
Originariamente Scritto da
Lepanto
COMUNICATO STAMPA
Palermo, 17 novembre 2006
Annozero: Cuffaro risponde ad annuncio querele Paci e Ingroia
PALERMO – “Non capisco quale motivo avrebbe il dott. Ingroia per sporgere querela nei miei confronti. Riaffermo che il dott. Giacomo Venezia, funzionario di Polizia, interrogato nell’ambito del processo Aiello, ha ricordato di avere partecipato poco prima dell’arresto dello stesso Aiello, ad una cena nel ristorante Villa Boscogrande alla quale prendevano parte, oltre il medesimo dott. Giacomo Venezia, l’Ing. Michele Aiello, il dott. Giancarlo Manenti, Giuseppe Ciuro ed, appunto, il dott. Antonio Ingroia”.
Lo dice il presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro replicando all’annuncio di querela dei due magistrati dopo la trasmissione Anno Zero andata in onda ieri sera su Rai 2.
“Il dott. Ingroia non avrà certamente difficoltà a procurarsi copia del verbale di quell’udienza o, se crede, sporga pure querela. Avremo, così, modo, se occorre, di chiamare a testimoniare tutti i partecipanti a quella cena”.
Il presidente della regione risponde, poi, anche all’annuncio di querela da parte del dott. Gaetano Paci
“Riconfermo anche a lui quanto detto ieri sera – ribadisce Cuffaro -. Il dott. Gaetano Paci era in prima fila, seduto accanto ad una bella signora di colore, alla presentazione del libro e del Dvd contro di me, tenuta qualche mese prima delle elezioni regionali dall’On. Santoro”.
“All’ingresso del cinema Metropolitan dove si svolgeva la presentazione – prosegue Cuffaro – si trovava un banco per la raccolte delle firme per la candidatura di Rita Borsellino da opporre a me nella elezione per il Presidente della regione e nella sala dalla quale l’On. Santoro presentava libro e Dvd contro di me, campeggiava uno striscione di diversi metri che invitava a votare Rita Borsellino”.
“Quereli pure il dott. Gaetano Paci, anche in questo caso il procedimento sarà utile per mostrare i filmati della tante televisioni presenti alla manifestazione per documentare gli eventi e che hanno avuto modo di riprendere lo stesso dott. Gaetano Paci in prima fila ad applaudire”.
“Chieda piuttosto alla sua coscienza di magistrato se sia corretto l’avere indagato su di me ed, al contempo, l’aver preso parte ad iniziative contro di me sia di presentazione di libri che di carattere politico”.
“Penso che – conclude Cuffaro – in un Paese libero e democratico un atteggiamento del genere non sia giusto ne nei confronti di un presidente della Regione ne di qualsiasi altro cittadino. Può un siciliano messo alla prova dalle istituzioni essere sereno in un simile contesto ?”