è così, c'è un gaberiano nella torre di controllo. :-0008n
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Un Gaberiano vero non avrebbe cancellato nulla, ci avrebbe riso sopra.
ma dai...nel dopoguerra i colpevoli di efferati delitti sono riusciti misteriosamente a ....uscire dall'Italia,in tutti gli annio del dopoguerra i comunisti hanno avuto benefici a non finire, hanno concertato direttamente ed indirettamente con i democristiani, hanno avuto il monopolio della cultura, hanno invaso le scuole, i sindacati, i centri di potere, le cooperative hanno fruttato senza tasse o poche per decenni, sono stati gentilmente graziati da Mani Pulite.
Hanno avuto al fortuna che Stalin abbia voluto7dovuto rispettare il aptto di yalta, altrimenti saremmo tutti con il colbacco anche d'estate, perchè si sa, i comunisti sono tutto ma non molto flessibili rispetto alle direttive del partito.
La direzione puà fare quello che vuole, ma non sottostare ad un dictat comunista.
...Negli anni ’ssantadue ’ssantatré
papà qualche speranza l’aveva
diceva: “nuie putimmo cagnà
insieme abbatteremo il sistema”
Guardiamo invece all’ultimo trend
la magica globalizzazione
non solo simmo bestie fetenti
ma simmo pure in via d’estinzione
Perché quando il compagno Marx
si portava ancora non male
il nemico del popolo era
il padrone ed il capitale,
ma adesso che non va più
e lo stato sociale è finito
il nemico del povero è
il più povero e così all’infinito...
-99-
A parte il fatto che sarei più contento di vedere una sana adorazione per Bach piuttosto che una insana venerazione per Gaber, deve confessare candidamente che all'inizio ho creduto che l'autore di tanto ammirati versi fosse il compagno G., riproposto in questi tempi laicisti e indultisti come il signor G. :-0008n
ma il gabbiano non era democristiano ???
E' sempre stato li tutto bianco....
Quello rosso invece era la preda ferita, uccisa dai suoi canefici, gli ideologi comunisti che hanno sempre considerato l'uomo come un ingranaggio dello splendido sogno della pazzia comunista.
Il gabbiano è la annegato nel suo sangue, ucciso dal compagno comunista.
ho sempre stimato gaber, ho serrpe considerato questa strofa una gran cagata che l'ha seppellito sotto la sua incapacità a comprendere che lui doveva cantare per tutti, questo era il suo destino.
E prima di morire ha riconosciuto che nessuno gli aveva mai tolto la sua libertà, era stato un suo incubo (intervista TV).