





Non so se sei di Milano...
Hai presente cos'era il "parchetto" di Baggio fino alla fine degli anni '80 e che cosa è oggi?
Ed il verde? Diciamo che un mucchio di zone verdi iniziano a produrre effetti, gli alberi ormai sono grandi (insomma a vent'anni una pianta inizia ad essere un bell'albero), prima erano giardini spelacchiati, aridi, spogli.
Scippi, rapine, aggressioni erano a parer mio più diffuse.
Spiace scendere nei particolari, ma il mio primo inverno a Milano, 1984-1985 non riuscivo a crederci quando mi soffiavo il naso quello che rimaneva sul fazzoletto di nero...
Non c'erano zone libere da auto, potevi parcheggiare a momenti fino in Duomo.
Insomma, la città a me sembra migliorata. Certo non nel traffico, non nella morale, non forse nella cultura. Poi ci sono gli stranieri, che sono un dato nuovo degli ultimi vent'anni.




Noto che non hai una soluzione che non sia il temere che questi prendano il sopravvento. Il fenomeno non può evitarsi, a parer tuo, non può risolversi, sempre a parer tuo.
Ripeto: l'integrazione è l'unica strada. Perché non pochi musulmani non appena le ragazze entrano nell'età adolescenziale se ne tornano al loro paese, magari con un gruzzolo accumulato in dieci anni di lavoro? Perchè non vogliono che la propria figlia diventi come le nostre ragazze, cioè viva come noi. Sia giusta la loro di educazione, sia giusta la nostra, è un altro paio di maniche: io penso sia giusta la nostra.
Inoltre la difesa contro l'integralismo islamico si realizza in nome della Repubblica laica e non brandendo altro integralismo religioso.
Una cosa è certa: noi, intesi come Italiani, non dobbiamo diventare come loro.


Anche questo è un miraggio.
E poi preferisco integrare qualche migliaio di nigeriani in Italia che dare ad una Nigeria con quasi 100 milioni di abitanti ed un mucchio di materie prime, le armi della conoscenza con cui domani, questo sì, mi invaderà ed allora non ce ne sarà per nessuno....


E' il corso e ricorso dell'età dell'oro. Sembra sempre che tutto peggiori.
Ma era meglio morire di tetano e poter non averci la porta blindata alla propria casa? Non che voglia glorificare il progresso, ma restiamo sempre affascinati da un passato mitico, famigliare e non.
Comunque valgano le parole del Folegno (o Folengo) il quale scriveva in latino maccheronico una frase che descrive Milano, quello che è e che è sempre stata: "Milano, tic toc omne cantone resonat"
I Milanesi lavorano e pensano ai danee, ma sono anche generosi, non tanto sul denaro ma sull'apertura al "diverso". Pur rimanendo Milano, gratta gratta, un paesone da Promessi Sposi...
Condivido, anch'io da padre di famiglia di due figli ancora "piccoli" le enormi difficoltà nel crescerli e nell'educarli qui. Ma ce la si può fare.


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