Sadr, un leader che infiamma gli sciiti
Gli Usa lo bollano com un fuorilegge. Ma chi è e da dove viene Moqatda Sadr? Il leader sciita
i cui seguaci sono scesi in piazza a migliaia in diverse città irachene, scontrandosi con le forze della coalizione, è un giovane predicatore ferocemente contrario all'occupazione americana dell'Iraq ma che è entrato in rotta di collisione anche con le più alte autorità religiose della sua comunità. Ha migliaia di sostenitori nelle periferie povere di Bagdad e anche tra i giovani mullah che vedono in lui il vero erede del padre, ucciso dal regime di Saddam Hussein.
Figlio del grande ayatollah Mohammad Sadek Sadr, assassinato nel 1999, Moqtada, 32 anni, è il leader del movimento Jimaat Al-Sadr-Thani, un gruppo con base nella città santa sciita di Najaf, uscito dalla clandestinità dopo l'attacco delle forze anglo-americane. L'organizzazione non è rappresentata nel consiglio di governo provvisorio, istituito nel luglio 2003 dagli Usa e duramente contestato dal giovane predicatore.
Moqtada Sadr, a capo di una milizia di diverse migliaia di uomini, 'l'Esercito di Mahdi', è stato indicato l'anno scorso come il mandante dell'assassinio dell'ayatollah al-Khoei e di un suo collaboratore ed è stato accusato anche di aver ordinato ai suoi uomini di assaltare l'abitazione a Najaf del leader spirituale della comunità sciita, il grande Ayatollah al Sistani, da lui giudicato troppo moderato. Le autorità religiose sciite gli attribuiscono anche la responsabilità di aggressioni ai danni di persone vicine alla Haw za.
Sadr ha scelto per dirigere la preghiera del venerdì la moschea di Kufa, vicino a Najaf, dove l'imam Ali, venerato dagli sciiti, teneva le sue prediche. Potente oratore, Moqtada Sadr, ha il dono di infiammare i fedeli con un discorso politico semplice, costellato da riferimenti religiosi.




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