Una telefonata allunga la vita, recitava un vecchio spot. A quanto pare, anche quella dei partiti, stretti tra la mancanza cronica di fondi e i costi sempre più esorbitanti delle campagne elettorali.
È l’ennesima trovata cool del partito che ha reso cool la Gran Bretagna. Abbonandosi alla Phone co-op, gli iscritti e i simpatizzanti laburisti possono da oggi rimpinguare le casse del partito: il 7 per cento delle loro telefonate e dei costi di connessione a internet saranno infatti devoluti al Labour.
Praticamente è come se domani il Partito democratico si finanziasse attraverso Fastweb, Telecom, 3, o chi per loro.
Il Labour, però, non ha scelto una telecom qualsiasi. The Phone co-op è una cooperativa, per l’esattezza quella con il più alto tasso di crescita in Gran Bretagna, e i suoi prodotti sono stati eletti “miglior acquisto” 2006 dalla rivista Ethical Consumer, punto di riferimento del consumatore equo e solidale britannico.
La compagnia telefonica ha un codice etico rigoroso, e si propone di «operare promuovendo il benessere delle persone e delle comunità e minimizzando l’impatto negativo sull’ambiente». Phone coop si impegna ad acquistare quote di emissione di anidride carbonica per compensare il diossido di carbonio generato dalle sue attività, impiega energie rinnovabili, adopera carta riciclata, offre biclette ai dipendenti e li incentiva a usare i mezzi pubblici. Nei suoi uffici, perfino il tè delle macchinette è rigorosamente “equo e solidale”. Peter Watt, segretario generale del Partito laburista, può ben dire che chi aderirà a questa iniziativa, non solo finanzierà il partito, ma contribuirà a ridurre le sue “carbon foot-print”, cioè a limitare l’inquinamento.
Che mentre invita al finanziamento “eco-sostenibile”, il Labour sia coinvolto in un gigantesco scandalo per aver offerto titoli di baronetto e Lord in cambio di cospicui fondi occulti, è solo un dettaglio.




Rispondi Citando