

in compenso la sinsitra è d'accordo,
visto che anche segretario cittadino dei Ds di Monza e consigliere regionale Giuseppe Civati si dice soddisfatto che "l'Unione abbia fugato ogni dubbio e garantito che non ci siano rinvii e ostacoli alla costituzione del nuovo ente". Civati puntualizza che la proposta di emendamento era stata avanzata da diverse forze politiche, "tra cui il gruppo dell'Ulivo e il relatore della legge finanziaria, Michele Ventura (Ulivo), l'ha fatta propria". L'esponente diessino bolla poi come "infondati come al solito gli allarmismi del centrodestra" affermando che "i parlamentari dell'Unione hanno rispettato un impegno preciso nei confronti del territorio monzese".
legge 142/90
ART. 16.
(Circondari e revisione delle circoscrizioni provinciali).
1. La provincia, in relazione all'ampiezza e peculiarità del territorio, alle esigenze della popolazione ed alla funzionalità dei servizi, può disciplinare nello statuto la suddivisione del proprio territorio in circondari e sulla base di essi organizzare gli uffici, i servizi e la partecipazione dei cittadini.
2. Per la revisione delle circoscrizioni provinciali e l'istituzione di nuove province i comuni esercitano l'iniziativa di cui all'articolo 133 della Costituzione, tenendo conto dei seguenti criteri ed indirizzi:
a) ciascun territorio provinciale deve corrispondere alla zona entro la quale si svolge la maggior parte dei rapporti sociali, economici e culturali della popolazione residente;
b) ciascun territorio provinciale deve avere dimensione tale, per ampiezza, entità demografica, nonché per le attività produttive esistenti o possibili, da consentire una programmazione dello sviluppo che possa favorire il riequilibrio economico, sociale e culturale del territorio provinciale e regionale;
c) l'intero territorio di ogni comune deve far parte di una sola provincia;
d) l'iniziativa dei comuni, di cui all'articolo 133 della Costituzione, deve conseguire l'adesione della maggioranza dei comuni dell'area interessata, che rappresentino, comunque, la maggioranza della popolazione complessiva dell'area stessa, con delibera assunta a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati;
e) di norma, la popolazione delle province risultanti dalle modificazioni territoriali non deve essere inferiore a 200 mila abitanti;
f) l'istituzione di nuove province non comporta necessariamente l'istituzione di uffici provinciali delle amministrazioni dello Stato e degli altri enti pubblici;
g) le province preesistenti debbono garantire alle nuove, in proporzione al territorio ed alla popolazione trasferiti, personale, beni, strumenti operativi e risorse finanziarie adeguati.
3. Ai sensi del secondo comma dell'articolo 117 della Costituzione le regioni emanano norme intese a promuovere e coordinare l'iniziativa dei comuni di cui alla lettera d) del comma 2.


L'ente provincia, se gestito bene può fare molto per il territorio
e Zaia l'ha dimostrato.
La provincia è l'ambito territoriale del ducato longobardo
e forse pure delle comunità dell'età del ferro.
Bisogna solo farle funzionare bene.


Belin, la città metropolitana è l'unica idea decente di livello europeo presente nel diritto amministrativo italiano e la Lega - a quanto sembra di capire - è contraria, preferendole un nuovo carrozzone.
Avesse almeno il coraggio di trasformarlo in un ente serio, con l'abolizione di prefetture, USP, Archivi di Stato etc. Ma di questo non c'è traccia. Solo istituzione di nuove burocrazie per nuovi satrapi: nuovi assessori, nuovi segretari, nuovi funzionari, nuovi passacarte.
Nell'impossibilità di rendere la Padania indipendente da Roma, i nostri eroi hanno ben pensato di rendere indipendente Monza da Milano.
Brianza.... LIBERAAA!!!!
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Il discorso è questo: prima di istituire nuove province, posta la loro controproduttività sul piano costi/benefici, si pensi a riformare l'ente, il che significa ripensarlo radicalmente su basi diverse da quelle attuali.
La provincia ad oggi rappresenta una farsa autonomista (eccetto Trento e Bolzano) sotto le cui gonne si nasconde la mano dello Stato. Che difatti si ramifica sul territorio - disseminando li i propri accoliti - attraverso la mappatura delle province.
Ma Bellerio a questo non ha pensato. Era troppo importante creare un nuovo ente deputato ad organizzare attività culturali e a promuovere i prodotti tipici della Brianza in qualche lontano paese esotico. (Spese di rappresentanza, Hotel Sheraton compreso, a carico di pantalone).




Per fare la città metropolitana una delle condizioni necessarie è che la popolazione deve raggiungere almeno i 200.000 abitanti. Non mi sembra che la nuova provincia crei questo tipo di problema alla metropoli milanese...
Per il resto ti garantisco che la gestione autonoma delle scelte urbanistiche assegnata ai comuni non ha prodotto negli ultimi anni risultati esaltanti. Anzi. I comuni fanno cassa con l'ICI e con gli oneri di urbanizzazione. I risultati di questo tipo di autonomia (tassazione aggiuntiva a seguito di concessioni edilizie) sono sotto gli occhi di tutti. E' vero invece che le province sono enti sovrabbondanti, le cui competenze e magari qualcuna in più, potrebbero benissimo essere svolte da organismi collegiali non elettivi come, onore al merito, propone Soru in Sardegna, composti da rappresentanti già eletti dai cittadini (i sindaci) e quindi assolutamente legittimati a compiere certe scelte. Questa è la vera novità da quando la Lega si è dimenticata del progetto di abolizione delle province solo perchè ha conquistato due o tre amministrazioni provinciali. Un progetto politico non si deve mai far influenzare dalle contingenze. Pena la perdita di credibilità. E qui ci siamo...


da brianzolo di confine dico la mia...
la discussione non è che poi appassioni più che tanto la gente comune.
il rischio di inutile burocrazia e costi in più è reale.
ma la maggiore vicinanza della burocrazia stessa al territorio dovrebbe comunque facilitare, si spera, il colloquio tra uffici e popolazione...
Concordo con quanto scrive sciadurel, come sono oggi le prov. fanno poco...In un ottica di autonomia maggiore alle regioni io auspicherei l'effetto cascata sulle prov.
Ragionamento che vale in regioni come la Lombardia con 9 milioni di abitanti, non vale per regioni tipo Molise e basilicata...
Come dice il Paglia (ragionando di teoria autonomista) poi dovrebbe essere la Regione (con applicato un vero federalismo fiscale, quindi con i suoi soldi, cioè dei suoi cittadini) a scegliere se avere o no province, se farne nuove...
Nel concreto su Monza. vero quanto detto sul metrò (occasione buttata via negli anni 70) ma la paura era di divenire la periferia di Milano (come successo a cinisello o sesto)
Oramai però la megalopoli urbanizzata arriva fino a lecco quasi uniforme...
Area metropolitana: rischia di essere anche questa (se mai si farà) un duplicato burocratico (tipo la prov oggi) oppure un modo per applicare il "milano comanda" gli altri subiscano...
i Prodromi sono la questione del ticket di ingresso in città senza dicutere di potenziare i collegamenti esterni prima...
la cosa si fa lunga...un altra volta continuo...saludi