
Originariamente Scritto da
Mitteleuropeo
Concordo, ma vorrei fare un distinguo tra quelli che hai elencato:
1. Cina: io li vedo ancora schizofrenici: comunismo ufficiale a Pechino e amerikanizzazione selvaggia a Shanghai, il tutto condito da salsa mafiosa e corrotta.
2. India: avamposto del turboliberalismo merikano. Ci ho vissuto e lavorato, quelli hanno una coscienza sociale puramente thatcherista. I salari devono rimanere bassi, affinchè la classe alta possa rimanere abbastanza ricca da poter assumere gente della classe media, che a loro volta devono pagare poco la gente della classe bassa ("Wanderer, kommst du nach Bombay...", mio saggio che sarà pubblicato a fine 2007).
Per i poverissimi non resta altra soluzione che fare tanti figli, dato che non hanno nulla da perdere: se guadagni 10 rupie e ti sposi, hai 5 rupie, se hai due figli, hai 2,5 rupie, quindi ci pensi se procreare. Se hai zero rupie, che tu sia solo o con 10 figli, avrai sempre zero rupie, dato che 12 x 0 = 0 (ibid.). Il modello indiano prevede lo sfruttamento delle classi deboli a favore dell' arricchimento della classe imprenditrice, nella speranza che questa possa assumere. E se decide da oggi a domani di vivere di rendita e non assumere più nessuno? Credimi, quelli sono pericolosi, difenderanno il capitalismo anche quando sarà morto l' ultimo capitalista degli USA.
3. Russia: finora in politica interna se la cavano maluccio, con al potere quelli che hanno acquistato proprietà statale per 2 soldi, grazie alle amicizie con i loro compari komunisti. Comunque, vedo la Russia già molto più disponibile ad un discorso intellettuale alternativo, una volta risolti certi problemi interni (corruzione, differenze sociali, impermeabilità delle classi sociali, miseria ed assenza di qualsiasi stimolo in provincia). Per ora, se indaghi su certe cose, non avrai vita lunga in Russia
4. Brasile: ecco, lì vedo realmente il potenziale per cambiare. La massa critica c'è, Lula è prudente, fa piccoli passi per non attirarsi sanzioni estreme, esiste una classe media colta, aperta ed intelligente capace di dare una svolta che coinvolga anche altri paesi.
Poi, qualcosa mi dice che, una volta al potere la Royal e caduta la Grosse Koalition, l' asse Parigi-Berlino potrebbe rivelarsi il motore europeo per certi cambiamenti. Last but not least, non dimentichiamoci Zapatero!