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Eleonora Chiari e Sara Goldschmied, in arte Goldiechiari, non hanno commesso vilipendio alla nazione italiana associando l'inno di Mameli al rumore dello sciacquone di un wc.
BOLZANO Eleonora Chiari e Sara Goldschmied, in arte Goldiechiari, non hanno commesso vilipendio alla nazione italiana associando l'inno di Mameli al rumore dello sciacquone di un wc. Lo ha stabilito il giudice Maria Cristina Erlicher, del Tribunale di Bolzano, disponendo il dissequestro dell'opera "Confine immaginario" delle due artiste presentata al Museo del capoluogo altoatesino e sottoposta a sequestro dalla Procura dopo un esposto di Alleanza Nazionale. «Nel caso di specie - scrive il giudice - pare che l'intento dei ricorrenti nel proporre l'inno di Mameli associato a suoni provenienti da diversi scarichi del bagno fosse quello di contrastare l'ufficialità e la sacralità istituzionale di tale rito, ma non di offendere la nazione italiana quale comunità degli italiani». E conclude: «Pur potendola loro condotta essere percepita come dileggio di un comune sentimento nazionale, essa non pare, allo stato degli atti, essere stata connotata da gratuito disprezzo di un simbolo dello Stato, così da configurare vilipendio».