Dopo il caso nato dal documentario «Uccidete la democrazia»
Deaglio indagato dalla procura di Roma
Il direttore di Diario accusato di «diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico»
Enrico Deaglio (Ansa)
ROMA - Enrico Deaglio, direttore del settimanale Diario autore del documentario «Uccidete la democrazia», è indagato dalla procura di Roma per diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico. Il caso denunciato nel film, con i presunti brogli durante le ultime elezioni politiche, era esploso nei giorni scorsi. Subito dopo avergli comunicato che assumeva la veste di indagato, Deaglio è stato informato dai magistrati che l'interrogatorio veniva sospeso e che prossimamente dovrá presentarsi in Procura accompagnato da un difensore.
LA TESI NON REGGE - A determinare l'assunzione della veste di indagato da parte di Deaglio è stata la convinzione dei magistrati, i quali hanno affermato che il meccanismo da lui descritto nel film, che non sará sequestrato, è il fatto che la tesi da lui sostenuta per parlare di eventuali brogli non regge perchè la proclamazione degli eletti in caso di elezioni viene proclamata dalla Cassazione solo attraverso materiale cartaceo, e non attraverso sistemi informatici.
«ACCUSA DA ANNI '60» - «Mi sembra una accusa da anni '60». Così Enrico Deaglio ha commentato l'iniziativa della procura di indagarlo. «Sono stato indagato - ha detto - sulla base del presupposto che è impossibile manipolare i dati sulle elezioni a livello informatico». Il direttore di Diario ha aggiunto poi che per il pm «il meccanismo di procedura elettorale non è manipolabile perchè la Cassazione proclama il risultato delle elezioni solo tramite cartaceo. E il cartaceo è impossibile da modificare».
28 novembre 2006
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Ma io mi chiedo, un giornalista a quel livello non sapeva che la cassazione basava la proclamazione solo su materiale cartaceo?





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