Comunicato della fiamma tricolore
“La sinistra non cerca il dialogo, strumentalizza i fatti”Passate le prime 24 ore è più semplice riflettere in merito a qualsiasi cosa, le tensioni del momento sono lontane e tutto si affronta tutto con più calma.
Leggendo oggi i giornali vedo le solite condanne e la solita propaganda, di certo un comportamento più volto alla strumentalizzazione politica in vista delle comunali (non a caso è stato attaccato Tommaso Foti di An che non c’entra un bel niente con quanto accaduto) piuttosto che alla ricerca di un dialogo di cui si accenna solamente in mezzo a tanti attacchi vecchio stile.
Come rappresentante di partito e come persona vicina ai ragazzi del blocco studentesco ribadisco a condanna a qualsiasi atto idealmente prevaricatore, spero che possano fare lo stesso anche i rappresentati dei partiti che condannano l’episodio di ieri ma non atti decisamente più gravi, cito ad esempio una bomba messa in una sede di partito a Roma, le violenze avvenute a Milano per impedire un corteo della fiamma tricolore e le continue minacce ogni qualvolta un movimento di destra solca le piazze insieme ai propri elettori, cittadini che hanno diritto di votare ed esprimersi esattamente come gli altri.
Se vogliamo realmente parlare di dialogo dobbiamo innanzitutto eliminare quei pregiudizi che sono i primi a favorire fenomeni di tensione soprattutto tra i militanti e simpatizzanti più giovani, vorrei parlare ad esempio del fatto che gli onorevoli Cento e Guadagno (detto Luxuria), esponenti di partiti nella stessa coalizione del segretario di rifondazione comunista Montanari, e del coordinatore dei giovani comunisti, Pallavicini, hanno parlato recentemente di liste di proscrizione, ovvero hanno fatto riferimento all’eliminazione fisica di esponenti e militanti politici avversi, una pratica cara a Stalin che non era certo un esempio di tolleranza e libertà.
Certi episodi sono decisamente più gravi perché rappresentano le parole e gli inviti di onorevoli regolarmente eletti e lautamente stipendiati, i quali hanno precise responsabilità nei confronti dei propri giovani, invito quindi i responsabili locali dell’estrema sinistra ad essere più trasversali nelle condanne e nelle prese di distanza perché una presa di posizione unilaterale esprime solo interessi elettorali e non una maturità politica ancora latitante, a Piacenza come in Italia..
Il sottoscritto, così come i ragazzi del blocco studentesco (che nessuno ha interpellato nonostante la pubblica gogna) è a disposizione per qualsiasi chiarimento e dialogo condotto civilmente, a parole. che non sia l’occasione per ripartire a Piacenza con un clima più disteso e civile?
Bruno Galazzi
Segretario provinciale Fiamma Tricolore
Parla Federico Gazzola, responsabile del blocco studentesco
“Solo una scazzottata strumentalizzata, il vittimismo della sinistra ha l’obiettivo di provocare”
“La stampa ha parlato di aggressione, si è trattata di una scazzottata, il blocco e la fiamma non c’entrano, è stata l’iniziativa di un singolo dettata dalla tensione che può crearsi quando due giovani di diversa identità politica si trovano faccia a faccia”
Ad infastidire Gazzola è la “strumentalizzazione” messa in atto dalla sinistra: “Pallavicini è stato spintonato, è stato sferrato un pugno che ha lasciato un piccolo livido, poi ha ripreso a volantinare, a scherzare con gli amici e ad incitare allo sciopero del 17, non capisco per quale motivo si sia poi recato al pronto soccorso”
I riferimenti agli anni di piombo e alle aggressioni delle forze neofasciste “sono del tutto fuori luogo e non accettiamo lezioni di democrazia da rifondazione e dai giovani comunisti perché se Pansa non verrà a Piacenza è per colpa delle loro minacce.
La questione non meritava nemmeno di trovare spazio sui giornali, è una ragazzata”
Partono accuse di vittimismo: “Bruno Galazzi (segretario della fiamma tricolore) poco tempo fa uscendo di casa ha trovato la propria auto danneggiata e la casa imbrattata ma non ha dato fiato ad accuse pesanti o ingigantito la questione”.
Il fulcro delle accuse, rimane la decisione di Pallavicini di andare al pronto soccorso: “Mi ha lasciato perplesso il fatto dell’ospedale, i giovani di sinistra si rendono spesso protagonisti di azioni di vittimismo, sono dei provocatori”
Roberto Montanari (Segretario Prc) denuncia inquietanti presenze neofasciste in provincia
“L’apologia del fascismo va punita”
Certe discussioni hanno sempre lunghi strascichi, Montanari ha inizialmente indicato Tommaso Foti (AN) come mandante morale dell’aggressione subita dai giovani comunisti, Foti ha risposto indicando Montanari come responsabile di un’eventuale aggressione nei propri confronti.
Montanari risponde parlando di attacco violento e chiede spiegazioni sul significato della fiamma nel simbolo del partito dell’on.Foti, il quale decide di non replicare.
Montanari prosegue e invita Foti a stare tranquillo perché i fatti dimostrano che i picchiatori non fanno parte dei gruppi di sinistra e chiede all’onorevole di AN per quali motivi la Cdl deve rimanere alleata di partiti che negano l’olocausto?”
Il segretario di Prc commenta poi le dichiarazioni del segretario della fiamma Bruno Galazzi ritenendo gravissima la sua accettazione a reazioni nei confronti del pensiero anti sostenendo di dichiararsi antifascista come la costituzione italiana, invita poi a punire tutti i comportamenti di apologia del fascismo”
Si fa riferimento poi agli episodi del 25 aprile, si parla dei danneggiamenti ad una sede di rifondazione comunista e all’imbrattamento di alcuni monumenti dedicati ai partigiani, rivendicando la non violenza dello statuto dei giovani comunisti.
Infine, riguardo alla questione Pansa, Montanari si rivolge a Gazzola sostenendo che nessuna minaccia è partita da Piacenza e che, pur non condividendo i metodi della protesta, anche a Reggio Emilia si è concluso tutto con un’iniziativa pacifica.
Risposta della fiamma tricolore
“L’antifascismo è un’etichetta di comodo”Intendo smentire quanto detto dal locale segretario di rifondazione comunista, Montanari, il quale mi accusa chiaramente di aver legittimato reazioni a prese di posizione antifascista.
Basta leggere le dichiarazioni in merito all’accaduto per evidenziare come il sottoscritto abbia sottolineato più volte la propria presa di distanza da atti di prevaricazione ideologica, siano essi compiuti da militanti di destra o di sinistra, spesso responsabili di violenze in nome dell’antifascismo, etichetta di comodo in quanto viene tacciato di fascismo un po’ chiunque in Italia. Riguardo all’olocausto siamo alle arrampicate sugli specchi, Montanari porti dei fatti e dica quali esponenti della fiamma tricolore hanno pubblicamente negato tale evento altrimenti si torni a parlare di politica e dei rispettivi programmi, chi ha certi scheletri negli armadi non si addentri in fatti storici.
Bruno Galazzi
Segretario provinciale fiamma tricolore
Montanari (Prc) replica a Galazzi, dichiarando di essere disposto a dialogare con tutti, tranne con chi si dichiara fascista e nazista e si pone al di fuori dell’umano.
Risposta di Galazzi (Fiamma Tricolore)
Se Montanare non intende dialogare con chi si pone al di fuori dell’umano può benissimo confrontarsi con la fiamma tricolore, partito legalmente riconosciuto e rappresentato, fino a prova contraria i nostri elettori hanno gli stessi diritti dei suoi, invece di parlare di olocausto e fare campagna elettorale si confronti su programmi come il mutuo sociale e altre istanze popolari proposte dal nostro partito. Lui non tutela i suoi ragazzi, sta facendo campagna elettorale, peraltro senza esprimere contenuti ma solo la solita minestra riscaldata sull’antifascismo




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