Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12
Risultati da 11 a 16 di 16

Discussione: Dc

  1. #11
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    08 Jun 2005
    Messaggi
    12,230
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Beh potrebbero affittarsi qualche immobile della santa romana chiesa cattolica magari con questa storia dell'ICI ci guadagnerebbero sull'affitto

  2. #12
    Forumista senior
    Data Registrazione
    11 Mar 2010
    Messaggi
    2,448
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da quello che hocapito in gioco c'è tutto il patrimonio Nome, Simbolo,soldi e sedi

  3. #13
    email non funzionante
    Data Registrazione
    02 Jun 2011
    Messaggi
    4,173
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ma legalmente è la stessa cosa della DC di De Gasperi?

  4. #14
    Socialista mazziniano
    Data Registrazione
    31 Mar 2002
    Località
    Palermo
    Messaggi
    623
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Franzele Visualizza Messaggio
    Ma legalmente è la stessa cosa della DC di De Gasperi?
    La sentenza del Tribunale di Roma del 25 Settembre afferma esattamente questo: la DC storica non è stata formalmente sciolta ed il partito guidato sa Giuseppe Pizza ne rappresenta la continuità sul piano giuridico. Sul sito www.democraziacristiana.org potete trovare conferma di quanto vi ho detto, scaricando la sentenza (http://www.democraziacristiana.org/_....06%20bis.pdf). Ciò comporta che alla DC di Pizza, la cui sede si trova nello storico ufficio di De Gasperi in Piazza del Gesù, non spetta la denominazione, ma anche il simbolo della DC (il CDU ed il suo avente causa, cioè l'UDC, devono dunque rinunciarvi) ed il suo patrimonio immobiliare. Infatti sia la concessione del simbolo prima al CDU e poi all'UDC, sia le eventuali alienazioni di immobili, sono state fatte "a non domino" (ovvero non dal legittimo proprietario), dal momento che la DC nel frattempo continuava ad esistere ed il suo segretario amministrativo Alessandro Duce ne curava i bilanci ogni anno dal '94 in poi.
    Essendo io stato spesso polemico con i cattolici post - DC (il partito di De Gasperi e Moro era senza dubbio più laico dei suoi epigoni odierni), spero che i democristiani presenti su questo forum mi siano grati se pubblico di seguito qualche foto del XX Congresso della "Balena Bianca".





    Nella foto sopra, il segretario nazionale della DC Giuseppe Pizza, già segretario nazionale dei Giovani DC dal 1969 al 1975 (poco dopo gli succedette Follini) e componente della Direzione Nazionale DC tra gli anni '70 ed '80 in quota alla sinistra democristiana. Risale a quell'epoca l'amicizia con Romano Prodi.

  5. #15
    Socialista mazziniano
    Data Registrazione
    31 Mar 2002
    Località
    Palermo
    Messaggi
    623
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Un altro regalo agli amici democristiani: la mozione approvata dal XX Congresso della DC.

    PER UN PROGETTO CAPACE DI FUTURO

    Premessa

    Il segretario politico Pino Pizza per l’opera fin qui svolta nel segno della continuità del partito ed approva la sua relazione introduttiva; riaffermando la propria identità di partito popolare europeo d’ispirazione cristiana ponendola a base di ogni riforma.
    Riconferma la sua vocazione ad una politica di pace, di sicurezza per i cittadini e di cooperazione tra i popoli auspicando la riconquista del ruolo di grande Partito popolare, perno fondamentale di garanzia per la salvaguardia della democrazia e delle libertà nel Paese ed interprete fedele dei bisogni della gente;
    auspica una rivitalizzazione del ruolo dei Partiti nel Paese con ampie assicurazioni di sollecitare e promuovere processi democratici al loro interno al fine di selezionare e garantire un permanente ricambio della classe dirigente rimuovendo ogni forma di ostacolo che ne limita la crescita a partire dalla indispensabile modifica di quella elettorale.
    Le trasformazioni in atto che toccano tutti gli aspetti della vita economica, sociale e culturale del Paese devono sempre più porre l’uomo al centro di tutte le scelte.
    Esprime viva preoccupazione per gli sviluppi del terrorismo in Irak ed in Afghanistan e per gli esperimenti atomici in atto nella Corea del Nord.
    Sul piano interno, pur confermando piena solidarietà al Governo presieduto dall’On. Romano Prodi auspica il superamento delle emergenze tuttora presenti nella realtà civile, sociale ed economica del Paese.
    Auspica maggiore attenzione e maggior incisività nei programmi da parte del Governo centrale sul problema del Mezzogiorno attraverso un piano di adeguati investimenti pubblici di infrastrutture ed iniziative a reale sostegno delle imprese con validi incentivi.
    Il Mezzogiorno non ha bisogno di programmismo generico bensì sviluppo per superare definitivamente la fase assistenziale e recuperando quegli effettivi fattori di efficienza.

    Il Centro, domani

    L’Assemblea, ritiene di dovere affermare che l'esame delle vicende relative al declino della D.C. dal 1992 in poi non è funzionale ad alcun disegno di restaurazione, ma è finalizzato a verificare se sussistano tuttora le condizioni per una rinnovata presenza attiva, in maggioranza o all'opposizione dei cattolici democratici e di proposte di politiche di sviluppo fondate sulla solidarietà. Oppure, se dopo le varie prove elettorali succedutesi nel frattempo, quanto è rimasto del movimento civile dei cattolici democratici debba rassegnarsi ad un modello di assetto politico che lo esclude.
    La verifica è sollecitata dalla obiettiva constatazione del fallimento del modello bipolare come metodo per migliorare il rendimento del sistema politico, per ripristinare un corretto rapporto tra società civile, grandi soggetti collettivi ed istituzioni e favorire la selezione di una classe dirigente non più sorretta da un sistema maggioritario incapace di valorizzare i migliori, ma caricata della responsabilità di farsi tramite delle nuove istanze sociali e politiche e di esercitare ancora il ruolo di elemento indispensabile alla continuazione reale della vita democratica.
    Questa constatazione rende evidente che la crisi del sistema politico è lì'effetto della mancanza della politica di centro-. Quella politica per circa mezzo secolo ha rappresentato il blocco sociale e politico guidato dalla D.C. e dai suoi alleati, centristi, prima, centristi e socialisti poi con alleanze che si legavano intorno ad alcune opzioni fondamentali quali la collocazione internazionale del Paese, la costruzione di un modello di stato democratico-parlamentare fondato sulla libertà ed il rispetto della persona umana, secondo la tradizione liberaldemocratica, i valori dell'umanesimo cristiano e l'insegnamento sociale della Chiesa in contrapposizione al modello delle democrazie progressive, ispirate alla dottrina marxista del collettivismo, del partito unico e della assenza di libertà politica; la scelta coraggiosa di una politica di sviluppo centrata sulla politica keynesiana e il welfare state.
    Essa avrebbe richiesto alle forze politiche della maggioranza una riflessione non marginale. e avrebbe dovuto estendersi alla percezione che le ragioni della crisi dei sistemi politici occidentali, scontato da un lato il fallimento delle esperienze di socialismo reale, da un altro investivano il modello stesso dello sviluppo socialdemocratico. Quel modello aveva consentito alla umanità dl conseguire traguardi di sviluppo non solo economico ritenuti irraggiungibili, ma si basava sul principio che l'umanità potesse, con il progresso tecnologico, assicurarsi una utilizzazione senza limiti delle risorse della terra e, con essa, uno sviluppo altrettanto illimitato.
    Questa riflessione può - e deve -ancora essere fatta, perché la messa in discussione del modello di sviluppo si colloca all'interno del diffuso malessere che attraversa le società occidentali e che si caratterizza, movendo dalla imponente disoccupazione dell'area dell'OCSE, per un diffuso senso di ripulsa verso le più elementari regole del vivere civile, e del modo di convivere sul territorio, per il rischio dei conflitti suscitati anche come conseguenza della crisi dei regimi comunisti tra la cultura delle democrazie liberali e le identità collettive etniche, religiose,nazionali, mettendo a repentaglio la coesione stessa delle democrazie.
    Sicché spetta alle forze politiche misurarsi con i problemi delle societ0à complesse e soprattutto stabilire che cosa fare con la globalizzazione e la disoccupazione, registrando per la prima, quale forma di governo globale è possibile per ridurne gli effetti negativi e per la seconda quali misure adottare per la ripresa della occupazione che è il primo passo per uscire dalla povertà e per allontanarsi dalla disintegrazione sociale.
    La perdita di identità della Sinistra per via della caduta del modello del socialismo reale e del superamento di quello socialdemocratico keynesiano, la rende indisponibile soprattutto in assenza di un progetto capace di futuro, mentre per la Destra le misure a favore della disoccupazione si riducono alla esposizione del mercato del lavoro al libero gioco delle forze contrattuali Sicché, se da un lato si può concordare con la stessa cultura di sinistra nel ritenere che la crisi della politica sia un riflesso dell'attuale inadeguatezza della Sinistra a proporre scelte politiche mirate al cambiamento socioeconomico, sul fronte della Nuova Destra è diffusa la convinzione che i mali che affliggono il capitalismo non possono trovare soluzione dalle forze del mercato e dalla deregulation, ma vanno affrontati adottando una strategia politica e collettiva.
    In questo quadro un ruolo particolare spetta ai cattolici democratici, la cui collocazione politica non può rimanere ancorata all' accettazione dello schema bipolare della lotta politica attraverso alleanze di forze sociali e politiche dell'area di centro con l'uno e l'altro polo, neppure per ragioni di sopravvivenza perché senza autonomia non esiste una identità.

    L'Europa.

    Bisogna riconoscere che il declino della prospettiva europeistica è anche in buona parte la conseguenza di una non adeguata considerazione delle ragioni di quei cinquanta milioni di poveri che esistono nelle comunità e i cui diritti sociali sono attribuiti dall'accordo di Nizza alla considerazione della legislazione nazionale, mentre gli altri diritti rientrano nella tutela della legislazione comunitaria.
    L' Assemblea, pertanto, dà mandato al Segretario politico ed alla Direzione Centrale di rinnovare un forte impegno per il rilancio sia dell'azione europeistica attraverso il PPE, al quale spera che i partiti democratici cristiani nazionali vogliano aderire unitariamente, sia promuovendo una opportuna modificazione, per quanto riguarda l'Italia. degli accordi di Nizza per renderli non contrastanti con la nostra Costituzione.

    Le forze politiche

    Al necessario rilancio del ruolo dei grandi soggetti collettivi , indispensabile per la mediazione tra la frammentazione della base sociale e il decisionismo dei vertici, occorre accompagnare la riforma in senso proporzionalistico della legge elettorale, anche al fine di consentire la rappresentanza all'interno del sistema politico degli interessi più deboli senza privilegiare gli interessi élitari.
    D'altra parte, se i partiti non possono esaurire in se stessi tutta la politica, se vi sono interessi diffusi che trovano difficoltà a canalizzarsi nel Parlamento, una adeguata riforma delle istituzioni deve farsi carico i escogitare nuove strutture e nuove forme di rappresentanza, che, senza iindulgere a sempre probabili suggestioni di ingegneria costituzionale, consideri non solo le strutture e le procedure, ma il loro funzionamento reale nel collegamento con il sistema dei partiti e la rappresentanza degli interessi,

    Infine

    L' Assemblea prende atto con compiacimento della intervenuta riaffermazione che il nome e il simbolo di quella formazione politica nota nella storia della Repubblica come Democrazia Cristiana e mai dissoltasi appartengono tuttora alla medesima, oggi riunita in questa sede: che l'uso del nome, del simbolo e del patrimonio della Democrazia Cristiana da parte di altre formazioni politiche, ancorché costituite da gruppi di ex-democristiani distaccatisi dal vecchio partito, è illegittimo perché tali formazioni non hanno nei confronti del vecchio partito alcun titolo successorio; che tali formazioni sono quella che ha assunto la denominazione di Partito Popolare Italiano - P.P.I. e il Partito politico C.D.U. - Cristiani Democratici Uniti -, il primo costituitosi
    secondo quanto afferma il CDU, per trasformazione della D.C. deliberata nel suo Consiglio Nazionale del 18.1.1994; tra queste due formazioni sarebbe intervenuto il 12/10/1999 un accordo (cosiddetto patto di Cannes) con il quale il PPI disponeva in favore del CDU del vecchio nome e del simbolo del partito della D.C.
    Se, peraltro, è esatto affermare che il PPI non poteva essere l'erede della D.C. per difetto di deliberazione dell'organo che aveva poteri dispositivi, ossia del Congresso, è utile ricordare che, al contrario di quanto affermato dal CDU, nessuna deliberazione di trasformazione della D.C. in PPI venne adottata dal Consiglio Nazionale del 18/1/1994, che si limitò a pronunciare illegittimamente lo scioglimento della D,C, e che la costituzione del PPI avvenne qualche tempo dopo ad opera di un apposito Congresso.
    L' Asemblea, pertanto. dà mandato al Segretario Politico ed alla Direzione che saranno eletti di assumere tutte le iniziative necessarie al censimento e alla ricostituzione dei beni facenti parte del patrimonio della Democrazia Cristiana alla data del 18 gennaio 1994 affinché siano destinati nelle forme e nei modi previsti dallo Statuto del Partito.

    Questo partito

    Gli amici qui convenuti sono consapevoli di rappresentare una grande tradizione e di doversene fare carico con tutta la umiltà che le grandi missioni richiedono.
    Ma sanno anche che l'avvenire democratico del Paese, il destino di tanti uomini e donne che per la libertà, la giustizia sociale hanno combattuto e sofferto è legato al loro impegno, alla loro capacità di concorrere a costruire il futuro.

  6. #16
    Socialista mazziniano
    Data Registrazione
    31 Mar 2002
    Località
    Palermo
    Messaggi
    623
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Eccovi anche il servizio de "Le Iene" sul XX Congresso della DC:

    mms://video.jumpy.it/adiene/2006/11/...ortino_web.wmv

 

 
Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito