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Discussione: Si Riconta !!!

  1. #11
    Con Il Popolo Palestinese
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    Non fatevi illusioni,non si scoprirà nulla.

  2. #12
    Mi sono fatto da solo.
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    non si scoprirà nulla perchè brogli non ce ne sono stati.

    è però plausibile pensare che un'operazione complessa ed articolata come è lo scrutinio elettorale comporti una percentuale di ERRORI.

    il correggere questi errori potrebbe anche portare al ribaltamento del risultato elettorale. (se non sbaglio, alle elezioni del 2001 la margherita ottenne alcune DECINE DI MIGLIAIA di voti in più di quanto inizialmente indicato, dopo i controlli).

  3. #13
    Quo usque tandem???
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    Citazione Originariamente Scritto da BOY74 Visualizza Messaggio
    Non fatevi illusioni,non si scoprirà nulla.
    Quoto, con delusione, ma quoto!

  4. #14
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    i riformatori liberali hanno chiesto il riconteggio di TUTTE LE SCHEDE per determinare la verità sulle elezioni

    IL COMPROMESSO CHE E' STATO RAGGIUNTO POTRA' DARE SOLO UNA INDICAZIONE (secondo me l'indicazione che usicrà sarà quella della necessità segnalata dai Rif Lib)

    MA SOPRATTUTTO LA CAMERA DEI DEPUTATI DEVE SEGUIRE SUBITO L'ESEMPIO DEL SENATO ALTRIMENTI QUESTO RICONTEGGIO SCADRA' A FABBRICA DI VELENI.

  5. #15
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    Ricontarle tutte, ricontarle subito

    di Fausto Carioti

    Con tutti gli avvocati che si ritrova, tra quelli cui ha dato un posto in parlamento (e non sono pochi) e quelli che tiene a libro paga (e sono assai di più), Silvio Berlusconi farebbe bene a prestarne un paio al povero Enrico Deaglio, compagno giornalista caduto in disgrazia. È grazie alla bufala di Diario, il settimanale che Deaglio dirige, e alla figuraccia che ha fatto rimediare all’Unione, che ieri la sinistra si è trovata col cerino acceso in mano ed è stata costretta a dare il via libera alla riconta di tutte le schede dubbie in sette regioni. Il Cavaliere ha ottenuto così una prima, parziale soddisfazione alle richieste che avanza - inascoltato sino a ieri - dalla notte degli scrutini. Nessuno è stato disposto ad ascoltare lui, ma tutti adesso sono costretti a dare un seguito a ciò che hanno chiesto gli stessi leader dell’Unione.

    Il merito, appunto, va alla rivista di sinistra diretta da Deaglio, che aveva mandato nelle edicole un documentario su presunti brogli avvenuti nella notte delle elezioni politiche. Un polpettone dietrologico che prendeva il via nientemeno che da Portella della Ginestra (anno del Signore 1947) per dimostrare che i dati del voto del 9 e 10 aprile scorso sarebbero stati manipolati per via telematica, su ordine di Berlusconi e con la regia del ministro dell’Interno Beppe Pisanu. Doveva essere l’avvio per una serie di inchieste giudiziarie dagli sviluppi clamorosi. È bastato che i magistrati guardassero il dvd e parlassero con Deaglio per trasformare lui e il regista del documentario, Beppe Cremagnani, da grandi accusatori negli unici veri indagati, con l’accusa di aver diffuso notizie false in grado di turbare l’ordine pubblico.

    Quella dei brogli commessi dal Viminale, infatti, è una balla clamorosa. I risultati ufficiali delle elezioni sono proclamati nei giorni seguenti al voto dalla corte di Cassazione, che fa la somma dei numeri riportati sui verbali cartacei dei seggi. Quindi non è possibile alcuna alterazione informatica dell’esito elettorale. Il ministero dell’Interno non viene in contatto né con le schede votate né con i verbali. E anche se il Viminale, che la notte delle elezioni diffonde i dati ufficiosi ricavati sommando i numeri ricevuti dalla prefetture, fornisse numeri taroccati, nel giro di pochi giorni sarebbe sbugiardato nel modo più clamoroso dal conteggio ufficiale della Cassazione. Tutto questo tra gli addetti ai lavori è cosa nota, ma Deaglio e Cremagnani, evidentemente ignari di tali meccanismi, sono cascati nell’errore.

    Il disastro - per la sinistra - è che i due non ci sono cascati di soli, ma hanno trascinato nel baratro con loro - assieme a tanti elettori dell’Unione convinti di avere in mano la prova definitiva della mafiosità di Berlusconi - anche un bel po’ di teste più o meno pensanti del centrosinistra. Il segretario dei Ds, Piero Fassino, appena arrivata nelle edicole l’inchiesta di Deaglio, con tono perentorio aveva avvisato che «deve essere fugato ogni dubbio per la serenità della vita democratica del Paese. Siano la magistratura e gli organi deputati del Parlamento a verificare la regolarità delle operazioni». Anche Silvio Sircana, portavoce di Romano Prodi, chiedeva «una verifica complessiva e definitiva sui risultati elettorali». E non ci sono dubbi che Sircana non parla se Prodi non condivide. Figurarsi se non si accodava il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto, subito pronto a prendere le panzane per oro colato: «Che ci sia stato un tentativo di inquinamento del voto a me non stupisce, perché Berlusconi è capace di tutto». Antonio Di Pietro chiedeva la creazione di una commissione d’inchiesta e tanti a sinistra si fregavano le mani all’idea di poter inchiodare Berlusconi.

    La sensazione che le accuse di Deaglio fossero fondate contagiava, uno dopo l’altro, anche i grandi quotidiani, dove basta poco per portare a galla l’antiberlusconismo viscerale di certi direttori e opinionisti. Tutto questo contribuiva ad alzare l’attenzione degli italiani verso ciò che era accaduto quella notte. Quando la procura di Roma ha smontato la tesi di Deaglio, era ormai troppo tardi per tornare indietro. E la grande manifestazione di sabato scorso a Roma, in cui dal palco e dalla piazza è venuta, forte e chiara, la richiesta di ricontare le schede, ha lasciato il segno anche a sinistra. Così, ieri, quando i senatori dell’Unione si sono trovati tra le mani la proposta del perfido forzista Lucio Malan, che li inchiodava alle richieste fatte poche settimane prima dai loro stessi leader, non hanno potuto fare altro che limare il testo in un paio di punti, d’intesa con i senatori del centrodestra, e alzare la mano per far ricontare le schede bianche, nulle e contestate in sette regioni, oltre a prevedere - nelle stesse regioni - un controllo a campione sulle schede valide.

    È chiaro che la Cdl, uscita sconfitta di strettissima misura dalle elezioni, ha tutto l’interesse a ricontare le schede. Ma non è scritto da nessuna parte che l’esito di questa operazione debba ribaltare il risultato elettorale. L’ultima cosa cui debbono abbandonarsi adesso gli elettori e gli esponenti del centrodestra sono quindi i facili entusiasmi («il rischio vero è che il primo a illudersi sia proprio Berlusconi», spiegava ieri sera un parlamentare forzista molto vicino al Cavaliere). La riconta dei voti, in sé, non è né di destra né di sinistra, ma serve ai due poli per fare finalmente chiarezza e spazzare via le dietrologie e i veleni.

    Solo che, così com’è stata decisa ieri in Senato, l’operazione servirà a ben poco. Primo, perché riguarda solo una parte minima delle schede: settecentomila tra bianche, nulle e contestate, oltre al piccolo campione di schede valide. Secondo, perché i tempi promettono di essere lunghissimi: almeno tre, quattro mesi, spiegano i senatori che hanno disegnato il meccanismo. Così non si fa chiarezza: così si gonfiano illusioni e aspettative almeno sino ad aprile, cioè a un anno dal voto, e durante questi mesi i dubbi e le illazioni andranno crescendo. E anche se il nuovo conteggio dovesse dare un verdetto clamoroso, non cambierebbe nulla, perché esso riguarda solo una quota minima delle schede.

    Per questo è necessario ricontare, subito, tutte le schede, quelle valide e quelle nulle, quelle del Senato e quelle della Camera, quelle di tutte le regioni italiane e quelle degli italiani all’estero. Se, come è probabile, sarà confermata la risicata vittoria del centrosinistra, ci metteremo tutti il cuore in pace. Ma se l’operazione dovesse ribaltare l’esito del voto, il governo, il parlamento e le cariche che questo parlamento ha nominato non avrebbero altra scelta che dimettersi all’istante. Da questa operazione, insomma, dipendono moltissime cose della massima importanza. Presto e bene non vanno insieme, specie quando di mezzo c’è la politica, ma se c’è una volta in cui rapidità e precisione sono ambedue indispensabili è proprio questa.

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Mantide Visualizza Messaggio
    è necessario ricontare, subito, tutte le schede, quelle valide e quelle nulle, quelle del Senato e quelle della Camera, quelle di tutte le regioni italiane e quelle degli italiani all’estero.
    Il Presidente della Giunta delle elezioni Bruno, in un intervista rilasciata al sito AffariItaliani ha affermato: "La maggioranza - della Giunta che presiede - già nei giorni scorsi si è espressa a favore di un riesame delle schede. Il problema è che rispetto al Senato si devono prima concludere le relazioni circoscrizionali. Cosa che potrebbe avvenire entro la prossima settimana, visto che la maggior parte delle relazioni è già stata consegnata. Dopodiché si istituirà il Comitato di verifica nazionale per rivedere le schede. È chiaro che non si potranno ricontare tutte a una a una, perché altrimenti ci vorrebbero due legislature. Ma ci si dovrà mettere d'accordo sul metodo da seguire: probabilmente anche noi potremo adottare quello indicato dal Senato, per omologare le procedure".

  7. #17
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    GEORGE: Ringraziate zio Silvio, vi rimanda a casa e ve la detassa pure
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    Citazione Originariamente Scritto da FreeFlag Visualizza Messaggio
    Caro Casini.

    Adesso hai capito a cosa servono le piazze?

    Motivo in più per lui per non andare a san giovanni

  8. #18
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    Dietro le quinte
    A sinistra torna la paura dell’autogol
    Le accuse di Deaglio e Silvio? Due bufale

    Certo non è stato tutto finto, però a sinistra la paura dell’autogol comincia a serpeggiare. Le reazioni ufficiali sono sorridenti: il riconteggio servirà a pacificare. Ma dalla Campania, dove l’Unione ha vinto all’ultima scheda, potrebbe pur sempre venire una sorpresa.
    «I brogli!». «Enrico, lascia perdere... ». «La destra voleva uccidere la democrazia!». «Enrico, è possibile, però adesso è meglio far finta di niente...». «Berlusconi ha truccato le elezioni!». «E’ probabile, Enrico, però le elezioni le abbiamo vinte noi e adesso non ci conviene ridiscutere tutto...». Non si può dire che la sinistra non avesse tentato di sedare sul nascere le curiosità di Enrico Deaglio. Adesso ha buon gioco il senatore di An Fragalà a ridacchiare: «È un clamoroso autogol di Deaglio e della maggioranza! Comunardo Niccolai non avrebbe fatto meglio! ».
    E se fosse stato tutto finto? I centouno ministri e sottosegretari, le notti al Senato passate a distinguere tra Marini Francesco e Marini sen. Franco, Bertinotti che dedica la sua elezione agli operai, Napolitano primo ex comunista sul Colle, le tasse di Visco e TPS, le liberalizzazioni di Bersani, i detenuti liberati dall’indulto? Certo non finirà così. Lo prevede lo stesso Pisanu: «Sarà fugato ogni dubbio su queste strane congetture». E ha buon gioco anche «Comunardo» Deaglio a rivendicare: «Se io sono indagato per aver diffuso notizie false e tendenziose, allora i magistrati devono indagare anche sulla giunta per le elezioni».
    A sinistra però la paura dell’autogol comincia a serpeggiare. Le reazioni ufficiali sono sorridenti: il riconteggio sarà uno strumento di pacificazione, nessuno potrà più strumentalizzare, Berlusconi non delegittimerà più il governo. Ma dalla Campania, dove l’Unione ha vinto all’ultima scheda, potrebbe pur sempre venire qualche sorpresa. Anche la Camera, dove la partita si è decisa per 25 mila voti, è tentata dal verificare bianche e nulle.
    Quanto a Berlusconi, ieri sera già chiedeva di ricontare tutto. Antonio Polito, senatore della Margherita, l’aveva detto. «Sono sempre più convinto che si confrontino due bufale, quella di Deaglio e quella di Berlusconi — aggiunge ora —. Se davvero fosse un autogol, non sarebbe il primo. Non sarebbe la prima volta che la sinistra un tempo rivoluzionaria e ora girotondina infila la palla nella nostra porta. Ma secondo me questa partita finisce zero a zero. E’ un tic da flagellanti, pensare che in Italia si voti come in un Paese africano, quasi fossimo tutti baluba. Ha ragione Luca Ricolfi: piccoli brogli sono possibili, non operazioni gigantesche in grado di falsare le elezioni».
    Il suo ex editore Velardi sostiene però che i brogli il Pci li faceva, che lui stesso nei seggi taroccava le schede con i mozziconi di matita... «Anch’io ho fatto lo scrutatore, ma senza mozziconi. Al massimo portavo a votare a braccia i militanti malati, ma in questo eravamo surclassati dalle suore della Dc. E poi vogliamo credere che i democristiani di Napoli fossero tutti fessi? Che gavianei e demitiani si facessero fregare da Velardi? Non a caso vincevano sempre loro». Il riconteggio dirà chi è ora il più lesto di mano in Campania. Certo l’elenco di chi aveva paventato l’autogol è lungo. Il diessino Passigli: «Per smontare la tesi di Deaglio basta fare un’addizione da quinta elementare. Così Enrico alza la palla a Berlusconi. E’ puro autolesionismo ». Lusetti della Margherita: «Se mai dovessimo tornare a votare, andremmo sotto». Il sottosegretario Paolo Cento detto Er Piotta: «Eviterei di cominciare pure a sinistra a delegittimare il risultato delle elezioni». Russo Spena di Rifondazione, preoccupatissimo: «Attenzione, già sento la Lega dire che non possiamo mettere le tasse...». El’on. Donata Lenzi dell’Ulivo: «Sono andata alla presentazione del dvd di Deaglio con i libroni dei dati ufficiali, ma lui non li ha neppure presi».
    Deaglio nega. «Già il fatto che i risultati siano tenuti segreti per mesi, manco fossimo in Zimbabwe, è strano. Comunque, non solo ho visto i libroni, ma ho scoperto un’altra anomalia che denunceremo sul prossimo numero di Diario: i votanti sono 150 mila in meno di quanti annunciati dal Viminale l’11 aprile». D’accordo, ma lei non ha paura dell’autogol? «It’s not my problem, non è il mio problema. Io non sono un militante politico, un uomo di partito. E proverei ribrezzo a far parte di una conventicola che avesse vinto le elezioni con i brogli. E’ un discorso assolutamente ipotetico; sono convinto che i brogli stiano a destra. Vedrete che il riconteggio lo confermerà; anzi, le cose si riveleranno ancora più grosse». Guardi Deaglio che Pisanu querela. Lei ha le prove? «In questi anni si è fatto politica in ogni modo, con i servizi, con lo spionaggio: mi pare davvero impossibile che non ci abbiano provato anche con i brogli. L’elenco delle sezioni e dei Comuni senza una sola scheda bianca è sterminato». Le prove? «Difficilmente si troveranno. La pistola fumante non c’è. L’hanno nascosta. Molte prove sono state cancellate, ma a cercare bene qualcuna si potrebbe ancora trovare. Il problema è che chiuderanno la questione con un accordo politico».

    Aldo Cazzullo da Il Corriere della Sera

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da BOY74 Visualizza Messaggio
    Non fatevi illusioni,non si scoprirà nulla.
    Anche per me non si scoprira' nulla.

    Comunque la cosa importante e' tenere viva la polemica (senza arrivare al riconteggio che la sinistra accettera' solo dopo aver ulteriormente manipolato le schede a suo favore) per una delegittimazione ininterrotta del governo Frodi.

    Dobbiamo usare la storia dei brogli come loro usano la storia del conflitto di interessi. Come una clava per screditare moralmente il nemico.

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Condor Visualizza Messaggio
    Anche per me non si scoprira' nulla.

    Comunque la cosa importante e' tenere viva la polemica (senza arrivare al riconteggio che la sinistra accettera' solo dopo aver ulteriormente manipolato le schede a suo favore) per una delegittimazione ininterrotta del governo Frodi.

    Dobbiamo usare la storia dei brogli come loro usano la storia del conflitto di interessi. Come una clava per screditare moralmente il nemico.
    Con queste cose non s'arriva a niente,io penso che la verità sulle elezioni non la sapremo mai e che probabilmente s'erano pure vinte,ma di questo dobbiamo ringraziare quel rincoglionito di Tremaglia ,chi se ne fotte degli italiani all'estero,le pagano loro adesso le tasse di Prodi?
    Perchè si è permesso a chi in Italia,se tutto va bene,ci viene un mese in vacanza,di decidere delle nostre vite?
    Quanto al paragone col conflitto di interessi,ogni volta che loro ne parlano,Berlusconi aumenta i voti,quindi anche questo parallelismo mi pare errato.

 

 
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