Sconto di pena di tre anni per Dario Marchionne, di Nocciano
Uccise neonata, l'indulto lo ha reso libero
Il delitto di 11 anni fa nel Pescarese scosse l'opinione pubblica. L'omicida, allora 23enne, ebbe la complicità della compagna
STRUMENTI
VERSIONE STAMPABILE
I PIU' LETTI
INVIA QUESTO ARTICOLO
PESCARA - Uccise la figlia, neonata, con la complicità della compagna, la madre della vittima. Ora grazie all'indulto è tornato in libertà, ottenendo uno sconto sulla pena di tre anni. Dario Marchionne, di Nocciano (Pescara), che all'epoca dei fatti, nel 1995, aveva 23 anni, era stato condannato con sentenza definitiva a 14 anni di reclusione. Gabriella Cerrati, poi divenuta sua moglie, era un'operaia 19enne quando la coppia decise di occultare il corpo del neonato frutto della loro relazione.
Il cadavere fu rinvenuto una settimana dopo in un terreno a Villareia di Cepagatti (Pescara), sotto un albero ai piedi del fiume Nora. Le accuse, per entrambi, furono di concorso in omicidio e occultamento di cadavere. Per la donna, che ora è agli arresti domiciliari per badare alle altre due bambine nate dopo il matrimonio, la condanna fu a 16 anni. Donato Marchionne è stato ora affidato ai servizi sociali su disposizione del Tribunale di sorveglianza dell'Aquila, che ha accolto la richiesta del difensore, l'avvocato Vincenzo Di Nanna.
L'infanticidio di Manoppello (Pescara), il comune dove risiedeva Gabriella Cerrati, scosse l'opinione pubblica e l'Osservatore Romano parlò di «delitto efferato». In realtà poi si scoprì che la morte del neonato fu una tragedia nella tragedia. Dario e Gabriella, entrambi operai e con una istruzione assai modesta, erano terrorizzati. La ragazza in particolare temeva di perdere il posto di lavoro. La sua mole le aveva consentito di nascondere quella gravidanza. Avrebbe voluto abortire ma confessò che un ginecologo le aveva chiesto 7 milioni e mezzo. Denaro che undici anni fa la coppia non possedeva.
Le indagini successive consentirono anche di accertare che Gabriella era succube di una donna, una sorta di esoterista, secondo la quale il bimbo sarebbe nato con delle malformazioni. Il parto avvenne al nono mese, sul balcone di casa della mamma della ragazza. Fu il fidanzato a tagliare il cordone ombelicale e dopo aver avvolto il neonato in una coperta lo occultò nelle campagne di Manoppello.
11 novembre 2006




Rispondi Citando
1 novembre 2006
