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    Predefinito Cos'è e a che cosa serve il digiuno?

    Introduco l'argomento riportando queste riflessioni di Osho, tratte da Yoga: The Alpha and Omega



    Le religioni hanno detto alla gente: “Digiuna e sarai purificato”. Se questo fosse vero, allora i milioni di persone al mondo che soffrono la fame sarebbero anche le più pure. Ma allora a che scopo aiutarle! Vuoi farle diventare impure? Lascia che soffrano la fame e muoiano; sono i più virtuosi del mondo. Il fatto è che tra le due cose non c’è alcuna relazione.

    Sono state suggerite le cose più stupide per eliminare il male. Sono sicuramente stupide perché, tanto per cominciare, il male non esiste, quindi qualsiasi cosa suggerisci, sarà irrilevante, priva di significato.

    Non occorre che ti torturi; torturandoti non puoi trasformarti. Non occorre che ti metti a testa in giù e fai posizioni yoga, distorcendo il corpo in un modo o in un altro. Se ti stai allenando per lavorare in un circo, è un altro paio di maniche, ma se tutti coloro che praticano lo yoga andassero in paradiso, dio sarebbe continuamente circondato da un circo – il paradiso sarebbe pieno di tutte queste persone che fanno cose strane e si contorcono.

    Lo yoga non può purificarti. Può forse darti una salute migliore; io sono assolutamente favorevole allo yoga nelle palestre, ma non nei templi. Nelle palestre ha un contributo da dare: può darti una salute migliore, una vita più lunga. Può prevenire molte malattie, curarne altre che sono già presenti. Ma non può trasformare ciò che non è buono in qualcosa di buono, perché non può darti la consapevolezza.
    Osho: Tratto da, The Messiah


    Lo yoga non crede nel torturare il corpo, non è masochista, crede però nel purificarlo. E, a volte, purificarlo e torturarlo possono apparire simili. Occorre fare una distinzione.

    Una persona può digiunare, e quello che fa è solo una tortura. Può essere in opposizione al proprio corpo, avere tendenze suicide o masochiste. Ma un’altra persona può digiunare e non essere un auto-torturatore; può non essere un masochista e ciò che fa non è per distruggere il suo corpo. Anzi, sta forse cercando di purificarlo, perché nel digiuno il corpo arriva a una certa purificazione.

    Tu mangi tutti i giorni; non concedi mai una vacanza al corpo. Esso continua ad accumulare cellule morte, che diventano un peso. E non solo sono un peso, un carico da portare, ma sono tossiche, velenose, rendono il corpo impuro. Quando il corpo è impuro, non riesci a vedere ciò che è nascosto alle sue spalle. Questo corpo materiale dev’essere pulito, trasparente, puro, perché allora diventi subito consapevole del secondo strato, il corpo sottile. Quando il corpo sottile è puro, diventi consapevole del terzo, e del quarto, e così via.

    Digiunare è di grande aiuto, ma devi fare molta attenzione a non far del male al corpo. Nella mente non ci dovrebbe essere alcuna condanna del corpo; e il problema è proprio questo, perché quasi tutte le religioni lo hanno condannato. I fondatori di queste religioni non condannavano il corpo, non spargevano veleno. Amavano i loro corpi, li amavano talmente tanto che cercavano in continuazione di purificarli. Il loro digiuno era una purificazione.

    Poi arrivarono coloro che li seguivano ciecamente, e non conoscevano in profondità la scienza del digiuno. Iniziarono a digiunare, in modo cieco. Ne provavano piacere, perché la mente è violenta e gode nell’essere violenta con gli altri. Gode del suo potere, perché quando sei violento con gli altri, ti senti potente. Ma essere violenti con gli altri è rischioso, perché l’altro potrà vendicarsi. La semplice soluzione allora è quella di essere violenti col proprio corpo. Così non ci sono rischi: il tuo corpo non può vendicarsi, non può farti del male. Puoi continuare a danneggiarlo, e nessuno reagirà. È semplice: puoi torturare il tuo corpo e goderti il potere del controllo, mentre il corpo non può controllare te.

    Se il digiuno è aggressivo, violento, se c’è rabbia e distruttività, allora hai non hai afferrato il punto. Non stai purificando il corpo, lo stai distruggendo. Una cosa è pulire uno specchio e un’altra è romperlo. Pulirlo è una cosa: quando lo specchio viene ripulito da tutta la polvere, quando è puro, puoi usarlo per guardare, ed esso rifletterà la tua immagine. Ma se lo rompi, non potrai guardare. Se distruggi il corpo materiale, perdi ogni possibilità di contatto con il secondo corpo, il corpo sottile. Purificalo, ma non essere distruttivo.

    In che modo il digiuno purifica? Quando digiuni, il corpo non deve occuparsi della digestione. In quel periodo può invece eliminare cellule morte e tossine. È come quando ti prendi un giorno di vacanza, sabato o domenica, e stai a casa tutto il giorno a pulire. Il resto della settimana eri occupato a lavorare e non hai potuto pulire la casa. Se il corpo non ha nulla da digerire, se non hai mangiato nulla, esso inizia a pulirsi. Spontaneamente inizia un processo per cui tutto ciò che non serve, e che è di peso, viene buttato fuori. Il digiuno è un metodo di purificazione. Fatto una volta ogni tanto, è una cosa splendida – non fai nulla, non mangi, ti riposi. Bevi molti liquidi e riposa, e il corpo si ripulirà da solo.

    Se poi senti di aver bisogno di un digiuno più lungo, puoi anche farlo, ma rimani amorevole verso il tuo corpo. Se senti che il digiuno lo sta danneggiando in qualche modo, smetti. Se il digiuno sta aiutando il corpo, ti sentirai più energetico, più vivo; ti sentirai rivitalizzato e ringiovanito. Il criterio dovrebbe essere questo: se senti che stai diventando più debole, se senti un sottile tremore nel corpo, fai attenzione: ora non è più una purificazione. È diventato distruttivo – allora smetti.

    Prima devi imparare la scienza completa del digiuno. In realtà, sarebbe meglio digiunare con qualcuno che l’ha fatto già per lungo tempo e conosce bene la strada e tutti i sintomi: sa che, se il digiuno sta diventando distruttivo, accade questo, se non è distruttivo, allora accade quest’altro. Dopo un vero digiuno - uno che ti purifica - ti sentirai nuovo, più giovane e pulito, più felice e leggero. E il corpo funzionerà meglio, perché si è scaricato.

    Ma il digiuno è necessario solo se hai mangiato nel modo sbagliato. Se non hai mangiato nel modo sbagliato, non ce n’è alcun bisogno. È necessario solo quando hai già fatto del male al corpo – ma il fatto è che tutti mangiamo nel modo sbagliato.

    L’uomo ha perso la strada. Nessun animale mangia come fa l’uomo: ogni animale mangia il cibo appropriato. Se porti dei bufali in giardino e li lasci liberi, mangeranno solo un particolare tipo di erba. Non mangeranno quel che capita: sono molto selettivi, hanno una certa sensibilità per il loro cibo. L’uomo ha perso ogni sensibilità di questo tipo. Mangia di tutto, quel che capita. Non esiste nulla che non venga mangiato dall’uomo in qualche luogo della terra. In alcuni luoghi, mangiano formiche, in altri, serpenti. In altri ancora, mangiano cani. L’uomo ha mangiato proprio di tutto.

    L’uomo è folle. Non sa più cosa è in risonanza con il corpo e cosa non lo è. La sua confusione è totale.



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  2. #2
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    Predefinito Rif: Cos'è e a che cosa serve il digiuno?

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Introduco l'argomento riportando queste riflessioni di Osho, tratte da Yoga: The Alpha and Omega
    Vade Retro Satana!

  3. #3
    .... .....
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    Predefinito Rif: Cos'è e a che cosa serve il digiuno?

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Introduco l'argomento riportando queste riflessioni di Osho, tratte da Yoga: The Alpha and Omega



    Le religioni hanno detto alla gente: “Digiuna e sarai purificato”. Se questo fosse vero, allora i milioni di persone al mondo che soffrono la fame sarebbero anche le più pure. Ma allora a che scopo aiutarle! Vuoi farle diventare impure? Lascia che soffrano la fame e muoiano; sono i più virtuosi del mondo. Il fatto è che tra le due cose non c’è alcuna relazione.

    Sono state suggerite le cose più stupide per eliminare il male. Sono sicuramente stupide perché, tanto per cominciare, il male non esiste, quindi qualsiasi cosa suggerisci, sarà irrilevante, priva di significato.

    Non occorre che ti torturi; torturandoti non puoi trasformarti. Non occorre che ti metti a testa in giù e fai posizioni yoga, distorcendo il corpo in un modo o in un altro. Se ti stai allenando per lavorare in un circo, è un altro paio di maniche, ma se tutti coloro che praticano lo yoga andassero in paradiso, dio sarebbe continuamente circondato da un circo – il paradiso sarebbe pieno di tutte queste persone che fanno cose strane e si contorcono.

    Lo yoga non può purificarti. Può forse darti una salute migliore; io sono assolutamente favorevole allo yoga nelle palestre, ma non nei templi. Nelle palestre ha un contributo da dare: può darti una salute migliore, una vita più lunga. Può prevenire molte malattie, curarne altre che sono già presenti. Ma non può trasformare ciò che non è buono in qualcosa di buono, perché non può darti la consapevolezza.
    Osho: Tratto da, The Messiah


    Lo yoga non crede nel torturare il corpo, non è masochista, crede però nel purificarlo. E, a volte, purificarlo e torturarlo possono apparire simili. Occorre fare una distinzione.

    Una persona può digiunare, e quello che fa è solo una tortura. Può essere in opposizione al proprio corpo, avere tendenze suicide o masochiste. Ma un’altra persona può digiunare e non essere un auto-torturatore; può non essere un masochista e ciò che fa non è per distruggere il suo corpo. Anzi, sta forse cercando di purificarlo, perché nel digiuno il corpo arriva a una certa purificazione.

    Tu mangi tutti i giorni; non concedi mai una vacanza al corpo. Esso continua ad accumulare cellule morte, che diventano un peso. E non solo sono un peso, un carico da portare, ma sono tossiche, velenose, rendono il corpo impuro. Quando il corpo è impuro, non riesci a vedere ciò che è nascosto alle sue spalle. Questo corpo materiale dev’essere pulito, trasparente, puro, perché allora diventi subito consapevole del secondo strato, il corpo sottile. Quando il corpo sottile è puro, diventi consapevole del terzo, e del quarto, e così via.

    Digiunare è di grande aiuto, ma devi fare molta attenzione a non far del male al corpo. Nella mente non ci dovrebbe essere alcuna condanna del corpo; e il problema è proprio questo, perché quasi tutte le religioni lo hanno condannato. I fondatori di queste religioni non condannavano il corpo, non spargevano veleno. Amavano i loro corpi, li amavano talmente tanto che cercavano in continuazione di purificarli. Il loro digiuno era una purificazione.

    Poi arrivarono coloro che li seguivano ciecamente, e non conoscevano in profondità la scienza del digiuno. Iniziarono a digiunare, in modo cieco. Ne provavano piacere, perché la mente è violenta e gode nell’essere violenta con gli altri. Gode del suo potere, perché quando sei violento con gli altri, ti senti potente. Ma essere violenti con gli altri è rischioso, perché l’altro potrà vendicarsi. La semplice soluzione allora è quella di essere violenti col proprio corpo. Così non ci sono rischi: il tuo corpo non può vendicarsi, non può farti del male. Puoi continuare a danneggiarlo, e nessuno reagirà. È semplice: puoi torturare il tuo corpo e goderti il potere del controllo, mentre il corpo non può controllare te.

    Se il digiuno è aggressivo, violento, se c’è rabbia e distruttività, allora hai non hai afferrato il punto. Non stai purificando il corpo, lo stai distruggendo. Una cosa è pulire uno specchio e un’altra è romperlo. Pulirlo è una cosa: quando lo specchio viene ripulito da tutta la polvere, quando è puro, puoi usarlo per guardare, ed esso rifletterà la tua immagine. Ma se lo rompi, non potrai guardare. Se distruggi il corpo materiale, perdi ogni possibilità di contatto con il secondo corpo, il corpo sottile. Purificalo, ma non essere distruttivo.

    In che modo il digiuno purifica? Quando digiuni, il corpo non deve occuparsi della digestione. In quel periodo può invece eliminare cellule morte e tossine. È come quando ti prendi un giorno di vacanza, sabato o domenica, e stai a casa tutto il giorno a pulire. Il resto della settimana eri occupato a lavorare e non hai potuto pulire la casa. Se il corpo non ha nulla da digerire, se non hai mangiato nulla, esso inizia a pulirsi. Spontaneamente inizia un processo per cui tutto ciò che non serve, e che è di peso, viene buttato fuori. Il digiuno è un metodo di purificazione. Fatto una volta ogni tanto, è una cosa splendida – non fai nulla, non mangi, ti riposi. Bevi molti liquidi e riposa, e il corpo si ripulirà da solo.

    Se poi senti di aver bisogno di un digiuno più lungo, puoi anche farlo, ma rimani amorevole verso il tuo corpo. Se senti che il digiuno lo sta danneggiando in qualche modo, smetti. Se il digiuno sta aiutando il corpo, ti sentirai più energetico, più vivo; ti sentirai rivitalizzato e ringiovanito. Il criterio dovrebbe essere questo: se senti che stai diventando più debole, se senti un sottile tremore nel corpo, fai attenzione: ora non è più una purificazione. È diventato distruttivo – allora smetti.

    Prima devi imparare la scienza completa del digiuno. In realtà, sarebbe meglio digiunare con qualcuno che l’ha fatto già per lungo tempo e conosce bene la strada e tutti i sintomi: sa che, se il digiuno sta diventando distruttivo, accade questo, se non è distruttivo, allora accade quest’altro. Dopo un vero digiuno - uno che ti purifica - ti sentirai nuovo, più giovane e pulito, più felice e leggero. E il corpo funzionerà meglio, perché si è scaricato.

    Ma il digiuno è necessario solo se hai mangiato nel modo sbagliato. Se non hai mangiato nel modo sbagliato, non ce n’è alcun bisogno. È necessario solo quando hai già fatto del male al corpo – ma il fatto è che tutti mangiamo nel modo sbagliato.

    L’uomo ha perso la strada. Nessun animale mangia come fa l’uomo: ogni animale mangia il cibo appropriato. Se porti dei bufali in giardino e li lasci liberi, mangeranno solo un particolare tipo di erba. Non mangeranno quel che capita: sono molto selettivi, hanno una certa sensibilità per il loro cibo. L’uomo ha perso ogni sensibilità di questo tipo. Mangia di tutto, quel che capita. Non esiste nulla che non venga mangiato dall’uomo in qualche luogo della terra. In alcuni luoghi, mangiano formiche, in altri, serpenti. In altri ancora, mangiano cani. L’uomo ha mangiato proprio di tutto.

    L’uomo è folle. Non sa più cosa è in risonanza con il corpo e cosa non lo è. La sua confusione è totale.



    Da Books I Have Loved
    Mi sembra che non faccia una grinza..
    Cos'altro dobbiamo aggiungere..?
    Si può dire solo che il significato delle parole è relativo a chi le pronuncia..
    e chi ha perso completamente la percezione di se stesso dovrà osservarsi per molto tempo prima di capire la differenza tra purificazione e distruzione....e ciò non avviene solo col digiuno ma con tutto..anche con le pulizie di casa..
    Quando la casa è piena di cose inutili opprime..irrita..impedisce di vivere..e allora nasce il desiderio di pulirla..di gettare via le cose che non servono..di recuperare spazio..
    Quando pulisco deve stare attento mi diceva un conoscente...l'altro giorno ho buttato via pure la carta d'identità..
    Ecco..buttare via le cose inutili e conservare quelle utili non è così facile come sembra..e come il lardo che non molla..anche le cose si ribellano ad essere smaltite..gridano di non sopprimerle..sono come operai che non vogliono essere licenziati pur non servendo più a nulla..
    L'uomo ..imprenditore di se stesso deve allora licenziare ciò che è inutile..
    lonze..barattoli..vestiti vecchi..mobili rotti..ricevute accumulate da anni..
    Occorre allora la lancia per catturare ciò che serve e lo scudo..per difenderci dalle cose che non vogliono morire..e che ci colpiscono con paure..ricordi..piagnistei..
    Ecco..costruirsi la lancia e lo scudo è distinguere ciò che ci appartiene da ciò che ci opprime..e la Via è stabilita dalla retta comprensione..e non seguire gli altri..perchè credere che il digiuno non sia soffrire e mortificarsi ma gettare l'inutile per conservare l'utile..è concetto povero e nudo come la filosofia del Petrarca..e per fortuna che c'è qualche Maestro che lo veste..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Cos'è e a che cosa serve il digiuno?

    Citazione Originariamente Scritto da JnanaTapas Visualizza Messaggio
    Vade Retro Satana!
    Dai su, non fare il regazzino... :mmm:
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Cos'è e a che cosa serve il digiuno?

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Dai su, non fare il regazzino... :mmm:
    Estrema Lotta anti-Osho! :gluglu:

  6. #6
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    Predefinito Rif: Cos'è e a che cosa serve il digiuno?

    Il digiuno non fa che bene. Vi ho fatto ricorso diverse volte e sempre con risultati positivi. Ho sentito una leggerezza ed una felicità che non avevo mai sperimentato. Meditando sullo Yoga Vasishtha mi sono stabilito in uno stato di beatitudine indescrivibile. Ma nel momento in cui sentivo che l'anima stava per sganciarsi dal corpo ho avuto paura e sono gradualmente tornato nel mio stato ordinario. Qualcuno potrebbe dirmi che genere di esperienza ho vissuto ?.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Cos'è e a che cosa serve il digiuno?

    esprimo un mio parere in libertà e senza riferimento a testi

    ho praticato macrobiotica selvaggia per quasi 15 anni
    ho fatto yoga per 25 anni
    per alcuni anni di fila ho fatto yoga tutte le mattine alzandomi prima e facendo pure tutta una serie di respirazioni purificanti
    ho digiunato sino a quattro giorni di seguito
    mi sono astenuto da carne e derivati e da tutti i possibili veleni

    le mie conclusioni sono queste
    è innegabile che faccia bene.....ma quanto bene e sino a quale livello?

    è parimenti innegabile che questa pratica non mi abbia avvicinato alla buddhità

    trattare male il proprio corpo non è cosa buona ma metterlo sull'altare è quasi peggio
    ci vuole equilibrio e credo sia importante dare il giusto valore alle cose...in tal senso forse i miei sforzi non sono stati vani

    ....ora se volete possiamo anche citare i Maestri.....facendo attenzione a contestualizzare tutte le loro affermazioni.
    Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi

  8. #8
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    Predefinito Rif: Cos'è e a che cosa serve il digiuno?

    Da "La Dottrina del Sacrificio" di A.K. Coomaraswamy:

    Tvashtri (creatore) agita il soma sul fuoco sacrificale, dicendo: «Salve! Aumenta la tua crescita come avversario di Indra». Nasce Vritra, a cui danno questo nome perché Tvashtri lo «voltò» nel fuoco, sia (etimologia più corretta) perché «avvolge» questi mondi. ( √vrit = girare, voltare - √vri, «coprire», «rinchiudere», «dissimulare», a queste radici si ricollegano i nomi di Vritra e di Varuna→Urano)
    Vritra compie un incantesimo su Agni e Soma, che così cadono sotto il potere asurya (demònico, non manifestato). Indra e anche Tvashtri (come in RV., I, 52, 10, e I, 80, 14) si allarmano. Tvashtri affida la sua folgore a Indra (come viene detto più spesso, per esempio RV., I, 85, 9; ma in VI, 44, 22 Indu (Indra) «ruba al padre ostile le sue armi e la sua magia»). Questi brandisce la folgore per uccidere Vritra, ma Agni e Soma gridano che essi sono «in lui». Indra fa sbadigliare Vritra, Agni e Soma fuggono dalla sua bocca. Il Cielo e la Terra sono estratti facendo una promessa di luci al primo, e di belle forme alla seconda.
    È molto significativo il consiglio di Indra a Vishnu: «Vieni, impossessiamoci di ciò per mezzo di cui egli (Vritra) è questi mondi». In Shatapatha Brahmana, I, 6, 3, la narrazione è paragonabile; il soma è gettato nel fuoco: «Poiché lo giravano (vartamanah), divenne il Drago, poiché non aveva i piedi (apad), diventò il Serpente». Ogni cosa, gli Angeli, le scienze, la gloria, il cibo e la bellezza provengono da Vritra, che giaceva privo del suo contenuto come un sacco vuoto, «ristretto e svuotato». Indra è pronto a ucciderlo, ma l'altro gli dice: «Non farlo, perché ora tu sei ciò che io (ero prima); spartiscimi soltanto».
    Risulta, dalla maggior parte dei testi, che il Drago non è stato messo a mor¬te, bensì gravemente ferito e reso impotente; è ugualmente il caso anche di Prajâpati, il Sacrificio, che «sopravvisse a questa passione» [allo stesso modo Iside rifiuta di far perire Tifone: «ella gli rese la libertà» (cfr. 5h. Br., V, 2, 3, 7); Horus «non distrusse interamente Tifone, ma gli tolse la forza e l' attività», Tifone è evirato (Plutarco, Iside e Osiride, 19 e 55)].
    Indra lo taglia in due
    facendo della parte che aveva contenuto il soma, la luna,
    e dell'altra, la parte titanica, il ventre di tutte le creature
    cosa
    che fa dire agli uomini: «Vritra è in noi».

    Il cibo è la conditio sine qua non di ogni esistenza sotto qualsiasi modalità, poiché l'anna-maya è il supporto di ogni modalità. Per questo motivo si dice di Purusha, il Signore della Vita, che «egli si erge per mezzo del cibo» (X, 90, 2); poiché il cibo è la prima manifestazione dello Spirito, «il soffio vitale è modificato (-maya) dal cibo» (MUp., VI, 11).

    Il fatto che Vritra sia «in noi», rispondendo al concetto di un fuoco o di una combustione digestiva, suggerisce un parallelismo interessante. È tramite lo «stomaco» che siamo incitati ad assumere il «cibo», e se lo stomaco è identificato con il Drago o il Serpente, allora si può dire che quando l' «uccello» mangia il frutto zuccherino del fico (svadu pippalam atti, 1,164,20), «il Serpente lo tentò» - come in Genesi, «Il Serpente mi ingannò e io ne mangiai». Al contrario, il digiuno si può considerare non come un esercizio morale, ma come un rito metafisico, un'imitazione dell'altro «uccello» che «non mangia dell'albero» ma si limita a guardarlo
    [secondo Ibn 'Arabi, «La fame procura la conoscenza di Satana» (La Parure des Abdal, ET., 1950, p. 302]. Il concetto di «cibo» comporta evidentemente numerose applicazioni, che coprono tutti gli oggetti del desiderio, poiché la loro acquisizione determina il comportamento specifico dell'individuo. L'identificazione di Vritra con il ventre, la somiglianza tra gli intestini e il serpente è palese, corrisponde alla concezione diffusa nell' Antichità, che fa delle «viscere» la sede delle emozioni, cioè del desiderio, distinte dal «cuore», in seno al quale si effettuano le operazioni intellettive.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Cos'è e a che cosa serve il digiuno?

    Citazione Originariamente Scritto da euvitt Visualizza Messaggio
    è parimenti innegabile che questa pratica non mi abbia avvicinato alla buddhità
    Se da sole l'alimentazione macrobiotica e la pratica di "yoga da C.O.N.I." fossero sufficienti ad "avvicinarsi alla buddhità", il mondo sarebbe pieno di illuminati.

    Le cose vanno contestualizzate.

    Il digiuno, così come ad esempio la castità (brahmacharya), hanno valore ed efficacia in determinati contesti, in altri possono essere non soltanto inutili ma anche controproducenti.
    Ultima modifica di Zed; 15-02-10 alle 18:37
    ...

    Chi coltiva un pensiero raccoglie un'azione, chi coltiva un'azione raccoglie un'abitudine, chi coltiva un'abitudine raccoglie un carattere, chi coltiva un carattere raccoglie un destino.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Cos'è e a che cosa serve il digiuno?

    Citazione Originariamente Scritto da Zed Visualizza Messaggio

    Il digiuno, così come ad esempio la castità (brahmacharya), hanno valore ed efficacia in determinati contesti, in altri possono essere non soltanto inutili ma anche controproducenti.
    Potresti portare degli esempi ?.

 

 
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