
Originariamente Scritto da
SubZero
Nel 1942 Bombacci diede alle stampe un libretto intitolato I contadini nella Russia di Stalin, cui farà seguito, l’anno dopo, I contadini nell’Italia di Mussolini. Come è stato correttamente osservato, “Bombacci non infierisce sull’Unione Sovietica. Egli è, piuttosto, un antistalinista”, secondo il quale il fallimento del comunismo sarebbe dovuto alle “deviazioni staliniane”. Anche nell’articolo Dove va la Russia?, pubblicato il 19 agosto 1942 sul “Corriere della Sera”, Bombacci, “pur riconoscendo gli enormi sforzi compiuti per trasformare il paese in una potenza industriale, ne critica il risultato perché non ha portato tangibili miglioramenti alle condizioni dei lavoratori”. A tale proposito, sono molto chiare le parole che Bombacci stesso pronunciò il 15 marzo 1945, nel trionfale comizio di Piazza De Ferrari a Genova:
Guardatemi in faccia, compagni! Voi ora vi chiederete se io sia lo stesso agitatore socialista, il fondatore del Partito comunista, l’amico di Lenin che sono stato un tempo. Sissignori, sono sempre lo stesso! Io non ho mai rinnegato gli ideali per i quali ho lottato e per i quali, se Dio mi concederà di vivere ancora, lotterò sempre (…) Ero accanto a Lenin nei giorni radiosi della rivoluzione, credevo che il bolscevismo fosse all’avanguardia del trionfo operaio, ma poi mi sono accorto dell’inganno (…) Il socialismo non lo realizzerà Stalin, ma Mussolini che è socialista anche se per vent’anni è stato ostacolato dalla borghesia che poi lo ha tradito.
Hai ragione, Bombacci era senza dubbio un uomo di destra, proprio come Mussolini..........(.......)............sticazziiiiii