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  1. #1
    Vittima del kali yuga
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    Il desiderio, è come un fuoco insaziabile. Grazie alla barca della conoscenza certamente varcherai tutto l'oceano del male (b. gità)
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    Predefinito recensioni: L' Uomo e il suo divenire secondo il Vedanta

    L' Uomo e il suo divenire secondo il Vedanta
    Adelphi
    Rene Guenon
    - Collana: Ramo d'oro
    n. 20 - Pagine 171 - Formato 16x24 - Anno 1992 - ISBN 8845909131
    Argomenti: Buddhismo - Induismo
    Normalmente spedito in 1-2 gg. lavorativi
    Prezzo di copertina € 20.00

    Promozione fino al 6/1/2007 - Prezzo: € 17.00
    Sconto promozionale 15.00%
    - Risparmio € 3.00




    Note: Traduzione di Corrado Podd
    Caratteristiche: brossura

    Note di Copertina
    Fra tutti i libri di Rene Guénon L'uomo e il suo divenire secondo il Védànta è forse quello che più di ogni altro mostra l'impalcatura del suo pensiero. Sottintendendo, naturalmente, che tale pensiero non pretende di inventare nulla, ma soltanto di esporre con la massima precisione un pensiero che da sempre è: la Tradizione primordiale, la cui dottrina, secondo Guénon, non traspare mai con altrettanta precisione come nel pensiero vedantico.
    Ma che cos'è il Védànta? Una delle sei "visioni" (darshanà) che, secondo le più antiche testimonianze indiane, ci permettono di capire ciò che è. Tutte vere, ma ciascuna in rapporto a un certo livello della realtà. Il più alto, che consente di inglobare in sé ogni altro, è appunto quello del Védànta, "il ramo più puramente metafisico di tali dottrine". Così si può dire che il Védànta è una sorta di dottrina suprema. Nessuno ha saputo esporla in Occidente con l'evidenza assoluta che incontriamo in questo libro di Guénon. E nessuno ha saputo sgombrare il campo, con gesto altrettanto autorevole, dai numerosi, tipici equivoci occidentali intorno a tale dottrina, considerata da tanti una filosofia o una religione o "qualche cosa che partecipa più o meno dell'una o dell'altra", mentre non è in verità nulla di tutto questo. Come scrisse Daumal: "Se Guénon parla del Veda, pensa il Veda, è il Veda". E perciò naturale che proprio in questo libro Guénon si soffermi sugli aspetti costitutivi, sulla composizione fondamentale dell'uomo, del mondo e della realtà extra-cosmica -. e a queste pagine occorre sempre tornare quando Guénon, in altre opere, applica le categorie qui delineate.

    "Diremo dunque che l'essere umano, considerato nella sua interezza, comporta un certo insieme di possibilità che costituiscono la sua modalità corporea o grossolana, nonché una moltitudine di altre possibilità che, prolungandosi in diversi sensi di là da questa, costituiscono le sue modalità sottili: tutte queste possibilità riunite non rappresentano tuttavia che un solo e uno stesso grado dell'Esistenza universale. Ne consegue che l'individualità umana è allo stesso tempo molto più e molto meno di quello che gli Occidentali di solito credono che sia: molto più, perché essi ne conoscono quasi soltanto la modalità corporea, che è un'infima parte delle sue possibilità; ma anche molto meno, perché questa individualità, lungi dal rappresentare realmente l'essere totale, non ne è che uno stato, fra una serie indefinita di altri stati, la cui stessa somma è ancora nulla rispetto alla personalità, che è l'essere vero, perché soltanto essa è il suo stato permanente e incondizionato, e soltanto questo può essere considerato assolutamente reale".



    Indice - Sommario

    Premessa

    1. Generalità sul Védànta
    2. Distinzione fondamentale fra il "Sé" e l'"io"
    3. Il centro vitale dell'essere umano, dimora di Brahma
    4. Purusha e Prakriti
    5. Purusha inalterato dalle modificazioni individuali
    6. I gradi della manifestazione individuale
    7. Buddhi o l'intelletto superiore
    8. Manas o il senso interno; le dieci facoltà esterne di sensazione e di azione
    9. Gli involucri del "Sé"; i cinque vàyu o funzioni vitali
    10. Unità e identità essenziali del "Sé" in tutti gli stati dell'essere
    11. Le differenti condizioni di Àtmà nell'essere umano
    12. Lo stato di veglia o la condizione di Vaishwànara
    13. Lo stato di sogno o la condizione di Taijasa
    14. Lo stato di sonno profondo o la condizione di Pràjna
    15. Lo stato incondizionato di Àtmà
    16. Rappresentazione simbolica di Àtmà e delle sue condizioni mediante il monosillabo sacro Om
    17. L'evoluzione postuma dell'essere umano
    18. Il riassorbimento delle facoltà individuali
    19. Differenza delle condizioni postume secondo i gradi della Conoscenza
    20. L'arteria coronale e il " raggio solare "
    21. Il "viaggio divino" dell'essere in via di liberazione
    22. La liberazione finale
    23. Vidéha-mukti e jìvan-mukti
    24. Lo stato spirituale dello Yogì: l'"Identità Suprema"

    Indice dei termini sanscriti


    Prefazione / Introduzione
    Nelle nostre opere precedenti abbiamo a più riprese annunciato l'intenzione di pubblicare una serie di studi nei quali ci sarebbe stato possibile, secondo i casi, o esporre direttamente taluni aspetti delle dottrine metafisiche dell'Oriente, o adattare queste stesse dottrine nel modo che ci fosse apparso più intelligibile e proficuo, sempre però restando rigorosamente fedeli al loro spirito. Il presente lavoro costituisce il primo di questi studi : in esso, per ragioni che abbiamo già avuto occasione di spiegare, assumiamo come punto di vista centrale quello delle dottrine indù, e specialmente del Védànta, che è il ramo più puramente metafisico di tali dottrine; va però chiarito che ciò non ci impedirà di fare, ogni qual volta ci parrà opportuno, confronti e paragoni con altre teorie, qualunque ne sia la provenienza, e, in particolare, che faremo anche ricorso agli insegnamenti degli altri rami ortodossi della dottrina indù, nella misura in cui vengono, su certi punti, a precisare e a completare quelli del Védànta. Non sarebbe logico rimproverarci questo modo di procedere, dato che le nostre intenzioni non sono affatto quelle di uno storico: teniamo a ribadire ancora espressamente, a questo proposito, che vogliamo fare opera di comprensione, non di erudiziene, e che ciò che esclusivamente ci interessa è la verità delle idee. Se dunque abbiamo ritenuto opportuno fornire qui riferimenti precisi, è per motivi che non hanno niente a che vedere con le preoccupazioni particolari degli orientalisti; con ciò abbiamo soltanto voluto dimostrare che non inventiamo nulla e che le idee da noi esposte hanno davvero un'origine tradizionale, e al tempo stesso fornire il mezzo, a coloro che ne fossero capaci, di riferirsi ai testi, nei quali potranno trovare indicazioni complementari, poiché va da sé che non abbiamo la pretesa di offrire una trattazione esauriente, nemmeno di un punto determinato della dottrina.
    Una trattazione complessiva, del resto, è assolutamente impossibile: sarebbe un lavoro interminabile, oppure richiederebbe una formulazione così sintetica da risultare perfettamente incomprensibile a mentalità occidentali. Inoltre, sarebbe difficilissimo evitare, in un'opera di questo genere, una parvenza di sistematizzazione che è incompatibile con i caratteri essenziali delle dottrine metafisiche; per quanto solo una parvenza, essa sarebbe lo stesso, inevitabilmente, causa di errori estremamente gravi, tanto più che gli Occidentali, per le loro abitudini mentali, sono fin troppo inclini a scorgere "sistem" anche là dove non ve ne possono essere.

  2. #2
    .... .....
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    E' un libro fondamentale per capire l'Advaita Vedanta..insostituibile..per chi voglia avventurarsi ad una comprensione intellettuale dei principi del pensiero iniziatico e metafisico..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  3. #3
    against the modern world
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    Per me un'altra coincidenza da aggiungere alla sorprendente lista di coincidenze di tutti i tipi che mi sono capitate nell'ultimo mese: ho da pochissimi giorni finito di leggere 'Studi sull'induismo' di Guénon (che contiene tra l'altro anche 'Metafisica orientale'), e ho segnato 'L'uomo e il suo divenire...' tra i libri che vorrei prendere entro breve (stavo pensando di ordinare il volume online proprio ieri). Ringrazio quindi per la recensione - un gustoso assaggio...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Chaos88 Visualizza Messaggio
    Per me un'altra coincidenza da aggiungere alla sorprendente lista di coincidenze di tutti i tipi che mi sono capitate nell'ultimo mese: ho da pochissimi giorni finito di leggere 'Studi sull'induismo' di Guénon (che contiene tra l'altro anche 'Metafisica orientale'), e ho segnato 'L'uomo e il suo divenire...' tra i libri che vorrei prendere entro breve (stavo pensando di ordinare il volume online proprio ieri). Ringrazio quindi per la recensione - un gustoso assaggio...
    I libri di Guenon..vanno centellinati come un buon liquore..che ..se assunto troppo in fretta..può dare alla testa...e..il forum..pullula di ubriachi..
    D'altro canto ..non si può rimproverare a Guenon..il livello dei suoi fans..che poi.. tra l'altro..è scientifico che un genio....la natura ..matrigna e degenerata..nelle fasi finali del ciclo..circondi di tappi..che impediscono la sua diffusione nel mondo..
    Succede per tutte le cose..e anche per Guenon...la cui opera..viene ridotta a qualche frase estrapolata..ad uso del bigotto di turno..che naturalmente privilegia la lettera e non lo spirito ..
    Personalmente..mi sento l'unico guenoniano..che non sia di matrice monoteista..o politeista....in quanto..derivando il mio pensiero da una natura Metafisica..il problema monoteismo o politeismo di Guenon..non mi tocca..in quanto ci vedo solo un arruolamento postumo del Nostro..in dimensioni..che non gli appartengono..
    Mi viene da ridere....all'idea che il suo pensiero serva a puntellare il monoteismo..e che scateni..quindi..la critica dei politeisti..ambedue duellanti in luoghi..che Guenon mai ha conosciuto..
    Vero è che un simbolo può essere letto in modi differenti..e che la parola è simbolo..ma allora..sarebbe bene di elevarci al significato superiore..che quello inferiore..già lo conosciamo..ed è alquanto misero..
    Tutto parte dal Principio..che è la Metafisica..la Verità..o l'Infinito..e dal Principio..si fa derivare tutto...e..se questo Principio...è già compromesso dalla nostra incomprensione..tutto ciò che ne deriva..sarà solo errrore.di attribuzione...e..sappiamo..che un piccolo errore iniziale..comporta poi grossi errori finali....Il Principio è Metafisica..non Teologia..e né è superiore..quindi..non è né politeista né monoteista..il Principio..non è Teologia...e quindi..non è duale..non implica il concetto di Creatore ..Creatura...che sia mono..o politeista..
    Il punto non è la quantità di Divinità..ma la relazione che hanno con noi..cioè..se siamo creature..o.. noi stessi..siamo aspetti del divino..
    In parole povere..se la nostra individualità deve mettersi a 90 gradi ..nei confronti di un'altra individualità..più importante..o se l'Individualità è Una..e noi ne siamo un aspetto..
    Questa..secondo me..è la vera distinzione di tutto..se cioè siamo schiavi..o.. partecipi della natura del padrone..che si proietta in millanta forme..ma..rimane sempre il Padrone..e noi ..con lui..
    Questa distinzione è molto sottile..ma è la chiave di tutto..
    Almeno di certe affinità psicologiche...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  5. #5
    against the modern world
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    Il liquore guenoniano è gustoso ma inebriante. Purtroppo mi sento di condividere le considerazioni di Testa solo in parte; nel senso che Guénon si è si occupato di metafisica pura, ma è anche vero che in molte opere ha parlato chiaramente di 'continuita' tradizionale' - una questione se vogliamo 'storica', che non puo' non influire su certe riflessioni (ad es. politeismo/monoteismo). La posizione di molti 'guenoniani' (monoteisti - di guenoniani politeisti non ne ho mai trovati) non la condivido, ma capisco da dove tragga origine.

    D'altra parte, se è vero che la realizzazione metafisica (quella che Osho chiamerebbe 'meditazione') è al di la' di ogni determinazione teologica, è anche vero che nel cammino verso questa realizzazione, il culto 'essoterico' (che necessariamente è anche teologia, in parte) puo' giocare una parte importante. Non deve, ma puo'. Specie in quest'Eta' del Lupo, il 'supporto devozionale' non è di poco conto secondo me (non per niente il Tantrismo si lega in genere a devozione Shakta/Shivaita...)

    Tornando al buon Guènon (il cui pensiero sto cercando di sorseggiare gradualmente) volevo segnalare questo curioso volume - l'unica 'storia' del tradizionalismo guenoniano (a quanto mi risulta) in circolazione:




    L'autore (che ha plagiato la descrizione del mio Avatar e che sentira' a breve i miei avvocati) ha anche un blog.

  6. #6
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    Sul politeismo, caro Testa, c'è da fare una precisazione:

    esso non è semplicemente l'idea che invece di avere un Dio unico (il dio persona) se ne abbia uno unico più dei vice, ma presuppone un'idea completamente differente del cosmo: mentre il mono, concepisce la creatura e il creato come estraneo al Dio, e quindi crea un dualismo, che immancabiolmente porta a considerare impuro il secondo termine, nonchè da disprezzare, il politeismo, capisce che tutti quanti hanno natura divina, perchè come dicono la Gità e altre opere: se un qualcosa non è, non potrà mai venire a essere, e viceversa. Se il bruco non avesse in se la farfalla, non potrebbe mai diventarlo... come recita "sette sufi" grandioso brano di Battiato, " se non esistesse la speranza del frutto, l'albero non verrebbe piantato, esso nasce in vista del frutto. Ecco perchè, dal frutto nasce l'albero!"
    Se io e te, non avessimo natura divina (la scintilla spirituale di cui parla la sripanishad) non potremmo mai aspirare al Brahman Nirguna (e nemmeno a quello Saguna)...
    Quindi l'idea del politeismo, non è semplicemente monoteismo+Pluralità delle vie+pluralità di 'capetti' che fanno le veci dei Dio, ma una visione completamente differente, dato che, concependo la creazione come un tutt'uno col creatore (termini ovviamente scarsi, inadatti al nondualismo, li uso solo per intenderci), ovviamente si ha una differente visione della vita (nessun dualismo fra spirito e materia, fra dovere e anima, fra potere secolare e temporale, ethos al posto del pathos, spirituaslità al posto di moralità etc), e della liberazione (on più affidata alla grazia invocata con animo servile e interessato, ma attiva ricerca interiore, sincera pulizia interna, rispetto ma non umiliazione, visione del divino meravigkliosa e non terribile etc)... difatto, te ne sei reso conto da solo nel forum che sai tu, c'è proprio una differenza, oserei dire 'antropologica', fra monoteisti e politeisti, che certo non si esaurisce col onorare san francesco i primi e Ganesha o Giove i secondi.

    Mi scuso con tutti sin da ora per le imprecisioni che sicuramente saranno presenti. Ovviamente è più una mia interpretazione, che altro...

  7. #7
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    qui è dove una eventuale prosecuzione sul tema "mono e poli", deve incanalarsi, onde evitare ot:


    Monoteismo, tradizione, dei e angeli

    copierò (e non, sposterò) il messaggio mio e quello di Testa in tale discussione

 

 

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