Da Bresciaoggi
Gli studi dell’Unità di staff statistica del Comune fotografano le differenze demografiche fra i tre quartieri della nona circoscrizione
Centro storico, 10 anni di «fughe»
Mille residenti in meno, nonostante l’immigrazione.
Più laureati e professionisti
di Eugenio Barboglio
L’ufficio statistica del Comune di Brescia ha scattato la fotografia del centro storico. Ed è la foto di un centro che si spopola. L’indagine risale al 2001, anno dell’ultimo censimento. Ma da questi dati emerge che non si sta spopolando tutto, ma che al suo interno la Nona Circoscrizione coltiva un’eccezione: il centro storico Nord. Qui, ossia nel Carmine e dintorni, gli abitanti sono cresciuti (di vera eccezione però si può parlare fino ad un certo punto, e cioè proprio fino al 2001, anno del picco della presenza straniera che poi scendendo nel 2002 e nel 2003 trascina in basso anche la cifra complessiva dei residenti, come si evince dallo studio mirato sul vecchio rione di cui dà conto l’articolo sotto). Dove senza eccezioni sono diminuiti i residenti è invece nel centro storico Sud, area che fa perno sulla stazione ferroviaria, e nella cosiddetta Brescia antica, cioè quella che fa base sul vecchio nucleo romano, piazza del Foro e dintorni. La fotografia dell’ufficio statistica però è abbastanza minuziosa, non si ferma alle «larghe tracce»; in qualche modo classifica la popolazione, scendendo nella scala di analisi a livelli più fini; spiega, se sono gli anziani più dei giovani ad essersene andati e qual è la mappa dei mestieri e delle professioni dei residenti e quella dei titoli di studio. Una radiografia, in altre parole, in piena regola. Il dato di fondo è dunque un assottigliarsi delle presenze negli ultimi dieci anni. Nei tre quartieri che compongono la nona circoscrizione (Brescia antica, centro storico Nord e Sud) sono scesi da 20.413 a 19.376, segnando un decremento di qualcosa più di mille abitanti. Ma come detto questo decremento non è univoco: c’è l’eccezione di Brescia Nord. Nel 1991, data del censimento preso a termine di paragone, in questa zona vivevano 6.577 persone, dopo 10 anni sono diventate 7.027. Il fenomeno che invece accomuna tutti e tre i rioni è quello della professione e del grado di scolarità dei residenti. La tendenza, molto chiara e leggibile nelle statistiche del Comune, è che in centro storico abitano oggi (nel 2001) più liberi professionisti di dieci anni prima e più laureati. Un altro dato unificante è quello che riguarda il rapporto famiglie-singoli: la bilancia ora tende più dalla parte dei cittadini che vivono da soli. E tra le famiglie il centro storico riserva sempre più apeal per le meno numerose, composte di sole due persone, meno invece per le coppie con figli che cercano evidentemente più volentieri sistemazioni in periferia oppure in provincia. CENTRO STORICO NORD: È l’unico che cresce, si è detto. Ma cresce soprattutto alla voce «single»: in dieci anni sono 400 in più, in termini complessivi sono giunti a pesare per il 57 per cento dei residenti. Perdono terreno le coppie sia quelle senza (-100) che con figli (-50). Tengono i separati legalmente, salgono i separati di fatto. Per quanto riguarda il tasso di scolarità questo è più alto: cala chi vanta solo la licenza elementare: da 2063 a 1369; e se tengono le licenze medie crescono i diplomati (sono circa 500 in più) e le lauree, passate da 512 a 897. Sono rimasti circa in 500 quelli che non sono in possesso di alcun titolo, con una sacca di una cinquantina di persone che non sanno neppure leggere. In tema di lavoro questo quartiere si è riempito di liberi professionisti e piace anche agli imprenditori, se è vero che i primi sono diventati 290 (da 166 che erano) e i secondi 117 da 74. C’è anche un incremento dei dipendenti che sta dentro l’aumento generale della popolazione del rione. CENTRO STORICO SUD. Qui domina il segno meno, tranne che per i «soli», i quali anche in questa zona aumentano (da 980 a 1.122), restando però al di qua del limite del 50 per cento (sono il 47 per cento). In discesa le coppie sole (-32) e quelle con figli (meno 106). Nell’area attorno alla Stazione aumentano divorziati e separati, ma abitano oltre 200 vedovi in meno. Sul fronte dei titoli di studio si registra un crollo verticale delle persone con la sola licenza elementare, in 10 anni più che dimezzati: da 1323 a 591. «Fisiologico» il ridimensionamento delle licenze medie, idem per i diplomati (da 1629 a 1566); anche qui impennano le lauree: da 915 a 1139. Tendenza invertita rispetto al Centro-Nord per quanto riguarda i dipendenti che crescono; come del resto i liberi professionisti, ma non è una sorpresa. BRESCIA ANTICA. È il quartiere delle vie Musei, Trieste ecc. Se ne vanno anche da qui. Dominano i single, come nel resto della «nona» (il 48 per cento, erano il 44 dieci anni fa). E si conferma la tendenza ad una istruzione media più diffusa: ci sono oltre 100 diplomati in più e i laureati sono addirittura una volta e mezza diventati 1576 contro i 1100 che erano. E chi ha fatto solo le elementari? Erano 2mila sono la metà. Anche in questo quadrante di città è interessante sapere quali siano le professioni. Si scopre che anche Brescia Antica è luogo d’elezione i liberi professionisti passati da 325 a 468, che i dipendenti non sono calati. E gli imprenditori? Tengono la posizione.
http://www.bresciaoggi.it/cronaca.htm




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