"Deciso a forzare la collettivizzazione delle campagne, Stalin prese di punta le zone agricole...ma sopratutto la fertile Ucraina dove la resistenza dei contadini si saldava con il nazionalismo. Per i villaggi, che ogni anno dovevano consegnare una parte del raccolto allo Stato, furono fissate quote altissime, proprio in un periodo di raccolti magri.
Di fronte al mancato rispetto delle quote, Stalin inviò la polizia politica a requisire l'intero raccolto. "Arrivavano e cercavano dapertutto e si portavano via anche il cibo cotto nelle pentole...per una spiga di grano si veniva fucilati sul posto"...interi villaggi vennero cancellati. Quando anche l'ultimo abitante era morto, issavano una bandiera nera, e qualcuno veniva a seppelire i morti.
"Uccidemmo i gatti, cucinammo i cani; poi le persone cominciarono a mangiarsi fra di loro....ero andata a cercare pane e ho visto tutti che correvano...c'era un mucchio di gambe e braccia buttate nel catrame. Poi è saputo che una donna è stata arrestata perchè vendeva salame di carne umana"
Le statistiche sovietiche parlano di 3,3 milioni di morti nella sola Ucraina. Ora le cime più realistiche parlano di una cifra fra i 7 e i 10 milioni.




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