

Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)








eccoli spostati qui
vabbè, facciamo così, separiamo i 2 argomenti:
i messaggi del nuovo utente, e le relative risposte, sono spostate nella discussione: cos'è la metafisica
ecco il link: http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=307226


Nel capitolo nono del suo libro “L’esoterismo islamico ed il taoismo”, il Guènon afferma: “In diverse occasioni abbiamo fatto Notare che l’idea di ”creazione“, intesa nel suo significato proprio ed esatto, e senza darle un’estensione più o meno abusiva, in realtà si riscontra solamente nelle tradizioni che appartengono ad un unico filone, quello costituito dall’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islamismo”. Più avanti pur sempre nel medesimo capitolo, dopo aver contestato l’accusa di “panteismo” da molti dato alle dottrine orientali, si sofferma sui termini “emanazione”e “manifestazione” dove contesta l’uso del termine “emanazione”in riferimento a dottrine tradizionali ed ortodosse per significare “la manifestazione” ed afferma che “l’idea di “emanazione “ non è altro che l’idea di “uscita”, ma la manifestazione non deve in alcun modo essere considerata così,poiché in realtà nulla può uscire dal Principio;se qualcosa potesse realmente uscire al di fuori del Principio questi non potrebbe più essere infinito e si troverebbe con l’essere limitato dal fatto stesso della manifestazione; la verità è che al di fuori del Principio non vi è e non può esserci che nulla.”A causa di ciò il Guènon afferma che l’idea di manifestazione,posta metafisicamente,come intendono le dottrine orientali, “non è affatto opposta all’idea di creazione; queste due idee sono riferite” egli prosegue” solamente a livelli e a punti di vista differenti, di modo che basta saper collocare ognuna di esse al suo vero posto, per rendersi conto che fra loro non v’è alcuna incompatibilità” è per questo che l’Advaita Vedanta Tantra si esprime con due tipi di insegnamento o di vedute: il primo modo che corrisponde al terzo stadio della speculazione indù, quella appunto del Vedânta afferma che il percepiente ed il percepito possono venir unificati solo in qualcosa che li trascende entrambi e che quindi cade al di fuori di ogni esperienza empirica.Assumendo solo una delle realtà, questa dovrebbe essere la “coscienza” e non la “materia inconscia”. Ma l’esperienza suprema unitaria può averla soltanto la “coscienza “ libera da quelle condizioni limitatrici che sono costitutive nella esperienza comune, finita, del mondo e che tuttavia vengono estese a quella immensità a cui corrisponde il senso del termine Brahman. Il Guènon,sempre nel capitolo citato,ed in riferimento proprio a quanto sopra accennato scrive:” è così che vi è un aforisma secondo il quale “ il sufi ( e sia ben chiaro che qui non si tratta del semplice mutasawwuf) non è creato” (Es - Sufî lam yukhlaq) ; e ciò sta a significare che il suo stato è al di là della condizione di “creatura”; ed in effetti, dal momento che ha realizzato l’”Identità suprema” e quindi è identificato col Principio o con l’Increato, necessariamente non può essere che increato lui stesso”. Superando così il punto di vista religioso ed assumendo quello dalla metafisica pura.
Per questo motivo il Vedanta è essenzialmente uno sruti-pradhâna, ossia una dottrina , uno sâstra , “rivelato”, in opposto allo yukti-prâdana, ossia ad una dottrina basata sul ragionamento.
A questo punto è interessante riportare quanto scritto dall’Avalon:” L’esperienza spirituale è varia. Può avere un carattere più o meno dualistico, ovvero (finchè essa dura ) monistico. Così del noto detto vedico:”Tu sei questo (tat tam asi ) sono state date diverse interpretazioni. La parola tat (=questo) in sanscrito può valere per tutti i casi.Può essere presa al nominativo e allora la formula indica l’identità professata dalla scuola Mâyâvâda e da quella di Râmânuja.Ma può essere usata in altri casi. Tat può significare Tasmât come nella scuola Vallabha “l’Uno da cui tutto procede”. Tat può significare tasya, come nella scuola Mâdhva, “tu sei suo”, “Egli è il tuo Signore, tu gli appartieni e dipendi da Lui”. Tat può significare tasmin, tasmai,come per altri maestri dualistici (dvaivâdin) e per coloro che seguono il sentiero della devozione (bhâkta). “È in Lui che viviamo,con Lui dovete unirvi per mezzo della devozione” , o “è per Lui che voi siete”…..Dualisti radicali come i Naiyâyika, dicono “Tu non sei questo…..”
Il terzo sistema del pensiero indù, il Vedânta, ha due principali divisioni.La prima è rappresentata da tutte le scuole ad esclusione di Shamkarâ poiché solo questi contrappone una verità ed una realtà convenzionali ad una verità e ad una realtà trascendentali. Per questo motivo secondo il Vedânta del secondo ramo, questa realtà dell’universo è soltanto empirica e dal punto di vista trascendentale essa viene contestata.Pertanto il Vedânta nel tendere costantemente all’unità riconduce ad unica realtà le due realtà ammesse dal secondo sistema. L’ultimo passo è stato compiuto dalla dottrina vedantina della Mâyâ nel suo aspetto trascendentale. Riassumendo sinteticamente: in ogni sua particella la materia è reale quanto la mente, non è una creazione di questa.L’ordine dello sviluppo considerato per il singolo, per lo jîva, in questo punto differisce dal Sâmkhia.Per`dal punto di vista trascendentale, da quello di Dio, il mondo è privo di realtà.Da tale punto di vista la realtà va attribuita solo a ciò che è permanente; tutto ciò che viene e che va non è reale, cio ci ricorda il famoso “panta rei” “tutto scorre”.È stato questo secondo ramo della scuola vedântina a cui corrisponde un unico sistema,quello monistico del Mâyâvâda di Shâmkara a far nascere l’idea che gli Indù pensano che il mondo sia irreale, benchè comunemente essi non abbiano affatto questa impressione e benchè ogni altra scuola filosofica indù, a tale riguardo, respinga la dottrina di Shâmkara.Ma coloro che la seguono la concepiscono come il coronamento di tutta la serie dei sistemi filosofici indù, all’estremità inferiore della quale collocano i Shârvâka e i Lokâyata, gli ateisti ed i materialisti.La differenza fondamentale fra essa e gli altri sistemi vedantini sta nel fatto che mentre i secondi in ultima analisi attribuiscono una realtà all’universo, sia pure considerandolo dipendente dal Brahman di cui esso è, in un senso o nell’altro, una parte, per essa l’universo sarebbe una pluralità consistente solamente di “nomi-e-forme”, non sarebbe una parte effettiva ellenica realtà, di Brahman, la presenza del quale dà al mondo l’apparenza di sostanzialità che esso presenta. Nomi-e-forme sono prodotti di un insondabile potere del Signore che è Lui solo l’Immenso, il Brahman, visto attraverso il velo di Maya. Così viene affermata un’unica realtà, nei termini di un principio eterno privo di mutamento.
Per rendere più chiara la posizione del sistema Sâmkhya lo si può tradurre nei termini della dottrina degli Shâkta se ai molti purusha si sostituisce l’unico Shiva e a Prakrti la Potenza (Shakti) di Shiva , dove però diversamente dal Shamkya , Shiva e Shcakti non sono due realtà ben distinte bensì un’unica realtà in due aspetti, statico l’uno, dinamico l’altro.
Con ciò abbiamo posto le premesse per avere un quadro chiaro,più o meno, della visione induista del Vedanta Advaita Tantra. Ma dove può essere l’aggancio con la Dottrina islamica?Chi meglio del Guènon può chiarire, nel suo modo stringato e lucido,questo problema? Citiamo sempre dal medesimo libro,però dal capitolo III°: “…A questo proposito,la sola differenza fra le dottrine tradizionali è proprio quella che abbiamo appena indicato: l’affermazione dell’Unità è presente dappertutto, solo che, all’origine, essa non aveva certo bisogno di essere formulata espressamente per apparire come la più evidente delle verità, poiché gli uomini,allora, erano troppo vicini al Principio per misconoscerlo o perderlo di vista. Attualmente al contrario, si può dire che la maggioranza degli uomini,coinvolti interamente nella molteplicità ed avendo perduto la conoscenza intuitiva delle verità di ordine superiore, solo a stento pervengono alla comprensione dell’Unità; ed è per questo che, nel corso della storis dell’umanità terrestre, diviene via via necessario formulare tale affermazione dell’Unità a più riprese e sempre più nettamente, e potremmo dire sempre più energicamente”. Nel libro “Il Profeta Muhammad” scritto in inglese da Martin Lings, un convertito inglese, tradotto e pubblicato in Italia,viene scritto”C’erano comunque,in quel tempo,come del resto in ogni epoca, alcuni che conservavano la purezza del culto abramico; solo essi capivano che,lungi dall’avere un carattere tradizionale, l’adorazione degli idoli era una innovazione, un pericolo dal quale ci si doveva ben guardare. Bastava conoscere la storia un poco più profondamente, per notare che Hubal (un idolo entro la Kaaba, non era migliore del vitello d’oro dei figli di Israele. Questi Hunafá’( la parola Hunafa’ è il plurale di hantf e significa “ortodosso” ma è anche molto vicino al significato di Unico.), come usavano chiamarsi, non volevano aver nulla a che fare con gli idoli la cui presenza alla Mecca era considerata una profanazione e una corruzzione.Il loro rifiuto di ogni compromesso e la loro franchezza di parola, li relegavano ai margini della società meccana da cui erano rispettati,tollerati o maltrattati a seconda delle singole personalità e della maggiore o minore protezione che i loro stessi clan potevano dare loro”. Questa citazione per testimoniare l’esistenza di “adoratori dell’Unico” ancor prima della venuta del Profeta (s.a.s). Continuiamo con il Guènon:” Se si considera lo stato attuale delle cose, si nota che in certe forme tradizionali questa affermazione è, in qualche modo, meno evidenziata e talvolta costituisce perfino la loro componente esoterica, intendendo questo termine nel senso più lato; mentre,in altre forme tradizionali, essa appare in tutta evidenza, tanto da non riuscire a scorgervi altro…Quest’ultimo caso è quello dell’Islamismo, perfino exoterico; qui l’esoterismo non fa altro che spiegare e sviluppare tutto ciò che è contenuto in tale affermazione e le sue relative conseguenze; e se lo fa spesso in termini identici a quelli riscontrabili in altre tradizioni, come il Vedânta ed il Taoismo, non è il caso di stupirsene , né di vedervi la conseguenza di “imprestiti”, che storicamente sono contestabili; ciò si verifica solamente perché la verità è una e perché, in quest’ordine principiale, come dicevamo all’inizio, l’Unità si manifesta necessariamente perfino nella sua espressione”.
Io penso che come base di discussione tutto ciò,dal mio punto di vista, sia sufficiente!


Considerando che l'Advaita Vedanta..attiene al piano metafisico..quello del Brahman ..mentre la Manifestazione.o Creazione..attiene a quello della Teologia..che poi sarebbe l'exoterismo..come è inteso comunemente...non è che sia tanto chiara la necessità del secondo ..per accedere al primo..in quanto i due ambiti..sono diversi ..anche se la trasposizione interessa più che altro il livello linguistico..che non quello operativo..
Va da se..che un Iniziato..può operare la trasposizione partendo da tutto..anche dalla propria vita quotidiana..che diventa supporto per l'elevazione..come supporto diventa la partecipazione a qualsiasi exoterismo..Quello che mi risulta incomprensibile..è come certi supporti vengono considerati necessari e altri meno..dal momento che tutti..si situano sul piano del contingente..o del temporale ..che poi è la Manifestazione..
Guenon..non si interessa del dualismo metafisico..ma solo dell'identità Atman Brahman..esposta da Shamkara..che considera più principiale..come esprime nell' Uomo e il suo divenire secondo il Vedanta..e presumo che a quella attenga l'Esoterismo Islamico..mentre l'Exoterismo Islamico..dovrebbe essere la forma..in cui l'esoterismo si innesta..come trasposizione metafisica a quello che la Teologia afferma..ma quando si prende una realtà exoterica per calarci significati esoterici..c'è sempre il rischio ..che nella fase finale del ciclo..l'esoterismo sparisca..e allora abbiamo il capovolgimento dell'ordine principiale..e la Metafisica..diventa il corpo intellettuale..dove calare realtà exoteriche..invece di essere l'opposto..Detto in soldoni..è proprio quello che mi sembra succeda..allo stato dei fatti..e come prova..ho la percezione del tremendo attaccamento alla forma..di chi esotericamente dovrebbe preoccuparsi più dell'Essenza..
Mansur venne ucciso..eppure viene considerato Illuminato..come a dire..e Guenon l'afferma..che certi segreti..che poi sarebbe la Metafisica..dell'identità Atman Brahman..non vanno divulgati..in quanto il rigido monoteismo..ne sarebbe stato scosso..ma..ricordiamoci..che questo avvenne quasi mille anni fa..quando l'exoterismo aveva quel valore di Salvezza..che oggi ..non ha più..e..oggi..che il segreto riguarda solo l' incomunicabile e non la riservatezza..proclamare di essere Advaita nell'Islam..equivarrebbe a crearsi molti problemi..dire che tutto è Allah..e quindi anche io sono Allah..non credo sia tanto salutare..
Ho la percezione che i sufi..nell'islam..siano come gli ebrei..costretti a nascondersi e a partecipare alla vita collettiva..per impossibilità di fare altrimenti..ma dove l'esoterismo non è attaccato all'eslusivismo abramita..abbiamo che l'exoterismo ..diventano i gesti della vita quotidiana ..vero supporto esteriore a quell'elevazione interiore che è la meta finale di tutte le forme iniziatiche..e..tra i gesti quotidiani..io metto anche le varie forme di exoterismo religioso..dove è obbligatorio per una vita civile soddisfacente..ma dove l'exoterismo religioso non è obbligatorio..sarà pur sempre obbligatorio vivere..e l'exoterismo..sono le varie operazioni che rendono la vita possibile..operazioni che nell'iniziato..non vengono compiute per obbligo o prescrizione...ma a causa di quella Luce..che è appunto l'Iniziazione nel suo operare nel mondo..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Carissimo Ti rispondo!
Se c’è una cosa che deve essere riconosciuta al Guènon è la sua precisione nell’uso della parola o meglio della terminologia. Ciò premesso, cos’è che spinge un essere umano a porsi delle domande quali,ad esempio, da dove vengo? Chi sono? Come è nato il Mondo in cui vivo? Come è nato l’Universo che ci circonda? Oppure chi ha creato tutto ciò? Evitando le risposte che la Scienza moderna,cerca di dare, e se dico “cerca” nel senso non solo di “cercare delle risposte”, intendo anche dire “tenta”,poiché delle risposte “definitive” non le può dare, mi atterrò esclusivamente alle risposte che la “religione” ci dà.
Che cosa significa “religione”? È una parola che deriva da “re-ligo” e che significa “rilegare” “mettere insieme” “legare insieme nuovamente”,così come le diverse pagine di uno scritto vengono “rilegate” in un unico libro di senso compiuto. Per il libro è sufficiente un “rilegatore” ma per la “religione” si ha bisogno di un “pontefice” un “facitore di ponti”, “Colui che mette in contatto” il Mondo spirituale con quello degli Uomini” e dico “Uomini” poiché la flora e la fauna ed il regno minerale non hanno bisogno di questo “ponte” essendo tutti loro da sé stessi in contatto ed armonia con il Mondo spirituale.
Si può anche dire che il “pontefice” mette in contatto il Cielo con la Terra, dove il termine Cielo, dal latino Coelum, significa ciò “che è celato”, ma perché proprio il Pontefice ha questa funzione? Perché egli è un Sacerdote,dove Sacerdos significa “Colui che conosce la dottrina (dotto) sacra”.
Sono quindi questi conoscitori del Sacro,oggi si userebbe dire “iniziati” che hanno formato la Società umana allineandola al quotidiano “aver a che fare” con il Sacro,dando loro dei supporti “reali” cui fare riferimento, a seconda della loro natura, nel vivere quotidiano. Questa “azione” dopo che fu stabilizzata, portò alla necessità di “mantenerla” di “fissarla”, un agire che io personalmente chiamo “visnuita” dal detto “Brahman crea,Vishnu conserva, Shiva distrugge”.
È quindi chiaro che non si può discutere sulla “religione” senza tener presente la Dottrina dei Cicli Cosmici di cui ora non tratterò se non per dire che entrando nel Kaly-Yuga ,la parte di questo Manvantara, il settimo per la precisione che coincide anche con la fine della prima metà del nostro Kalpa, le “elite” spirituali, all’inizio (del Kaly Yuga), presero tutti i provvedimenti necessari al “mantenimento” di questo “contatto” con ciò che era “celato” all’esperienza comune dei più.
Questi provvedimenti li puoi tutti definire exoterici, anche se i “riti” ottenevano ciò per cui erano previsti, dietro le quinte, all’interno dei Templi, veniva praticata la “Conoscenza esoterica” e questo anche nelle Società umane dette,oggi, politeiste o pagane. L’exoterismo è come la polpa e la buccia di un frutto che giunto a maturazione si “sfalda” e rende possibile la fuoriuscita del “nocciolo” entro il quale,sino al momento della “nuova” fioritura, il seme è protetto.Ciò vale anche per una noce oppure una castagna, la Natura ci parla in questo modo che è il più “semplice”,ascoltare la Musica delle Piante o percepire le “vibrazioni” di una roccia è già un’altra cosa. Detto ciò sono di certo sicuro che il pericolo da te esposto: “….ma quando si prende una realtà exoterica per calarci significati esoterici, c’è sempre il rischio che, nella fase finale del ciclo, l’esoterismo sparisca e allora il capovolgimento dell’ordine principiale …e la Metafisica diventa il corpo intellettuale dove calare realtà exoteriche etc…….”Innanzi tutto vorrei farti notare che senza l’esoterismo non vi sarebbe alcun exoterismo, e quindi il caso da te ipotizzato non può in alcun modo sussistere,l’esoterismo esiste anche senza la parte exoterica,questa è un “ atto di misericordia” rivolto a tutti coloro che non hanno la possibilità o la capacità o la necessaria forza spirituale di praticare i “sentieri iniziatici” facenti parte del così detto mondo esoterico. “un atto di misericordia” dovuto alla necessità di mantenere tutta questa umanità entro i solchi di un “ordinamento sociale tradizionale”e quindi in “armonia” con il Mondo creato, che lo circonda, una Armonia che prima, in illo tempore, ai primordi dell’Umanità, questa Umanità, perché tu dovresti sapere che questa umanità non è stata l’unica e non sarà nemmeno l’ultima, era un dato di fatto per qualsiasi singolo essere umano. In riferimento al quesito che tu ti poni circa “..certi supporti vengono considerati necessari e altri meno..dal momento che tutti..si situano sul piano del contingente ..o del temporale .. Che poi è la Manifestazione” questo è un problema che solo chi ha realizzato l’unione con il suo Signore, e qui ci si dovrebbe intendere sulla parola Signore perché a nessuno è dato di realizzare una simile unione,per dirla con una terminologia islamica si può giungere ai piedi del Trono su cui siede il Signore, con tutti gli aspetti simbolici che questa frase sottointende, può porsi.
Circa la parola Manifestazione già ti ho detto usando il Guènon come chiarificatore, si tratta invece di una Creazione, i sistemi speculativi indiani del Vedânta cui puoi,in un certo modo appaiare il sistema Tomistico cristiano che si rifà a Platone ed ai neoplatonici, cercano di dare risposte che si sarebbero rese necessarie proprio in questi “ultimi tempi”dove una Scienza moderna invasiva avrebbe posto in forse ogni reiferimento divino. Il sistema degli Shackta, basato sulla unità-dualità Shiva-Shakti nota il detto “Non c’è Shiva senza Shakti” cerca di spiegare “passo per passo” la Cosmogonia e non la Teologia,è un processo che potresti studiare anche attraverso i pre-socratici e che Platone ha tentato di portare a termine.Un processo dovuto allo scadimento dei supporti exoterici legati, nella Grecia antica, ai legami tribali di sangue, che furono sconvolti e praticamente resi nulli dalle riforme di tipo “solonico”. È vero che vi sono verità che sarebbe meglio tacere ma non perché mettano in crisi il Monoteismo, ma perché, è il mio parere, sarebbero catastrofiche se “usate” dalla Scienza moderna.
Devo chiudere perché altro mi attende, alla prossima.


Cerchiamo di affrontare un argomento alla volta..che alrimenti facciamo un gran minestrone..
La Trasmissione della Verità....
Il modo migliore per trasmettere la Verità..è il contatto con chi la Verità ce l'ha..e..per un esoterico o iniziato..la Verità..non è l'adesione a qualche morale o qualche rito..ma il possedere la Conoscenza..come dice Shankara..che poi significa essere identificati col Principio Supremo..che è il Brahman...per questo motivo..la trasmissione più importante è quella Maestro discepolo..e..dal momento che la Verità non è una teoria..ma un modo di essere....il sat sang..cioè..il sedersi ai piedi del Maestro..è sempre stato reputato il sistema migliore per trasmettere la Conoscenza..
Naturalmente gli Antichi Saggi..sapevano che se si fosse rotta questa catena..di insegnamento..il messaggio sarebbe andato perduto..e allora si cominciò a scrivere qualcosa..come supporto all'insegnamento ..che doveva essere diretto..ma che..in caso di impossibilità ad essere effettivo a causa dell'oscurità dei tempi..poteva essere simbolico o virtuale..
I Testi Sacri..quindi...sono quell'adattamento della Verità..che si era reso necessario ..quando la Stessa..non era più immeditamente percepibile..
Allora si crearono quelle Caste Sacerdotali..interpreti della Parola..che possiamo vedere tuttora..esistere in vario modo nelle differenti Forme..
Queste Caste..oltre a trasmettere la Parola..cercarono anche di interpretarla..stabilendo delle Leggi..che possiamo chiamare di valore exoterico..cioè..esteriore..prescrittivo..come per esempio le varie regole di alimentazione..relazioni sessuali..matrimonio etc..
Si capisce..che a questo punto..il significato originario di Verità come Identificazione con la Coscienza Suprema..non era più utile..per legittimare certe Leggi..presso il popolo..e fu necessario abbassare la Metafisica ..in una trasposizione teologica..per renderla comprensibile..e allora..si crearono i vari sistemi religiosi..o teologici..mono o politeisti..ma che implicavano ambedue..l'esitenza di Qualcosa..in genere una Divinità..che imponeva certe leggi..e i sacerdoti ne erano gli interpreti..o addirittura..gli ascoltatori..
A questo punto..avvenne quella separazione tra esoterismo ed exoterismo..che conosciamo..riservandosi il primo..alla Metafisica ..e il secondo..alla Teologia..e..manifestandosi poi a livello mondano..con la distinzione in India..tra i bramini..detentori delle Leggi..e gli asceti..sadhu o sannyasin ..detentori della Conoscenza..
Ma i due ambiti..anche se coesistono all'interno della medesima Forma..sono ben distinti..come è distinta la sfera verso a cui si rivolgono..
Questo per dire..che la Teologia è sempre un adattamento della Metafisica..ma..tutti gli adattamenti perdono qualcosa dell'originale..e..nella Teologia..viene persa l'identità Uomo -Principio..o Atman -Brahman..e si afferma il Dio Creatore..e l'uomo creatura..in quanto ormai..gli uomini non avrebbero più compreso quest'Identità...ma anzi..sarebbe stata intesa come licenza di fare qualsiasi arbitrio in nome dell'identificazione col Principio Supremo..
Questi due sentieri..quello metafisico e quello teologico..quindi.. hanno cominciato a convivere..ma..dal momento che le finalità erano diverse..e potremo chiamarle anche opposte..come opposizione c'è tra conservazione e trasformazione..Vishnu e Shiva...non sempre l'esoterismo ha potuto manifestarsi in piena luce..ma...come in Occidente..ha dovuto nascondersi in un linguaggio cifrato come l'Alchimia..o in Ordini Riservati..come la Massoneria...in quanto la religione exoterica..non comprendendo il piano metafisico..li avrebbe considerati permanenza di concezioni pagane..e quindi da estirpare..Ora..posta questa differenza tra i due domìni..ed essendo il dominio exoterico un adattamento di quello esoterico..e sparendo quest'ultimo ..ritirandosi.. come avviene nella discesa ciclica..avremo che l'exoterismo..non sostenuto più dall'esoterismo..sarà lettera morta..non vivificata dallo Spirito..in quanto lo Spirito..ormai si è ritirato..
Dire che lo Spirito non si è ritirato da una Forma..significa non ammettere la degenerazione ..prodotta dalla discesa ciclica.. oppure usare due pesi e due misure..in quanto non si capisce perchè tutto si degenera e corrompe..mentre le Forme religiose non lo fanno..e infatti..si degenerano anche loro..come tutte le cose....
Guenon diceva che il Cattolicesimo si era degenerato già negli anni venti..figuriamoci cosa direbbe oggi...dopo il Concilio Vaticano II..e anche l'Islam..non è certamente oggi..quello degli anni venti..e ..non credo sia cambiato in meglio..
Mentre l'esoterismo rimane sempre lo stesso..l'exoterismo cambia..in quanto uomini diversi hanno bisogno di leggi diverse..e nel momento in cui l'esoterismo non bilancia più l'asprezza dell'esteriore..ecco che le Forme..lasciate a se stesse..senza più un anima..sono preda di chi vuol sfruttare la loro forza..per i propri fini..Basta pensare all'Islam risucchiato nella lotta politica..Bene..la mia idea è questa..e non è difforme dalla Tradizione..A mano a mano che procede la discesa ciclica....le Forme..abbandonate dall'esoterismo..si degradano..finche saranno assorbite in altre Forme..come è sempre successo dall'inizio del Kali Yuga..oppure..dal momento che non uno Yuga finisce..ma un intero Manvantara..le Forme cesseranno la loro esistenza..e la Sacralità..diventerà il semplice vivere quotidiano..in un umanità..che avrà recuperato il senso dell'Esistenza..
E..non è forse questa l'Età dell'Oro..dove non è necessaria nessuna Chiesa..perchè tutto è preghiera..e gli uomini..vivendo nel Principio..lo vivono in ogni luogo..? Allora non ci saranno riti..perchè tutto sarà rito..e non ci saranno Salvatori..perchè tutti saranno salvati..e non ci saranno preti ..perchè ognuno sarà legge a se stesso..essendo illuminato dalla Luce della Verità..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)
a mio parere non esiste un filo logico tra entrambi i lati