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  1. #1
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    Predefinito Non islamizziamo la nostra società. Le Parlamentari di Forza Italia: No alla poligami


    La legge sulla liberta' religiosa, in discussione nella I commissione alla Camera dei Deputati, non puo' prevaricare il rispetto delle nostre tradizioni culturali e dei nostri valori etici".
    Lo sostengono le Parlamentari di Forza Italia fondatrici dell'associazione ‘Valori e Liberta', Isabella Bertolini, Patrizia Paoletti Tangheroni, Laura Bianconi, Gabrilella Carlucci e Simona Licastro.
    Ci auguriamo che il testo della proposta di legge sulla liberta' religiosa non venga stravolto, al punto da aprire le porte alla poligamia ed al riconoscimento incondizionato di quei precetti dell'islam contrari alla nostra cultura, ed in alcuni casi anche alle nostre leggi.
    Non e' concepibile che durante la celebrazione del matrimonio islamico in Italia - continuano le Parlamentari - si ometta la lettura di quegli articoli del nostro codice civile che impongono ad entrambi i nubendi di applicare alla loro vita familiare una serie di precetti volti al rispetto della parita' coniugale e alla fedelta' reciproca, obbligando entrambi all'educazione della prole e al mantenimento della famiglia.
    Siamo profondamente contrarie - concludono le esponenti dell'associazione - all'audizione dell'UCOII, prevista in Commissione Affari Costituzionali, poiche' tale organizzazione combatte la civilta' ed i valori dell'Occidente, disconosce il diritto di Israele all'esistenza e ne predica la distruzione, legittima i terroristi suicidi palestinesi.
    I membri di questa organizzazione propongono una visione della famiglia non paritaria, immorale e a totale discapito dei diritti della donna all'interno della famiglia.


  2. #2
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    Ma le femministe dove sono??
    Come si può essere a favore dell'islam che riduce la donna alla schiavitù e allo stesso tempo essere femministe ed aver fatto il '68?
    Questo lo voglio proprio sapere...(ma dubito qualche donzella sessantottina mi risponderà....).

    Qui mi sembra che siamo noi che ci dobbiamo adeguare ai mussulmani e non loro a noi! A questi se gli dai un dito si prendono tutto il braccio!

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da lupin Visualizza Messaggio
    Ma le femministe dove sono??
    Come si può essere a favore dell'islam che riduce la donna alla schiavitù e allo stesso tempo essere femministe ed aver fatto il '68?
    Questo lo voglio proprio sapere...(ma dubito qualche donzella sessantottina mi risponderà....).

    Qui mi sembra che siamo noi che ci dobbiamo adeguare ai mussulmani e non loro a noi! A questi se gli dai un dito si prendono tutto il braccio!
    Purtroppo la condizione in cui oggi si trova la "donna italiana" costretta al doppio lavoro (quello fra le pareti domestiche e quello fuori... e non sempre il secondo è così gratificante!) è il risultato delle "rivendicazioni" di quelle suffragette sessantottine imbevute di spseudo ideologie sinistrorse che, incapaci di assumersi delle responsabilità e, incapaci di riconoscere i loro propri sacrosanti diritti, hanno voluto imporre a tutto il resto del genere femminile la loro distorta visione del mondo! Il risultato, purtroppo, è lo sfacelo etico culturale delle nuove generazioni, è un dilagante relativismo dei valori, è una società che ce la mette tutta per distruggere se stessa!!

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da AvvenireAzzurro Visualizza Messaggio

    La legge sulla liberta' religiosa, in discussione nella I commissione alla Camera dei Deputati, non puo' prevaricare il rispetto delle nostre tradizioni culturali e dei nostri valori etici".
    Lo sostengono le Parlamentari di Forza Italia fondatrici dell'associazione ‘Valori e Liberta', Isabella Bertolini, Patrizia Paoletti Tangheroni, Laura Bianconi, Gabrilella Carlucci e Simona Licastro.
    Ci auguriamo che il testo della proposta di legge sulla liberta' religiosa non venga stravolto, al punto da aprire le porte alla poligamia ed al riconoscimento incondizionato di quei precetti dell'islam contrari alla nostra cultura, ed in alcuni casi anche alle nostre leggi.
    Non e' concepibile che durante la celebrazione del matrimonio islamico in Italia - continuano le Parlamentari - si ometta la lettura di quegli articoli del nostro codice civile che impongono ad entrambi i nubendi di applicare alla loro vita familiare una serie di precetti volti al rispetto della parita' coniugale e alla fedelta' reciproca, obbligando entrambi all'educazione della prole e al mantenimento della famiglia.
    Siamo profondamente contrarie - concludono le esponenti dell'associazione - all'audizione dell'UCOII, prevista in Commissione Affari Costituzionali, poiche' tale organizzazione combatte la civilta' ed i valori dell'Occidente, disconosce il diritto di Israele all'esistenza e ne predica la distruzione, legittima i terroristi suicidi palestinesi.
    I membri di questa organizzazione propongono una visione della famiglia non paritaria, immorale e a totale discapito dei diritti della donna all'interno della famiglia.


    Mi sembra proprio che il problema non si pone.
    Dalla liberta' religiosa non discende nessuna facolta' di violare le leggi.

    Il 'matrimonio islamico' o contiene in se' anche il matrimonio civile, come i matrimoni concordatari nelle chiese cattoliche, e allora comporta l'adesione alle leggi italiane vigenti, o e' una cerimonia religiosa 'libera' che non ha nessuna conseguenza civile e legale.

    Piuttosto mi chiedo che bisogno ci sarebbe di una nuova legge sulla liberta' religiosa. Questa liberta' non e' gia' completamente riconosciuta e attuata?

  5. #5
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    dalle onorevoli azzure e dal clone del forum non ci potevamo aspettare che leggessero la legge in discussione e la capissero...

  6. #6
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    Già ieri postavo le cazzate che scrivono i bananas


    citando un articolo di magdi allam in cui non si capiva un cazzo perchè non specificava nè nomi nè niente

    Diceva molto vagamente che si sta discutendo in parlamento una legge sulla libertà religiosa e su richiesta di questa associazione islamica, è stata avanzata la proposta di legalizzare la poligamia


    Invece di credere alle sparate, sarebbe meglio porsi delle domande

    1 La proposta della poligamia è arrivata in parlamento o è solo parte delle richieste di questa associazione che non ha nulla a che vedere con la politica???

    2 se sì, chi sta discutendo questa legge???

    3 in ogni caso la poligamia sarebbe anticostituzionale quindi anche se venisse fatta una proposta di legge del genere, non potrebbe essere applicata quindi sarebbe solo un modo per far parlare di sè


    4 questo magdi allam è proprio uno stronzo che ha capito come funziona il giornalismo italiano:

    notizie confuse, non troppo specificate così il lettore poco attento legge quello hce vuole sentire ovvero

    PRODI STA PER LEGALIZZARE LA POLIGAMIA PER FARE UN FAVORE AI MUSULMANI

  7. #7
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    volevo partire pure io proprio dall'articolo di allam di lunedì che non ha un senso. Non capisco perchè le betulle a libro paga dei servizi sono radiate e il muslim, sempre ben pagato, invece può fare ciò che vuole.
    Cmq riposto l'articolo perchè cmq è inerente al 3d:

    Najat e Yamna, le due mogli Poligamia e violenza a Roma
    Il marito, egiziano, è sparito con due dei sei figli
    di
    Magdi Allam



    a prima moglie si è rivolta a un centro anti- violenze per denunciare le gravi lesioni fisiche subite in parti vitali del proprio corpo e poi il sequestro dei due figli minori. La seconda moglie è fuggita con i suoi due figli e si è rifugiata in un centro di accoglienza per donne in difficoltà. Lui è egiziano, loro sono marocchine, in tutto sei figli, nati in Italia. Una tragica storia di poligamia, violenza, miseria e disperazione. Succede a Roma. Ma sono numerosi i casi simili nel nostro Paese. Proprio mentre il Parlamento si appresta a varare una legge sulla libertà religiosa che di fatto legittima il matrimonio islamico. Najat Hadi aveva 26 anni quando nel 1987 venne a Roma per turismo: «Mi ero concessa una vacanza. Da dieci anni lavoravo come governante all'Hotel Sahara di Agadir, un albergo a 5 stelle. Economicamente stavo bene. Ci siamo conosciuti a un bar. Lui mi ha fatto la corte e mi ha detto che insieme avremmo fatto una bella vita. Abdel Ati Ali Keshk, più grande di quattro anni, diplomato in ragioneria, faceva il pizzaiolo. Gli ho creduto e ci siamo sposati». Il matrimonio si celebrò nella moschea di via Bertoloni gestita all'epoca dall'imam egiziano Ismail Nur El-Din: «L'imam aveva provveduto ai due testimoni, suo figlio e un suo amico. Poi ci recammo all'ambasciata egiziana e, sempre alla presenza di due testimoni, il matrimonio fu lì registrato.
    Poi il certificato fu tradotto in italiano e fatto registrare all'Anagrafe di Roma». All'inizio il sodalizio funzionava abbastanza bene: «Ma presto insorsero dei problemi. Non voleva assolutamente che io potessi rendermi autonoma guadagnando dei soldi. Si divertiva, perfino con i nostri bambini, a farsi implorare perché ci desse i soldi. Quando li concedeva, era come se ci facesse l'elemosina. In 19 anni sono andata una sola volta a trovare i miei familiari in Marocco. Mio padre è morto sei anni fa e lui non mi ha permesso di partecipare ai funerali». Che si trattasse di un pretesto è evidente dal fatto che i soldi per andare in Egitto li trovava sempre: «Lui è di Damanhur, vicino ad Alessandria. Ci siamo andati spesso. Vi ho pure soggiornato per anni. La mia primogenita Fatema vi ha fatto le elementari. Lui insisteva perché stessi il più a lungo possibile in Egitto. Diceva che in tal modo i figli, tutti nati in Italia tranne Mariam, sarebbero cresciuti secondo i precetti della religione islamica e la consuetudine della società araba. Di fatto ci aveva segregato in Egitto, nell'appartamento dei suoi genitori, mentre lui viveva stabilmente in Italia». Non trascorse molto prima che Abdel Ati mostrasse il suo volto violento: «Bastava un nulla perché lui mi picchiasse con una ferocia illimitata. Mi ha ripetutamente preso a calci e a pugni, mi ha sbattuto la testa per terra, mi ha colpito con tale accanimento da perforarmi l'orecchio. La prima volta che fui ricoverata al Pronto Soccorso avevo una ferita alla testa e gli occhi insanguinati. Mi ha abbandonata lì da sola. Mi hanno messo dieci punti in testa. Poi mi ha costretta a ritirare la denuncia, minacciando di portarmi via i bambini. E una volta dimessa fui indotta a sottomettermi alla sua volontà, tornai in Egitto e ci rimasi per sei mesi. Fu al ritorno a Roma che scoprii la ragione di tanta insistenza e violenza: l'ho trovato insieme a una prostituta polacca. I miei vicini mi dissero che aveva trasformato la casa in un bordello. Lui non si scompose: "Visto che non c'eri, avevo bisogno di altre donne". Eppure sono stata costretta a perdonarlo per poter far rientrare dall'Egitto i miei figli». Poi c'è stata una sorta di redenzione: «Nel 1995 mio marito andò in pellegrinaggio alla Mecca. Mi disse che voleva cambiare vita. Cominciò a pregare. Io gli credetti. Intanto era nata Mariam, a cinque anni di distanza da Mouhamed. Nel 1999 nacque il quarto figlio, Abdel Rahman. In Egitto ordinò al padre di requisire tutti i nostri passaporti.
    Quando mi ribellai, suo padre e sua sorella mi picchiarono. Fu lì che mio marito mi lacerò i seni con un bastone appuntito». L'illusione svanì definitivamente nel 2001: «Quell'anno sposò Yamna Oukhira, aveva 35 anni, era anche lei marocchina. Lo scoprii tornando dall'Egitto. Lui l'aveva portata a casa nostra mentendo a entrambe. Io le dissi: "Che ci fai a casa mia?". Lei con fare sicuro: "Io sono sua moglie". Ribattei: "Ma lo sai che ha già 4 figli?". Lei sgomenta: "No". Le ordinai: "Tu devi andare via da questa casa. Non c'è spazio. C'è una sola camera dove dormo io con i quattro figli. Se siete sposati secondo il rito islamico, allora deve trovarti un'altra casa". Finii all'Ospedale Gemelli per un esaurimento nervoso: sono stata troppo male, avevo la febbre e ho tremato in continuazione per venti giorni. Ma anche stavolta l'ho perdonato per i miei figli. Alla fine Yamna è scappata con i due figli avuti con Abdel Ati, Ahmed e Zeinab. Ha trovato rifugio in una Casa di accoglienza per donne vittime di violenza familiare». Lo scorso 26 settembre, mentre Najat e i figli si trovavano nella moschea Al Houda di Centocelle per consumare il pasto offerto in occasione del Ramadan, il marito arrivò e si portò via i figli minori, Mariam e Abdel Rahman: «Sono disperata. Non riesco più a dormire. Vi supplico, aiutatemi a riaverli». Sembra che Abdel Ati sia fuggito in Egitto, forse insieme ai figli. Del caso si sta occupando l'Acmid- Donna, l'Associazione delle donne marocchine in Italia, la cui presidentessa Souad Sbai ha promosso un'azione legale a sostegno di Najat. Ma il problema della poligamia non si esaurisce in singoli casi umani ancorché drammatici. Si tratta di una minaccia seria all'istituto della famiglia monogamica su cui si regge la civiltà occidentale. E che paradossalmente trova conforto nella proposta di legge all'esame del Parlamento, denominata «Norme sulla libertà religiosa e abolizione della legislazione sui culti ammessi», il cui articolo 11 afferma che il ministro di culto islamico non sarà tenuto a pronunciare, durante il rito in moschea, gli articoli del codice civile sulla parità di diritti e doveri tra marito e moglie (143, 144 e 147 del codice civile), «qualora la confessione abbia optato per la lettura al momento della pubblicazione». Così come sorprende il fatto che interi passaggi dell'articolo 11 corrispondano a quelli contenuti nella bozza d'Intesa con lo Stato redatta dall'Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), in cui si chiede la legittimazione della poligamia che, non a caso, caratterizza lo status familiare di diversi dirigenti dell'Ucoii. Allora, ministro delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini, diamo una mano a Najat perché riabbia i figli sequestrati dal padre, ma occupiamoci tutti insieme della minaccia insita nell'istituto della poligamia che insidia la nostra civiltà.




    27 novembre 2006

  8. #8
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    Infatti mi spiegate cosa vogliono dire le ultime righe??

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Airbus A-380 Visualizza Messaggio
    Infatti mi spiegate cosa vogliono dire le ultime righe??
    Secondo me Allam c'ha visto più lontano di altri in questa vicenda.
    Sta mettendo le mani avanti. Quando si tratterà di rimettersi a parlare di coppie di fatto, PACS et similia sarà necessario che qualcuno si preoccupi di stabilire dei "limiti" o comunque dei criteri interpretativi dell'art. 2 della Costituzione.

    E' questo il passaggio fondamentale per dare riconoscibilità giuridica alle famiglie "atipiche", nell'ambito delle "formazioni sociali" meritevoli di tutela, ed Allam ha fatto capire che questo allargamento interpretativo non può essere di portata tale da consentire *OGNI TIPO* di "formazione sociale", altrimenti si rischia di far decadere il limite dell'ordine pubblico che vieta il riconoscimento in Italia del matrimonio poligamo contratto all'estero (pur mantenendo il divieto in Italia del matrimonio poligamo).

    PS il mio vuole essere un discorso strettamente giuridico, senza l'intenzione di innescare alcun flame su PACS coppie di fatto ecc.

  10. #10
    VELTRONI DIMETTITI!
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    Il muslim-betulla non radiato sbaglia su tutto. Lui sostiene che la legge in discussione possa permettere l'introduzione della poligamia in Italia. Semplicemente non esiste e, as usual, il Nostro 007 usa strumentalmente le notizie per attizzare le persone.
    Vediamo di capire. intanto il cp prevede il reato di bigamia e non credo che nessuno voglia abrogare questa norma in quanto è uno dei tanti pilastri su cui si fonda l'uguaglianza uomo donna. E' impossibile derogare a questa norma anche perchè l'italia è vincolata, a livello internazionale, al rispetto di questi diritti.
    L'articolo 11 prevede, molto sinteticamente, che le relgioni diverse dalla cattolica (e quelle che non hanno già intese con lo stato) possano celebrare matrimoni con effetti civili davanti al rappresentante della loro religione. Però, e il caro Magdi non dice nulla su questo, il religioso (l'imam perchè il problema è per l'islam) deve portare a conoscenza delle due persone che la loro unione civile ha doveri e diritti. L'ufficiale dello stato civile poi deve accertarsi che l'unione sia conforme alla normativa vigente e deve dare il nullaosta.
    Mi sembra che la paura della poligamia sia solo ed unicamente strumentale.

 

 
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