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Andrea I Nemesi
La mia opinione è che stai distinguendo due fila del Conservatorismo odierno: un Conservatorismo evidente, "neocon", occidentalista fino quasi alla superficialità, e un Conservatorismo limitato a pochi, che si ricollega a tradizioni e a lotte ben fuori dal politically correct, e che suscitano non poche polemiche al giorno d'oggi.
Ribadisco Andrea. Non sono IO ma un filone ben definito a cui faccio esplicito riferimento. Ti risparmio i nomi che ho già citato. Il "conservatorismo limitato a pochi" è semplicemente quello che prende in considerazione TUTTO il fenomeno e non si limita a inquadrare solo gli ultimi protagonisti. Essere un conservatore non significa tifare per le bombe di Bush, ma sedere nel 1789 tra i banchi della destra legittimista, lottare in Vandea, combattere per Franco tra le fila carliste, ecc...
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Originariamente Scritto da
Andrea I Nemesi
In effetti sono perplesso anch'io. Forse distingui le personalità dagli Ideali, o più probabilmente dalla massa di crimini che essi hanno commesso? Su Franco e Pinochet gravano molte accuse, alcune delle quali è difficile smentire... Anche se sono pronto ad ammettere che non esiste Ideale che abbia causato morti, e probabilmente non esisterà mai (perfino il Cristianesimo l'ha fatto...).
Non disgiungo le persone dagli ideali e torno a sottolineare che in particolari momenti d’emergenza un regime autoritario (che alla fine del suo compito favorisca la transizione verso la democrazia come è avvenuto negli esempi ILLUMINATI di Franco e Pinochet) è quantomai necessario. Proprio tra conservatori non si può fare esercizio di politicamente corretto. O non vorrai mica disprezzare Pinochet e lodare le “anime belle” neocon che non si sporcano le mani di sangue solo perché chiedono ad altri di farlo?
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Andrea I Nemesi
Scusa se m'intestardisco sulla mia "pagliuzza"... Capisco la tua simpatia per i Sudisti (c'è un po' anche da parte mia): ma come si concilia con l'americanismo? A quanto mi pare di capire, non si concilia e basta... Ma non è una contraddizione?
Non è affatto una contraddizione Andrea. Il punto è separare la prospettiva storico-culturale dal realismo politico. Esempio: se fossi stato presente avrei sparato contro i garibaldini, ma i Briganti hanno perso e per quanto ora mi dica filoborbonico non voglio certo spaccare la mia amatissima Patria. Che si sarebbe unita solo grazie ai Savoia? Non è affatto scritto: la Storia può seguire mille traiettorie. Quindi bisogna mediare tra le due tendenze: in quanto borbonico e italianissimo voglio solo che il mio Paese sia una somma di forti identità territoriali. Sia insomma ultrafederalista. Applica lo stesso discorso ai sudisti...
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Andrea I Nemesi
"Casualità"? :confused:
Nota sarcastica. Non è affatto “casuale” che i filoni storici a cui ho fatto riferimento(vandeismo, sudismo, insorgentismo...) convergano tutti nella difesa della Tradizione Cristiana. Respinti & C. non fanno altro che raccontare il loro intrinseco legame.
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Certo, dato il tema mi sarebbe piaciuto leggere qualche risposta in più...
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Italianhawk83
Non è affatto “casuale” che i filoni storici a cui ho fatto riferimento(vandeismo, sudismo, insorgentismo...) convergano tutti nella difesa della Tradizione Cristiana.
Noto che certi cosi non hanno cambiato. Dal principio del partito repubblicano, c'erano i democrats dandoci di "fanatici religiosi," primo perche i repubblicani erano contro la schiavitu', e allora perche siamo contro l'aborto. Non c'e' niente di nuovo sotto il sole.
"Abolition proper is founded on moral frenzy and religious fanaticism; and negating all law save that of a morbid imagination, all science save that of a diseased fancy, and all government save that of a prejudiced and infuriated mob, looks forward to the social and political equality of the negro with the white man..."
John Townsend
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Originariamente Scritto da
Italianhawk83
Ribadisco Andrea. Non sono IO ma un filone ben definito a cui faccio esplicito riferimento. Ti risparmio i nomi che ho già citato. Il "conservatorismo limitato a pochi" è semplicemente quello che prende in considerazione TUTTO il fenomeno e non si limita a inquadrare solo gli ultimi protagonisti. Essere un conservatore non significa tifare per le bombe di Bush, ma sedere nel 1789 tra i banchi della destra legittimista, lottare in Vandea, combattere per Franco tra le fila carliste, ecc...
Parlando di te mi riferivo al filone del conservatorismo che segui, che senza dubbio è coerente fino in fondo, ed ha il pregio di essere un Ideale storico... Noto che molti affiliati a questo Ideale si sono macchiati di sangue: certo, in fondo, chi non l'ha fatto? Alcuni atti di crudeltà però mi sembrano un po' ingiusitificati.
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Non disgiungo le persone dagli ideali e torno a sottolineare che in particolari momenti d’emergenza un regime autoritario (che alla fine del suo compito favorisca la transizione verso la democrazia come è avvenuto negli esempi ILLUMINATI di Franco e Pinochet) è quantomai necessario. Proprio tra conservatori non si può fare esercizio di politicamente corretto. O non vorrai mica disprezzare Pinochet e lodare le “anime belle” neocon che non si sporcano le mani di sangue solo perché chiedono ad altri di farlo?
Bush e gli altri si sporcano le mani di sangue ordinando le guerre. D'altro canto, ripeto, sarebbe ipocrito fare una distinzione tra "colpevoli" e "innocenti", perchè nella Storia ben pochi sono gli innocenti, soprattutto tra coloro che combattono per un Ideale. Concordo sul fatto che la democrazia non sempre basta... Le Monarchie Illuminate del '700 hanno la mia piena ammirazione, ad esempio; probabilmente senza di loro non si sarebbe giunti alla libertà odierna (e penso che è meglio la Falange di Franco che l'anarchia repubblicana). Insomma, l'unica cosa su cui non sono d'accordo è la presa a modello di certe personalità che hanno aspetti alquanto discutibili. A meno, ovviamente, che non mi porti prove del contrario.
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Non è affatto una contraddizione Andrea. Il punto è separare la prospettiva storico-culturale dal realismo politico. Esempio: se fossi stato presente avrei sparato contro i garibaldini, ma i Briganti hanno perso e per quanto ora mi dica filoborbonico non voglio certo spaccare la mia amatissima Patria. Che si sarebbe unita solo grazie ai Savoia? Non è affatto scritto: la Storia può seguire mille traiettorie. Quindi bisogna mediare tra le due tendenze: in quanto borbonico e italianissimo voglio solo che il mio Paese sia una somma di forti identità territoriali. Sia insomma ultrafederalista. Applica lo stesso discorso ai sudisti...
Ecco un punto di distacco. Io non sono ultrafederalista. Chiamatemi come volete, ma sono rimasto agli Stati Nazionali, alle Madri-Patrie dell'800: ho paura che ogni tentativo di federalismo possa arrivare, alla lunga, a smembrare la Nazione in piccoli staterelli che si troverebbero disuniti e deboli di fronte ai problemi più grandi del nostro tempo.
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Nota sarcastica. Non è affatto “casuale” che i filoni storici a cui ho fatto riferimento(vandeismo, sudismo, insorgentismo...) convergano tutti nella difesa della Tradizione Cristiana. Respinti & C. non fanno altro che raccontare il loro intrinseco legame.
OK; non avevo capito a cosa ti riferissi.
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Anche io sono filo sudista, per quanto riguarda la guerra di secessione americana...come filo inglese durante la rivoluzione americana.
Lo stesso generale Lee, comandante supremo dell'esercito confederato finita la guerra si dedicò all'insegnamento e sollecitò la riapacificazione.