In una settimana nove autobus sono sati attaccati e bruciati in Francia. Si è dovuto attendere che il peggio accadesse (una giovane donna lotta a Marsiglia tra la vita e la morte in seguito alle gravissime ustioni riportate) perchè i nostri governanti cominciassero a preoccuparsi per la situazione attuale.

Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, siamo ben lontani dalle rivolte dell’anno scorso. La gravità degli eventi attuali è ben maggiore! Assistiamo infatti a dei veri e propri atti di guerriglia. Che si tratti di incendi di autobus o di attacchi alle forze dell’ordine, si tratta sempre di azioni organizzate e premeditate. Come qualche giorno fa, quando i “ragazzi” si sono presi cura di tagliare i fili della corrente prima di dare fuoco a numerose automobili.

Se i nostri autobus riescono ancora a salvarsi da attacchi in piena regola (ma per quanto tempo ancora?), i poliziotti sono invece bersagliati sistematicamente, come ieri mentre pattugliavano la città dei Mulini. Essendo cresciuto in questa città, posso affermare che soltanto dieci anni fa questo genere di aggrassioni non avrebbero mai avuto luogo.

La Francia si confronta oggi con una vera guerriglia urbana, basata sull’odio nei confronti del nostro paese e dei francesi.

E’ venuta davvero l’ora di smetterla con il discorso della compassione: non abbiamo a che fare con delle vittime ma con degli aggressori. E’ con la forza e la determinazione che i poteri pubblici devono rispondere a questa spirale di violenza, non con l’acquisto della pace sociale a prezzo di sovvenzioni e discriminazione positiva.

Infine, la lotta verso la delinquenza e la criminalità non avrà alcun senso se non ci sarà una risposta chiara all’immigrazione massiva ed incontrollata che la Francia subisce da trent’anni.

Philippe Vardon
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NISSA REBELA
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