





la satira e' satira, la diffamazione e' diffamazione.
la prima non e' perseguibile, la seconda si.
poi satireggiando puoi valicare il limite. nel caso della vignetta di forattini mi sembra -alla luce delle vicende gargamella / piccolo puffo / medio puffo / grande puffo/ - che non si trattasse tanto di satira, quanto di uno degli elementi che ritroviamo identici in telekom serbia, con pseudonimi tipo mortad., cicogna e ranocchio, ovvero il tentativo di distruggere l' immagine del gruppo dirigente del CS
vedi, voi bananas siete spiazzati inesorabilmente da Internet. voi dimenticate, e siete convinti che anche gli altri dimentichino. invece non solo gli altri ricordano, ma trovano in rete supporto documentale per tutti i ricordi.








Uno che SI E' VENDUTO a Berlusconi è meno Udm secondo te di chi ironizza sui malanni del suddetto Berlusconi? mah non saprei
"vostri"?
a parte che te l'ho già spiegato, se durante la campagna elettorale magari Berlusconi non FINGEVA di avere la sciatica gli credevano tutti quanti, dal primo fascio all'ultimo rosso... io sono convinto che sia svenuto davvero, ma se ad alcuni vengono dubbi non mi sorprende... ognuno ragiona come gli pare




Si vede che non leggi giornali come il Corriere, che ha spesso vignette che prendono in giro, anche in modo graffiante, il governo e la maggioranza, senza alcun ossequio particolare, così come Forattini, ai tempi, menava fendenti a destra e sinistra, con uguale spiritosa e graffiante efficacia.
Il problema è che se vuoi essere vignettista in un giornale con una grande tiratura, le tue vignette devono essere spiritose, per incentivare all'acquisto.
Ma se non fai più ridere, la direzione del giornale non ti vuole più e devi smettere oppure accontentarti di un quotidiano marginale.
Questo è proprio quello che è accaduto a Forattini: ha smarrito l'ispirazione e non l'ha più ritrovata, ed è stato rimpiazzato da più giovani e brillanti colleghi.
E' il mercato, non c'è niente da fare.


Si può, si può. Basta compilare un apposito modulo e inserire le motivazioni.
Ma se uno annuncia querele e poi non le mette in atto, cavoli suoi, non può mettersi a piangere.
E non si venga a dire che è colpa dei magistrati, visto che proprio ultimamente hanno dato l'ennesima prova di non guardare in faccia a nessuno, nemmeno a sentenze di altri magistrati, con la vicenda SME.