Secondo voi chi è veramente l'Uomo? Un essere spirituale ? Un essere materiale con un' anima e/o uno spirito? E perchè secondo voi molti uomini, direi quasi tutti non sanno la verità sul proprio conto, rimanendo imbrigliati nella materialità?


Secondo voi chi è veramente l'Uomo? Un essere spirituale ? Un essere materiale con un' anima e/o uno spirito? E perchè secondo voi molti uomini, direi quasi tutti non sanno la verità sul proprio conto, rimanendo imbrigliati nella materialità?


Secondo i Padri (che sono un'autorità spirituale degna di considerazione) l'uomo è un essere posto a confine tra il mondo spirituale e quello materiale e partecipa di queste entrambe realtà.
Ogni essere umano vede quello che il suo appetito gli fa vedere: chi vede il mondo materiale (la maggioranza) e chi vede quello spirituale (una certa minoranza).
I primi se si estremizzano negano la realtà spirituale, i secondi se si estremizzano disprezzano quella materiale.




secondo me (e protagora), l'uomo è misura di tutte le cose.
ogni uomo darà una sua risposta alla tua domanda, ognuno di noi risponderà in maniera diversa e ognuno di noi avrà ragione... per come la vedo io (che sono agnostico e relativista) le risposte oggettive non le conosciamo, quindi tutte le risposte soggettive diventano valide.


Secondo i Padri (e Justin Popovich che li attualizza) l' "uomo-Dio", ossia Cristo, è misura di tutte le cose. L' "uomo-Dio" infatti partecipa a tutto il mondo spirituale e a tutto il mondo materiale. Essere solo uomo non basta (significa cogliere sempre imperfettamente data la fragilità e la relatività della condizione umana), essere solo Dio significa non travasare nell'uomo la sapienza e la forza del mondo spirituale, sempre inesauribile.
L' "uomo-Dio" e chi ne partecipa diviene misura di tutto, roccia ferma sulla quale si edifica ogni altra cosa.
L'oggettività non è indagabile in modo esauriente, essendo in ultima istanza in Dio stesso, ma è partecipabile. Una partecipazione all'oggettività è, in qualche modo, anche l'uso del linguaggio: se non ci fosse un poco di "oggettivo" nel linguaggio nessuno capirebbe nessuno e si ripeterebbe l'immagine degli uomini della Torre di Babele. Partecipare di Dio è, alla fine, anche rendere partecipabile in una certa misura l'oggettività nel soggetto che da essere individuale diviene essere in comunione-relazione-comunicazione.