Emergenza criminalità in Campania: tre omicidi nel weekend
Bassolino: "Non mi opporrei se fossero impiegati i soldati"
Mastella: "L'esercito a Napoli?
L'ipotesi non è più un tabù"
Prodi: "Non c'è solo una città ma c'è il problema di tutto il Mezzogiorno"
Amato nel capoluogo campano il 9 novembre per il "patto per la sicurezza"
Clemente Mastella, ministro alla Giustizia
NAPOLI - L'esercito a Napoli contro la criminalità? "L'ipotesi non è più un tabù". Dopo l'impressionante serie di omicidi degli ultimi giorni, il ministro della Giustizia Clemente Mastella risponde alle richieste di aiuto arrivate dalla Campania. E all'allarme lanciato dal presidente della Regione Campania: "La camorra è il cancro mortale - aveva detto Bassolino - Occorre essere più presenti sul territorio per combattere la criminalità. Non mi opporrei se fosse impiegato l'esercito contro la malavita anche se l'esercito è già venuto altre volte e non ha risoto granché". E Mastella, oggi a Napoli per incontrare il suo omologo francese Pascal Clément, apre all'ipotesi dell'impiego dei soldati a Napoli: "Prima era un tabù anche per me - dice il ministro alla Giustizia - ma adesso sono aperto alla discussione. Se l'esercito viene a risolvere questo problema annoso non è male".
I compiti dell'Esercito. Il ministro ha le idee chiare anche sulle funzioni che potrebbe assumere l'esercito a Napoli: "Avrebbe compiti normali, su obiettivi non sensibilissimi, per consentire alle Forze dell'ordine di lavorare con più scioltezza anche nelle zone a rischio. Bisogna fronteggiare la percezione di insicurezza e di paura che investe molte strati della popolazione. Fa bene Bertolaso (il capo della Protezione civile ed attuale commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania): utilizza l'esercito per rimuovere i rifiuti. I soldati potrebbero servire per il problema dei rifiuti e rimanere successivamente". E riguardo alla situazione sottolinea, riferendosi all'episodio di Pozzuoli: "Un sedicenne che accoltella un altro ragazzo non è un problema di giustizia, ma di valori e disvalori. Occorre l'azione di chiesa, scuola e famiglia"




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