Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: stravince Chavez!!!

  1. #1
    Il Patriota
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    Thumbs up stravince Chavez!!!

    Un'altra sconfitta per Mr.Pericolo» Trionfo di Chavez: «Lezione agli imperialisti» Il presidente rieletto con largo margine. Secondo gli ultimi dati, ha ottenuto il 61% dei voti

    Chavez festeggia la vittoria
    CARACAS - Hugo Chavez è stato rieletto presidente del Venezuela con un largo margine. Con l'80% delle schede scrutinate, l'ex colonnello dei parà ha ottenuto il 61% dei voti contro il 38% dello sfidante, Manuel Rosales, che ha dapprima denunciato irregolarità e poi ha ammesso la sconfitta. «Abbiamo dato un'altra lezione di dignità agli imperialisti, è un'altra sconfitta per l'impero di Mr.Pericolo», ha dichiarato Chavez ai sostenitori festanti usando uno dei nomi con cui irride a George W. Bush. Chavez ha poi dedicato la sua vittoria al leader cubano Fidel Castro.

    L'ALTRO CANDIDATO - «Riconosciamo che oggi ci hanno battuti, ma continueremo la lotta», ha detto dal canto suo Rosales, 53 anni e 10 figli, che ha ottenuto il sostegno delle classi media e superiore. Chavez ha già vinto le elezioni nel 1998 e nel 2000, ma se i dati fossero confermati questo sarebbe il suo miglior risultato elettorale.

    GLI USA - Per Washington la rielezione del leader populista che ha voluto dedicare il suo trionfo a Fidel Castro rappresenta un altro brutto colpo dopo i successi di tre esponenti della sinistra latino americana nelle ultime cinque settimane: Rafael Correa in Ecuador, Luiz Inacio Lula da Silva in Brasile e Daniel Ortega in Nicaragua.
    04 dicembre 2006

  2. #2
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    Il dodicesimo trionfo elettorale di Chávez, il più chiaro e monitorato di tutti, ma soprattutto il discorso politico con il quale gli ha conteso la presidenza Manuel Rosales, un Achille Lauro venezuelano, testimoniano che l'agenda politico-economica latinomericana è definitivamente cambiata e che nessuno può più vincere elezioni proponendo liberismo economico.

    CARACAS - Bisogna vederlo il popolo venezuelano festeggiare. Nel metro di Caracas un anziano sulla settantina, in testa un improbabile cappellino con il volto del Che, che copre una pelata color carbone, stringe il braccio di sua moglie. Gli occhi le brillano di felicità. Tiene a bada una nipotina minuscola, 3-4 anni, anche lei in camiciola rossa, rojo-rojita come direbbe il Presidente. Festeggiano Chávez, il loro Presidente. Vanno verso un cerro, un ranchito, una favela. Questi anni bolivariani hanno dato loro salute, educazione, ma soprattutto una cosa che gli esclusi di questo paese non avevano mai avuto prima: partecipazione, il sentirsi parte di un progetto di paese, la speranza di non essere più esclusi. Non è più il calvinista sogno americano dell’individualismo neoliberale, è l’essere parte di un progetto di paese solidale.

    In America Latina, nel giro di sette giorni, per due volte i candidati delle destre, Noboa in Ecuador e Rosales in Venezuela, appoggiati dagli Stati Uniti, dal neocolonialismo spagnolo del Grupo Prisa e dal sistema mediatico mondiale, si sono fermati alla metà dei voti dei loro avversari di sinistra, Chávez e Correa. È un disastro matematico. Tra dittature militari e neoliberismo in mezzo secolo le società latinoamericane hanno raddoppiato il numero di esclusi. Questi sono passati da un terzo a due terzi e oggi non credono più alla retorica del neoliberismo fallito. Nessuno sano di mente crede più alla balla, ancora oggi ripetuta da eminenti cattedratici nel nord del mondo, per la quale chiudere scuole e ospedali e ridurre le tasse ai ricchi sia la miglior maniera di aiutare i poveri. Ancora ieri il Fondo Monetario Internazionale ordinava di chiudere scuole e mense infantili. I governanti eseguivano; più impresa e meno stato, più precarietà e meno servizi pubblici, più privatizzazioni e più poveri. Chi non ricorda autocrati come Alberto Fujimori, Carlos Ménem, Carlos Andrés Pérez? Tutti furono eletti con voti di sinistra –Pérez fu perfino vicepresidente dell’Internazionale Socialista (sic!)- ma tutti, in politica economica e non solo, non si distinguevano da Augusto Pinochet, che l’inferno non gli sia lieve.

    CAMBIO NEL LINGUAGGIO POLITICO Il ventennio neoliberale, per il quale il genocidio delle dittature fu necessario e propedeutico, è finito. Ed è finito il 3 dicembre 2006 con Manuel Rosales. Se infatti fino allora la parte sinistra di sistemi politici bipolari, per vincere si vedeva obbligata a parlare ed operare come la destra, da oggi è quest’ultima a parlare (operare chissà) cercando di imitare un discorso politico di sinistra.

    Manuel Rosales, il candidato delle destre sconfitto in maniera durissima da Hugo Chávez ne è un perfetto esempio. E’ un golpista dell’11 d’aprile 2002, uno che si fece fotografare con l’effimero dittatore Carmona nel palazzo di Miraflores. Ma il suo discorso è stato depurato da qualunque parola d’ordine della destra economica. Gli spin doctors mandati dagli Stati Uniti lo hanno trasformato in un socialdemocratico, uno statalista impresentabile per la buona società che si riunisce a Davos. Gli editoriali dei quotidiani di destra, dall’Universal al Nacional, sono pieni di affermazioni paradossalmente pietose: “è insopportabile che in Venezuela ci sia un terzo di popolazione in estrema povertà”. Peccato che lo scoprano solo adesso e soprattutto dimentichino che prima di Chávez in povertà estrema vivevano due terzi dei venezuelani. Oggi sono dimezzati e sono protagonisti della democrazia partecipativa che è nella Costituzione del paese.

    Anche se Rosales si presenta come un moderno socialdemocratico che prende i voti della destra golpista, la differenza tra Chávez e Rosales resta abissale. Mentre dal basso il movimento bolivariano usa lo stato, e soprattutto l’impresa pubblica petrolifera PDVSA, per generare diritti, inclusione e sviluppo, il programma di Rosales prometteva di usare lo stato per creare un clientelismo che ricorda da vicino quello della destra monarchica di Achille Lauro, che regalava ai sottoproletari napoletani la scarpa destra prima delle elezioni, con la promessa che la scarpa sinistra sarebbe stata consegnata ad elezione avvenuta. Il punto centrale del programma sociale di Rosales, “Mi negra” -già il nome è indiscutibilmente razzista- ha distribuito in piena campagna elettorale 2.5 milioni di carte di credito –la scarpa destra- a cittadini poveri. La carta di credito sarebbe stata attivata -scarpa sinistra- ad elezione di Rosales avvenuta. Questa avrebbe concesso ai poveri l’inalienabile diritto umano a diventare clienti di banche private, e avrebbe girato direttamente nelle loro tasche i soldi che sarebbero serviti per pagare i servizi privatizzati che oggi con Chávez ricevono gratuitamente.

    Ci vuole molto cinismo per accusare Chávez di assistenzialismo per aver dato impulso alla costruzione, da zero o quasi, di sistemi sanitari e scolastici pubblici. Ma bisogna essere in malafede per non accorgersi del gioco sporco e del trasferimento di risorse pubbliche dai poveri –che sarebbero stati comprati con l’inflattiva illusione di ricevere contante- all’impresa privata dietro iniziative come “Mi negra”. Il cambio di discorso di Rosales, che non è stato creduto ed è stato polverizzato elettoralmente da Chávez, testimonia una svolta epocale. Chávez, i molti Chávez dell’America Latina, quelli già al governo e quelli che ancora mancano all’appello, a partire dal Messico, non sono una meteora. E il discorso neoliberale non compra più nessuno.

    Gennaro Carotenuto
    Fonte: www.gennarocarotenuto.it/
    Link: http://www.gennarocarotenuto.it/dblo...p?articolo=840
    4.12.06

  3. #3
    la ricerca della bellezza nascosta
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    ho appena visto le immagini al tg : un trionfo!
    Uno dei pochi casi, sempre più rari, in cui il POPOLO si sente padrone del proprio destino.
    In Venenzuela, uno degli Stati più ricchi del mondo, il popolo era in miseria perchè i soliti aristocratici mondialisti avevavno le mani sulle risorse petrolifere.
    Ora il petrolio è stato nazionalizzato, e il popolo sta iniziando ad avvertire un progresso delle proprie condizioni di vita. Si costruiscono scuole, e ospedali.

    Ma porca miseria, pensate un attimo al fatto terrificante che in uno dei paesi più ricchi del mondo il popolo era in povertà !

    Il Venenzuela rappresenta senza dubbio uno dei rari casi in cui il popolo ha riacquistato la sovranità sul suo territorio e sulle sue risorse. Un fatto eclatante !

  4. #4
    alfredoibba
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    Felicitazioni per la vittoria del Duce Hugo Chavez.
    Che regni il più a lungo possibile.

  5. #5
    Simply...cat!
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    Non ho capito: siete contenti che ha vinto un comunista?

  6. #6
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    Chavez non è comunista, è nazionalista, anti americano e anti globalizzatore

  7. #7
    kalashnikov47
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    Citazione Originariamente Scritto da uqbar Visualizza Messaggio
    ho appena visto le immagini al tg : un trionfo!
    Uno dei pochi casi, sempre più rari, in cui il POPOLO si sente padrone del proprio destino.
    In Venenzuela, uno degli Stati più ricchi del mondo, il popolo era in miseria perchè i soliti aristocratici mondialisti avevavno le mani sulle risorse petrolifere.
    Ora il petrolio è stato nazionalizzato, e il popolo sta iniziando ad avvertire un progresso delle proprie condizioni di vita. Si costruiscono scuole, e ospedali.

    Ma porca miseria, pensate un attimo al fatto terrificante che in uno dei paesi più ricchi del mondo il popolo era in povertà !

    Il Venenzuela rappresenta senza dubbio uno dei rari casi in cui il popolo ha riacquistato la sovranità sul suo territorio e sulle sue risorse. Un fatto eclatante !
    Chavez ha seguito la lezione di Putin. Riappropriarsi delle ricchezze nazionali.
    Il primo a mandare le felicitazione per la vittoria è stato Ahmedine Jad.

  8. #8
    kalashnikov47
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball Visualizza Messaggio
    Non ho capito: siete contenti che ha vinto un comunista?
    Comunista? Un ex golpista paracadutista e nazionalista? Semmai, peronista con venature castriste. Per te quindi nazionalizzare il petrolio significa essere comunista? Putin allora avrebbe dovuto lasciare tutto in mano agli oligarchi mafiosi-visitors per dimostrare che non era comunista?

 

 

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