



Il Transumanesimo, versione hi.tech del culto di Lucifero.
Il termine “Transumanesimo” fu coniato dal biologo evoluzionista Julian Huxley (fratello di Aldous, il già citato autore di Brave New World, nonché fondatore dell'UNESCO).
Huxley definì la condizione transumana come “l’uomo che rimane uomo, ma trascende se stesso, realizzando nuove possibilità da e per la sua natura umana”.
La storia di Brave New World è ambientata nel futuro, un futuro lontano, ma non troppo, in cui l’umanità si è organizzata in una società estremamente gerarchizzata,una società in cui gli esseri umani sono divisi in classi nettamente separate riprodotte “artificialmente” per mezzo di metodi eugenetici.
Se il libro di Aldous fosse un monito o una previsione, non lo sappiamo, fatto sta che il fratello Julian, prima di essere nominato direttore generale dell’UNESCO, fu vice presidente della società eugenetica, e non rinnegò mai le sue idee.
Il 6 settembre 1930, sulla Weekend Rewiew, prese le parti del Comitato per la Legalizzazione della Sterilizzazione:
"La causa della sterilizzazione di certe classi di persone anormali o difettose mi sembra invincibile".
Nel 1929, secondo la Eugenics Society (Mental Deficiency Committec) di Londra, il numero di tali "difettosi", nella sola Inghilterra, era valutabile a 300 mila, tutti candidati alla castrazione. Inutile dire che Julian Huxley era membro rilevante della Eugenics Society, di cui fu presidente ancora nel 1962.
Altro esempio illuminante del pensiero di questo padre dell’UNESCO, ancora oggi ricordato con somma devozione negli ambienti delle Nazioni Unite, è il seguente:
Le unioni miste "del nero e del tipo caucasico danno luogo ad ogni sorta di organismi disarmonici.
Mettendo un poco della mente dell'uomo bianco nel mulatto, non solo lo si rende più capace e ambizioso (non ci sono casi accertati di negri puri saliti a qualche eminenza), ma si accresce il suo scontento e si crea un'ovvia ingiustizia continuando a trattarlo come un africano purosangue. Il nero americano è turbolento a causa del sangue bianco americano che è in lui".
(Julian Huxley, America Revisited – The Negro Problem, sullo Spectator del 29 novembre 1924).
Da collegare ulteriormente con queste parole dello stesso Huxley che descrive gli obbiettivi dell’UNESCO:
“Così come si crede che una politica eugenetica radicale sarà per molti anni politicamente e psicologicamente impossibile, sarà importante per l’ UNESCO fare in modo che la questione eugenetica sia esaminata con la massima cura, e che l’ opinione pubblica sia informata delle questioni in gioco, affinché ciò che oggi è inimmaginabile possa alla fine diventare immaginabile.”
Il principale compito dell’UNESCO è così in seguito specificato:
“Dal momento che le guerre nascono nelle menti degli uomini, è nelle stesse menti degli uomini che la difesa della pace deve essere costruita”.[…]
Il compito dell’UNESCO resta sempre quello di “educare il mondo”.
Altra curiosità biografica su Julian Huxley: egli fu nipote di Thomas Huxley, membro fondatore dell’X Club, un club che emanava direttamente dalla Royal Society, il tempio “scientifico” della massoneria inglese.
L’X Club sposò e promosse le idee “rivoluzionarie “ di un giovane studioso, che con le sue sconvolgenti teorie metteva in dubbio la concezione dell’uomo per come si era compresa fino allora.
Il giovane scienziato era Charles Darwin.
Perché la Massoneria ha avuto interesse a promuovere Darwin?
Secondo Aldo Mola, storico ufficiale della Massoneria italiana e massone egli stesso:
"Fulcro polemico dell'evoluzionismo, la trionfale rivendicazione della stretta parentela tra gli uomini e le scimmie sconvolgeva gli orizzonti etici, culturali e scientifici, ancora imperniati su un antropocentrismo (vale a dire un restaurato geocentrismo radicato nel preteso rapporto privilegiato tra l'Uomo e Dio e, quindi, tra la Terra e Dio), passato pressoche' indenne attraverso l'affermazione della fisica classica e l'avvento di paleontologia, biologia e della meccanica celeste di Immanuel Kant e del napoleonico marchese Pierre Simon Laplace.
La "vulgata" dell'evoluzionismo divenne presto uno dei punti d'incontro di certi massoni che, anche senz'avere una precisa cognizione dei contenuti scientifici del darwinismo e delle sue possibili implicanze socio-politiche, dalla strenua lotta della Chiesa di Roma contro la sua diffusione e per la sua stessa provenienza dalla terra di Desaguliers e Anderson [due tra i fondatori della massoneria "moderna" nel 1717] deducevano ch'esso fosse comunque un buon compagno di strada, se non verso la Vera Luce almeno per dissipare le tenebre piu' fitte; e che dalla sua diffusione sarebbe scaturita la definitiva liberazione dai lacci dell'ignoranza e dall'occhiuta "clerocrazia cattolica"".
(Aldo A. Mola, "Storia della massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni", Bompiani, Milano, 1992, p. 104)
L’opera di Darwin ebbe una importanza fondamentale all’interno del processo della edificazione della Nuova religione da parte delle elite.
Non solo Darwin diede il pretesto “scientifico” per il distacco da Dio e la possibilità attraverso l’evoluzione per l’uomo di “diventare Dio”, ma con la dottrina denominata “Darwinismo sociale” fornì alle elite la giustificazione morale per il sogno a lungo cullato di una umanità che vede ridursi drasticamente il proprio numero.
Julian Huxley scrisse esplicitamente che la qualità della gente, non la quantità, è ciò su cui dobbiamo puntare e quindi che una politica concordata è necessaria ad evitare che la presente crescita demografica risulti nella distruzione delle nostre speranze per un mondo migliore;.
Come spiega Giuseppe Sermonti:
Darwin adottò quello che sarebbe stato chiamato "darwinismo sociale".
Se, nella società umana urbanizzata, la natura non favorisce i migliori, ragionò, sarà opportuno incoraggiare la lotta di tutti contro tutti (il contrario della cristiana "comunità d'amore") e promuovere la eliminazione delle razze inferiori.
La visione di una umanità ridotta è al centro dei pensieri della elite, e questa idea è propagata attraverso le più svariate organizzazioni, in particolar modo legate alle Nazioni Unite, in modo soft, presentate ai popoli in versione ingentilita.
Apologia di genocidio
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“Non puoi tenere un gregge che non riesci a nutrire. In altre parole la conservazione può esigere la cernita e l’eliminazione per mantenere l’equilibrio tra il numero di ciascuna specie in rapporto ad un dato habitat. Mi rendo conto che si tratta di un argomento scottante, ma resta il fatto che l’umanità è parte del mondo vivente”.
Filippo d’Edimburgo fondatore e presidente del WWF “
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“Malthus ha avuto ragione, finalmente la realtà lo conferma. Il Terzo Mondo è sovrappopolato, versa in un disastro economico, e non c’è modo che ne esca data la sua rapida crescita demografica”
Arne Schiotz WWF, direttore della conservazione, 1984
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Il problema maggiore è costituito da quei maledetti settori nazionali di quei paesi in via di sviluppo. Credono di avere il diritto di sviluppare le loro risorse come pare loro opportuno. Vogliono diventare delle potenze”.
Thomas Lovejoy, vice presidente WWF USA, 1984
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“Lavoriamo ad uno scopo unico: ridurre i livelli demografici. O i governi lo fanno come diciamo noi, con dei bei metodi puliti, oppure finiscono nei disastri di El Salvador, Iran o Beirut. Quello demografico è un problema politico. Quando la popolazione è fuori controllo, occorrono governi autoritari, anche fascisti, per ridurla....
“Il modo più rapido per ridurre la popolazione è con la fame, come in Africa, o con le malattie come la peste. ... La gente si riproduce come bestie...”
Thomas Ferguson, Ufficio affari demografici del Dipartimento di Stato, intervista del febbraio 1984
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La popolazione messicana dev’essere dimezzata. Sigillare i confini e starli a guardare mentre strillano”. Alla domanda di come realizzare un tale programma: “Con i soliti mezzi: carestie, guerre e pestilenze”.
William Paddock, consulente del Dipartimento di Stato USA, intervista del 1975
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“Ci sono solo due modi per evitare un mondo di dieci miliardi di persone. O i tassi di natalità adesso scendono velocemente, oppure debbono salire i tassi di mortalità. Non c’è altro modo. Ci sono, ovviamente, tanti modi per far salire i tassi di mortalità. Nell’epoca termonucleare si può fare in maniera molto veloce e decisiva. Carestie ed epidemie sono gli antichi modi in cui la natura controlla la crescita demografica, e nessuno delle due è scomparsa dalla scena...”
Robert McNamara, presidente della Banca Mondiale, 2 ottobre 1979
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"Nel caso in cui mi reincarnassi, mi piacerebbe tornare sottoforma di un virus mortale, in modo da poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione".
Filippo d’Edimburgo alla “Deutche Presse Agentur”, agosto 1988
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“Ogni bambino nato in soprannumero rispetto all’occorrente per mantenere la popolazione al livello necessario deve inevitabilmente perire, a meno che per lui non sia fatto posto dalla morte degli adulti ... pertanto ... dovremmo facilitare, invece di sforzarci stupidamente e vanamente di impedire, il modo in cui la natura produce questa mortalità; e se temiamo le visite troppo frequenti degli orrori della fame, dobbiamo incoraggiare assiduamente le altre forme di distruzione che noi costringiamo la natura ad usare.
“Invece di raccomandare ai poveri l’igiene, dobbiamo incoraggiare il contrario. Nelle città occorre fare le strade più strette, affollare più persone nelle case, agevolando il ritorno della peste. In campagna occorre costruire i villaggi dove l’acqua ristagna, facilitando gli insediamenti in tutte le zone palustri e malsane. Ma soprattutto occorre deplorare i rimedi specifici alla diffusione delle malattie e scoraggiare quella persone benevole, ma tratte decisamente in ingannano, che ritengono di rendere un servizio all’umanità ostacolando il decorso della estirpazione completa dei disordini particolari”.
Thomas Malthus, Saggio sui principi della popolazione (1798)
Nel 1990, tuttavia, Max More ridefinì radicalmente il transumanesimo come segue:
”Il Transumanesimo è una classe di filosofie che cercano di guidarci verso una condizione post umana.
Il Transumanesimo condivide molti elementi con l’Umanesimo, inclusi il rispetto per la ragione e per le scienze, un impegno per il progresso, ed il dare valore dell’esistenza umana (o transumana) in questa vita....
Il Transumanesimo differisce dall’umanesimo nel riconoscere ed anticipare i radicali cambiamenti nella natura e nelle possibilità delle nostre vite, risultanti dal progresso nellevarie scienze e tecnologie.
Il Transumanesimo auspica l’uso della nanotecnologia, della biotecnologia, delle scienze cognitive e della tecnologia informatica per portare l’umanità in una condizione “postumana”.
Una volta raggiunta questa condizione, l’uomo cesserà di essere uomo.
Egli diverrà una macchina, immune dalla morte e da tutte le “debolezze” intrinseche alla vecchia condizione umana.
L’ultimo obbiettivo è di diventare un dio.
Il Transumanesimo è strettamente correlato con il culto delle intelligenze artificiali.
Nel molto influente libro “L’era delle macchine spirituali”, il sacerdote dell’intelligenza artificiale Ray Kurzweil sostiene che l’immortalità tecnologica potrà essere ottenuta attraverso l’immagine da risonanza meccanica o da qualche tecnica di lettura e replicazione della struttura neurale del cervello umano dentro un computer (“Immortalità Tecnologica”).
Attraverso la fusione di uomini e computer, Kurzweil crede che l’uomo “diverrà come i spiriti simili a Dio abitando il cyberspazio come l’universo materiale.”
Seguendo il revisionismo della tradizione biblica del mito gnostico della Ipostasi, il Transumanesimo inverte i ruoli di Dio e di Satana.
In un saggio intitolato “In lode al Diavolo”, l’ideologo del Transumanesimo Max More raffigura Lucifero come un eroico ribelle contro un Dio tirannico:
Il Diavolo – Lucifero – è una forza benevola (dove io definisco “bene” semplicemente quello che io valuto come tale, non volendo implicare alcuna validità universale o necessità di orientamento).
Lucifero significa ‘portatore di luce’, e questo dovrebbe indirizzarci nella sua simbolica importanza.
La storia è che Dio scacciò Lucifero dal paradiso perché Lucifero cominciò a mettere in dubbio Dio e seminava dissenso tra gli angeli.
Dobbiamo ricordare che questa storia è raccontata dal punto di vista dei deisti (se posso coniare il termine) e non da quello dei luciferiani (userò questo termine per distinguerci dai satanisti ufficiali con i quali ho delle differenze fondamentali).
La verità potrebbe essere che semplicemente Lucifero si allontanò dal paradiso.
Secondo More, Lucifero si autoesiliò a causa dello sdegno provato nei confronti dell’oppressivo Jehovah:
Dio, essendo il ben documentato sadico ben documentato che è, senza dubbio voleva tenere Lucifero intorno a sé in modo che avrebbe potuto punirlo e tentare di portarlo sotto il suo potere. Probabilmente quello che accade è che Lucifero cominciò ad odiare il regno di Dio, il suo sadismo, la sua sete di schiavitù e obbedienza, la sua rabbia psicotica verso ogni forma di libero pensiero e comportamento.
Lucifero capi che non avrebbe mai potuto pensare per se stesso e non avrebbe di certo potuto agire secondo il suo pensiero indipendente finché rimaneva sotto il controllo di Dio.
Pertanto lasciò il paradiso, questo terribile stato-spirituale governato dal sadico cosmico Jehovah, e fu accompagnato da alcuni angeli che ebbero coraggio a sufficienza da mettere in dubbio l’autorità di Dio e la sua prospettiva di valori.
More procede e riporta la descrizione di Lucifero di Albert Pike, massone del 33° grado:
Lucifero è l’incarnazione della ragione, dell’intelligenza, del pensiero critico.
Egli si erge dinnanzi al dogma di Dio e tutti gli altri dogmi.
Egli si sostiene l’esplorazione di nuove idee e di nuove prospettive nella ricerca della verità.
Lucifero è altrettanto considerato un santo patrono da alcuni transumanisti ("Transtopian Symbolism").
Il Transumanesimo conserva il carattere paradigmatico del culto di Lucifero, sebbene in un contesto futuristico.
Peggio ancora, il Transumanesimo è tutt’altro che un culto marginale.
Richard Hayes, direttore esecutivo del Center for Genetics and Society, spiega:
Lo scorso Giugno alla Yale University, la World Transhumanist Association tenne il suo primo congresso internazionale.
I transumanisti hanno filiali in più di venti stati e promuovono l’allevamento di forme di esseri “post umani” “geneticamente arricchiti”.
Altri promuovono la nuova tecno-eugenetica, come il professor Lee Silver, della Princeton University, che prevede che entro la fine di questo secolo ‘Tutti gli aspetti dell’economia, dei media, l’industria del divertimento e l’industria della conoscenza saranno controllate dai membri della classe dei GenRich ( -potenziati geneticamente, n.d.t.-).
I Naturali lavoreranno come fornitori di servizi sottopagati o come manovali...”


comunque a me mi puzza di cazzata per spillare soldi ai polli, tipo scientology








sono un rettiliano




«Puoi togliere il selvaggio dalla foresta, ma non puoi togliere la foresta dal selvaggio.»
Paolo Sizzi

