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Discorso lungo, autentico.
Dal 1945 i fascisti non sono stati in grado di porre in essere un'autocritica costruttiva che non fossero gli opportunismi governativi di Fini ed i deviazionismi controrivoluzionari e reazionari degli estremisti di destra annidatisi nel fascismo e nel nazionalsocialismo. Questo a livello ideologico.
Per quanto riguarda il resto, è il ben noto discorso della "trave e della pagliuzza", discorso fatto per i bravi cristiani, dai cattolici rinnegato.
E' un po' come la concezione sessuale maschilista del fascista, il quale deve castigarne di donne il più possibile, salvo poi optare per la famiglia tradizionale (come se le donne che "deve" castigare in più oltre a sua moglie o alla sua fidanzata non fossero di altri uomini e non sconvolgessero le famiglie tradizionali...).
Ecco perchè si è allo 0,7% dell'elettorato.
Mica è scemo il popolo italiano, almeno non del tutto.
Ma in ogni caso resta il dilemma: ognuno è convinto di vivere eroicamente il suo "vizio" e che questo non si trasformi, in quanto sostenuto da concezioni letterarie, da richiami tradizionali, da spirito romantico e trasgressivo, in piaga sociale.
Un conto è chi si droga per iniziarsi ad uno stato della conoscenza o dell'essere diverso.
Un conto è il drogato da stadio o da bar.
Purtroppo i due tipi umani sono connessi o interdipendenti a livello sociale.