Credo, in definitiva, che anche in materia di laicità la visione repubblicana, per le ragioni che ho cercato di illustrare nei vari post, sia diversa da quella tradizionale del pensiero liberale. Credo la nostra sia fatta di maggior attenzione per quanto avviene tra le religione e nelle religioni. Se siamo d'accordo di non chiedere allo stato di intervenire a favore di questa o quella; non per questo non ci nascondiamo in un laicismo che si affidi ad una mano invisibile grazie alla quale sarà dal dibattito fra le religioni a portare al risultato migliore, ma pensiamo di essere almeno culturalmente parte di quel dibattito, se non altro per quanto riguarda i diversi modi delle religioni di guardare allo stato. Per questo distinguiamo tra il cattolicesimo politicamente integralista , tra quello dei liberali cattolici, tra quello dei cristiani della liberazione , tra i cattolici degasperiani. Credere che tutti i gatti siano grigi, è semplicemente supponente cecità. Credo che dobbiamo inoltre non essere indifferenti agli episodi di sopraffazioni delle gerarchie cattoliche, o di altre religioni, nei confronti dei loro aderenti, specie quando , come nel caso Cordero, si avvalgano di privilegi che lo stato ha dato loro per compiera opera contraria alle libertà civili. Credo inoltre che nei confronti dello stesso mondo mussulmano dobbiamo assumere un atteggiamento di supporto della lunga strada verso una visione di autonomia dello stato, In questo senso credo sarebbe importante che gli organi di informazione , a partire da quelli televisivi, non continuassero ad interpellare esponenti religiosi come fossero i principali esponenti del mondo mussulmano fra quanti sono da noi immigrati.(Avvallando anche presso di loro tale convinzione) Credo sia importante un inserimento , in quanto cittadini, degli stessi negli organi sindacali, ma anche nella politica , quantomeno amministrativa della Repubblica, sarebbe un modo per dare loro un diverso tipo di rappresentanza. Del resto, finchè lo stato italiano continuerà ad avere forti connotazioni di stato confessionale, finiremo col confermare quanti provengono dal mondo islamico dell'inevitabilità dell'identificazione fra stato e chiesa. La stessa presenza dei crocefissi nei luoghi pubblici ,invece di divendere l'identità cristiana (ove fosse compito dello stato) finisce col confermarli nel loro confessionalesimo. Non a caso, da gran parte del mondo mussulmano non sono mai pervenute lamentele in questo senso, e ciò la dice lunga.