno di senatori sarebbe passato con lui.
Ma chi sono i senatori che potrebbero determinare una svolta politica e la caduta del governo? “Ha visto la novità di Dini? Ebbene, Dini ha tre senatori. Se abbiamo contatti? Ci parliamo, ma parliamo anche con altri. L’area delle autonomie in Senato si allargherà – afferma De Gregorio -. A quel punto sarà chiaro che questo governo si sta complicando la vita”. Ci sarebbe un’alternativa al governo delle larghe intese, continua, ma “non la vuole né il centrosinistra né il centrodestra”. Sono le elezioni soltanto al Senato: “Mi sembra che il paese non se le possa permettere e poi non è detto che il risultato sia così scontato né per l’una né per l’altra coalizione”. Resta la strada indicata anche da Dini ieri, “che è lo stesso percorso proposto da me. D’altronde – prosegue De Gregorio - la debolezza dell’esecutivo incide sulla crescita del paese e sulla sua immagine internazionale. E se Dini deciderà di non votare la Finanziaria è perché probabilmente si rende conto che questo è un documento che va contro il ceto medio e i moderati e quindi il suo elettorato probabilmente non condividerebbe un atto di fiducia a scatola chiusa nei confronti di un governo che appare sempre più condizionato dalla sinistra radicale”.
Il voto negativo di De Gregorio alla Finanziaria è certo. “Primo, perché non c’è stata la possibilità di emendarla – spiega - in quanto il tavolo dei volenterosi cui avevo partecipato è stato stroncato violentemente senza alcuna riflessione sull’importanza che in Parlamento ci fossero persone dei due schieramenti che volessero confrontarsi sulle modifiche. Secondo: il ricorso al voto di fiducia nel caso di una finanziaria così spostata a sinistra mi appare improponibile. Terzo, perché per le questioni relative al bilancio della difesa siamo davanti alla svendita del patrimonio immobiliare della Difesa che vale da solo un’intera finanziaria, trenta miliardi di euro, e che con un colpo di mano verrebbe passato all’agenzia del Demanio, quindi in un porto delle nebbie in cui è facile che quel denaro anziché ritornare nelle casse della Difesa si perda in altri capitoli”.
http://www.iltempo.it/approfondiment...spx?id=1064678
De Grgorio come ho già detto voterà contro la Finanziaria solo se sarà sicuro che sarà approvata, altrimenti si darà malato..
Anche repubblica emulo del mago otelma, finiscila con questi proclami!
Delle 2 l'una: ho hai un canale privilegiato a Roma o spari cazzate, io opto x la seconda.