Ti sono già state date alcuni risposte esaurienti , provo a dartene una forse più articolata.
Il V postulato di euclide nella tradizione consolidata dice che:
"Per un punto passa una ed una sola parallela ad una retta data"
mentre l'enunciato originale (meno restrittivo) è
"Se una retta taglia altre due rette determinando dallo stesso lato angoli interni la cui somma è minore di quella di due angoli retti, prolungando le due rette, esse si incontreranno dalla parte dove la somma dei due angoli è minore di due retti."
In entrambi i casi la retta è un 'concetto primitivo' noto a priori , insieme a punto e piano e che per noi come tu dici noi facciamo coincidere con il concetto intuitivo di 'dritta'.
Ritornando alle geometrie non euclidee esse partono dalla sostituzione del V postulato con :
"Per un punto non passa nessuna retta parallela ad una retta data" per la geometria ellittica
"per un punto passano infinite rette parallele ad una retta data" per la iperbolica.
Classico esempio(come già Venom ti ha fatto notare) di geometria ellittica a due dimensioni è la superficie della sfera in cui le rette sono assimilate ai diametri (geodetiche) , i cui archi rappresentano i percorsi più brevi fra due punti e abbiamo infatti che per due punti passa un solo diametro.
Qui il concetto intuitivo di 'dirittura' si perde.
A questo link ho trovato una spiegazione non matematica della geometria sferica
http://users.libero.it/prof.lazzarin..._sfera/geo.htm
per quanto riguarda la tua ultima domanda
Ritorno a dire che la retta nella geometria euclidea è un concetto primitivo quindi non solo non dimostrato ma neppure definito."Ma come si fa a dimostrare geometricamente la dirittura di una linea retta?"
Nella geometria analitica , lo studio di funzioni che si fa negli ultimi anni delle superiori , il concetto di 'dirittura' è assimilabile alla costanza della prima derivata della funzione rappresentante la linea continua e nella fattispecie la retta.





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