Non è bastata la prima.
Nel giorno stesso in cui Giuliano Amato ha reso pubblica la sua sofferenza da politico e da ministro dell'interno per il varo dell'indulto, inizia in Senato il suo cammino ufficiale un secondo provvedimento di clemenza.
La firma è di importanti senatori dell'Unione, dalla capogruppo Anna Finocchiaro all'avvocato Guido Calvi.
L'obiettivo è quello di tenere lontano dal carcere, con applicazione di pene alternative, chiunque abbia commesso reati puniti fino ad un massimo di due anni di pena.
Il disegno di legge è stato presentato in realtà il 29 luglio scorso, ma solo da due giorni è stato incardinato nel suo iter legislativo a Palazzo Madama.
In pratica, ai 1500 detenuti che ogni mese dicono addio (o, per meglio dire, arrivederci) al carcere grazie al provvedimento dell'indulto, potrebbero presto aggiungersene qualche altro centinaio, probabilmente con minore allarme sociale (perchè al carcere verrebbero sostituiti altri regimi di privazione parziale della libertà).
Anche se non tutte le proposte di legge entreranno in vigore, questo insistere sulla depenalizzazione e la clemenza di Stato non farà che offrire sensazione di impunità a criminali più o meno incalliti.
Curioso, infine, che queste proposte provengano dalle stesse file politiche che si scagliarono, e ancora oggi si scagliano, contro l'idea stessa dei condoni fiscali.
Cosa altro è l'indulto se non un condono penale?
Tutto il popolo di centro sinistra, ancora una volta commosso da tanta bontà e clemenza, ringrazia.




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