E brava Cesarona Buonamici. La nostra giornalista d'assalto (ai buffet delle cene "in"), con l'occhio vitreo e l'aria da casalinga disperata (poco) e tracagnotta (alquanto), è stata beccata con le mani nella marmellata. O meglio, con le mani sulle slot-machine.
La doppiobusto del Tg5, coinvolta nell'inchiesta che ha portato all'arresto di Vittorio Emanuele di Savoia, è stata messa in castigo dal Consiglio dell'Ordine dei giornalisti del Lazio, che l'ha sospesa per sei mesi. Ma la vera notizia è la sospensione della vicedirettrice (niente meno!) del Tg5, compagna di bisbocce del direttore Rossella, altra gran mente del giornalismo capitolino espertissimo in giacche di cashemire e scarpe da mille euro e passa, o piuttosto il silenzio e la complicità imbarazzante che hanno lasciato la Buonamici alla guida di una testata di quella portata?
Che la signora passasse il tempo libero ad apparecchiare per sua maestà l'erotomane Savoia, a intrallazzare a destra e manca e far pubblicità col proprio nome (ma non era contrario ai principi della deontologia?) alle cianfrusaglie che produce in società col fratello (Cesare anche lui!), era risaputo.
Andate all'Esselunga, reparto shampoo e affini, oppure cercate sugli scaffali delle bottiglie di olio: eccola lì, l'ex intoccabile Cesara, con i suoi prodottini super-costosi e finto-naturali.
Sei mesi in castigo, povera: andrà a sollazzarsi al sole da qualche parte e poi tornerà in pista, pronta a rimettere mano ai suoi affari, a frequentare salotti bene e a far quattrini sottobanco.
avete capito si chi informa milioni di italiani ogni sera?
che schifo!




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