Ringrazio davvero tutti quelli che hanno voluto intervenire (e mi scuso con salvatore, che ieri sera ha cercato di contattarmi in msn.. abbi pazienza =__=).
E' evidente che la mia anima conservatrice non si è affievolita. Anzi, se possibile sono ancora più convinto del mio anti-progressismo, che sono fermamente convinto essere un autentico cancro. Come se il progresso tecnologico e scientifico (che in sè e per sé è positivo) ci autorizzasse a pensare di buttare a mare tutto quanto è venuto prima di noi, e di marciare compatti verso il mondo utopico rosso-rosa...
E' difficile citarvi tutti, mi limito a riportare Zaffo, che secondo me ha centrato appieno la questione:
E' questo ciò che intendo: ho sviluppato una seria idiosincrasia verso l'italia. Verso la bandiera e verso le istituzioni del nostro (sic) Paese.
Io me lo ricordo bene lo spirito col quale i Conservatori sono partiti, ed era (E') fortemente legato all'idea di Patria comune, di Italia. Ebbene, l'Italia NON è più la mia Patria, se non anagraficamente. Ripudio la mia ex bandiera come un simbolo di barbarie, vivo sotto il giogo di uno Stato che sostengo economicamente soltanto perché impostomi, e non perché lo senta mio.
E' ciò che mi mette in grave contrasto con lo statuto e l'idea dei Conservatori.
Chiaro: se le cose fossero andate altrimenti, se oggi ci trovassimo non dico in una vera confederazione di Stati, o in un vero Stato federale, ma addirittura in uno Stato SERIO come quello anglosassone, dove Inghilterra, Scozia e Galles hanno trovato il modo per rimediare alle incredibili barbarie dei secoli scorsi, sicuramente tutto questo mio discorso assumerebbe toni diversi, più sfumati.
Oggi uno scozzese si riconosce tanto nella croce di Sant'Andrea quanto nella bandiera del Regno. Ma io? La mia terra è stata depredata, le sue ricchezze vengono continuamente succhiate via da un vampiro, le mie tradizioni ogni giorno messe a repentaglio.
Che devo fare? Sicuramente non mi metto a far la guerra sui monti. Anzi, raddoppierò i miei sforzi per fare del bene alla mia gente, nel lavoro di ogni giorno e nel mio impegno culturale e sociale, oltreché (Deo Gratias) spirituale. Ma tentando di stare FUORI da ogni collaborazionismo con la Repubblica italiana.
Può tanto parere un "non-expedit" all'amatriciana, ma vi assicuro che è così...





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