dialogo Silvio- Francesco


La piazza deve far paura». E Berlusconi: «La nostra piazza sarà forte». Gli ho risposto: «Però inutile, ma almeno avrà una logica e una dignità. In vece la manifestazione dell'Udc con Casini e Cesa a Palermo sarà una buffonata. A meno che...». Berlusconi: «A meno che???».

Io: «A meno che non porti in piazza la mafia. Allora sì che tremerà il governo e sarà un fatto politico potente». La questione vera, gli ho spiegato, è che la sinistra non ha rinunciato all'idea comunista della lotta di massa, per cui pesa la piazza. Per cambiare questo andazzo ci vorrebbe l'affermazione di un forte partito conservatore di tipo anglosassone.

«Bisogna farlo» gli ho detto «ma non ce la farai». Lui mi ha sorriso, ma ha accettato la sfida. «Intanto, in questo momento l'unico che può governare il Paese, è Prodi. Aspetta due anni. Possono accadere molte cose in due anni. Del resto, Prodi non cadrà, perché se dovessero mancare voti alla fine il senatore dell'Udc Baccini farà in modo di essere, come l'ultima volta, all'estero. A Londra o a Parigi. Ma non mancherà mai a Prodi il soccorso bianco-azzurro. Aspetta due anni, abbi pazienza».

Ma lui no, mi dà ragione con la mente, ma il suo temperamento è più forte. E ha tirato fuori di nuovo il foglio: «Siamo avanti di 13 punti. E il due dicembre sarà una grande cosa!». Abbiamo parlato di servizi segreti, ovvio.

Le considerazioni le tengo per me. Informo che i nuovi vertici saranno scelti con criteri bipartisan. E ho ascoltato da Silvio grandi elogi di Enrico Micheli, il sottosegretario di Palazzo Chigi preposto alla nostra intelligence. Ciao Silvio, e sappi che un sardo non tradisce mai l'amicizia.


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