



Interrompo il silenzio :
Vabbeh, senti sappiamo che sei uno sloveno che ha avuto la cittadinanza Italiana con l'applicazione di una vecchia legge del DVCE e che vivi a Trieste ma qua si parla di concetti in primis Nazionali , come Italiani, Italiani VERI (a differenza tua cioè che sputi sul piatto dove lautamente mangi e non mi contraddire che sennò ti cito le mille leggi nazionali e regionali a vostro favore) trattano la cosa da un'ottica in primis NAZIONALE come POPOLO e come STORIA.
Poi se alcuni in passato l'hanno utilizzata questa commemorazione come cavallo politico, nulla toglie alla sua entità ed al suo significato.
Spero non verrai qua a fare propaganda al partitello del cazzo che supporti o alle bislacche e già smentite in passato tesi che millanti e storiche e politiche.
Riprendo il silenzio accodandomi alle scelte della moderazione in merito;
http://forum.politicainrete.net/dest...infoibata.html
Disse il Supremo : "Sono di estrema destra A MODO MIO" ....


ma ti prego, non sai nemmeno chi è lacota e cosa è l'unione degli istriani
L'Unione degli Istriani – Libera Provincia dell'Istria in Esilio è la principale organizzazione di esuli istriani in Italia ed ha sede nello storico edificio di Palazzo Tonello in Trieste.
Nata nel 1954 dopo il ritorno di Trieste all'Italia e la contemporanea perdita anche dell'ultimo lembo d'Istria ceduta alla Jugoslavia comunista di Tito in conseguenza del Memorandum di Londra, l'Unione degli Istriani – composta principalmente da esuli provenienti dalla ex “Zona B” del Territorio Libero di Trieste – ha quale scopo statutario quello di rappresentare gli esuli italiani dall'Istria e di difenderne e tutelarne i diritti e le aspettative disattese.
Si legge in una targa marmorea all'ingresso della sala maggiore (Sala Chersi): Gli esuli Istriani-fiumani-dalmati affidano questa “Casa Madre” a coloro che in tempi migliori realizzeranno il sogno dei padri. Trieste, 16-9-1984, facendo chiaro riferimento all'aspettativa che ogni esule ha di poter tornare da uomo libero nella propria casa.
Nell'edificio di via Silvio Pellico 2 in Trieste ha sede infatti anche la Casa Madre, società fondata ormai più di vent'anni fa per gestire ed amministrare la prestigiosa sede triestina in cui trovano spazio due sale conferenza, una biblioteca aperta al pubblico, un locale ritrovi, la Segreteria e la Presidenza.
Gli azionisti della Casa Madre sono gli stessi soci dell'Unione degli Istriani che nell'84 si autotassarono acquistando le azioni.
La Libera Provincia dell'Istria in Esilio ha numerosi rappresentanti e delegati in tutta la penisola, nelle Americhe ed in Australia.
Dal 2006 è operativa una filiale a Bruxelles, atta a garantire un rapporto diretto e continuativo con le autorità europee anche date le recenti attività e sempre più articolate attività intraprese sul piano internazionale.
L'Unione degli Istriani è strutturata sulle “Famiglie”, ovvero gruppi di esuli provenienti da una singola località istriana. Le Famiglie sono di fatto delle associazioni autonome che si coordinano nell'Unione, cui esse aderiscono. I presidenti delle Famiglie siedono nel Consiglio Generale dell'Unione degli Istriani.
Oltre alle Famiglie, esistono in seno all'Unione due circoli culturali ed un Gruppo Giovani, vera riserva di spinta per le attività dell'associazione.
Unione Istriani
cmq non ho capito la cittadinanza italiana del duce




Questa data ricorda solo la fine di una comunità umana, vendutasi al potere, facendo finta di ottenere risultati per far star buoni gli ultimi clientes-militantes!il 10 febbraio è una sega...
"L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell




Ad una giornata che serve ad incanalare istituzionalmente e ad "ingessare" la questione delle terre d'oltre-Adriatico, preferirei di gran lunga che la politica vera, viva, attuale si facesse sentire nel concreto.
Invece con l'ineffabile duo Berlusconi-Frattini siamo tra i primi sponsor internazionali di Croazia e Slovenia.
Ricordare tanto per ricordare è inutile.
A domani
Ultima modifica di Canaglia; 10-02-10 alle 14:00
Passata la buriana facciamo i conti


al Tg5 hanno dedicato un piccolo servizio a metà TG, hanno fatto sentire delle dichiarazioni di Napolitano e di Fini.


Luciri' forse sarebbe stato meglio il silenzio non l'avessi interrotto , non facciamo partire i soliti flames...
Trenta81 un pò di ragione ce l'ha , della questione Foibe/Esuli non interessa praticamente a nessuno se non alle organizzazioni degli stessi esuli.
E tento di dare una spiegazione , una volta c'era l'alibi del PCI e del suo potere nelle organizzazioni culturali , scolastiche etc che ne impediva una serena analisi , un'altra del Trattato di Osimo , visto che una Bibbia che metteva pace una volta per sempre fra Italia e Yugoslavia per cui non si doveva minimamente incrinare il "rappacificament" , ed in effetti dopo il 1990 grazie anche al cdx (ma non solo) si è cominciato a parlare di Foibe per cui oggi penso che la maggiorparte deglu studenti sappia di cosa si tratta.
Il problema però , se confrontato alla giornata della memoria , è il palese gap di potere , politico e finanziario.
Tu pensi che importi davvero qualcosa agli americani ed agli europei dell'oloballa?
non gliene frega niente ma sono costretti ad assistervi ogni anno solo perchè gli ebrei hanno quel potere che tutti sappiamo.
Per i nostri esuli non è stato cosi , l'Istria e la Dalmazia erano (e sono) terre povere , dove la maggioranza degli Italiani era contadina , gente semplice ed onesta ma senza soldi , che non ha potuto creare alcuna seria lobby in Italia , non parliam poi di creare gruppi terroristici come ce ne sono nei Paesi Baschi o Irlanda del Nord , non era nella loro mentalità.
Ecco perchè non abbiamo ottenuto alcun risarcimento se non spiccioli , ecco perchè i governi (sia di dx che sx) non sono riusciti a trarre alcun beneficio dalla richiesta della Slovenia (ed ora della Croazia) di entrare nella UE.
La mancanza di una lobby , il giorno del ricordo è semplicemente una piccola riparazione , più simbolica e sentimentale che non politica , di quella tragedia.
CLAUDIA CONTE, TI AMO!