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Discussione: I fenomeni B.V.M.

  1. #1
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    Predefinito I fenomeni B.V.M.

    Per quale ragione uomini di ogni cultura e religione si trovano di fronte a fenomeni di apparizioni religiose e guarigioni miracolose? Superstizione? Fanatismo religioso? Illusioni? Oppure esiste una superscienza che si cela dietro a questi fenomeni?

    Questo dipinto è intitolato "La Madonna con San Giovannino", XV secolo, opera di un artista sconosciuto della scuola del Lippi, è conservato in Palazzo Vecchio a Firenze. Un oggetto identificabile con un disco è in alto, sulla destra di Maria. Nell'ingrandimento di questa sezione si vede chiaramente un uomo ed il suo cane che stanno guardando l'oggetto volante.

    Per introdurre questo argomento è necessario innanzitutto definire la sigla B.V.M. e precisare di quali fenomeni stiamo parlando. La sigla B.V.M. significa "Blessed Virgin Mary" oppure, in italiano, "Beata Vergine Maria"; anche se, in realtà, con questa sigla vengono definiti anche i fenomeni di apparizioni religiose che non appartengono al Cristianesimo.

    La cosa interessante è che la dinamica di queste apparizioni e quasi sempre la stessa, nonostante si confrontino diverse culture e religioni. Infatti, in linea di massima, il fenomeno è costituito da una nuvola dalla quale, illuminata da un fascio di luce, appaiono la Madonna o altre figure religiose non cristiane. Ulteriori testimonianze le possiamo trovare anche all'interno di testi sacri come la Bibbia, il Corano,e altri, dove molti "messaggi divini" erano trasmessi da Dio ai vari protagonisti per mezzo di apparizioni molto simili a queste appena descritte.

    Un altro tassello che compone questo mosaico è costituito dai fenomeni che precedono l'apparizione. Infatti, molto spesso, i fenomeni B.V.M. sono preceduti da avvistamenti di luci nel cielo, "ruote o travi di fuoco", "uccelli di fuoco", "scudi volanti " ecc. Tutte queste descrizioni dei fenomeni precedenti a quello dell'apparizione mariana, o di altro tipo, ci ricordano molto i nostri i casi odierni di avvistamenti U.F.O. Naturalmente non possiamo generalizzare dicendo che ogni avvistamento U.F.O. sia connesso ai fenomeni B.V.M. o viceversa, ma possiamo dire che una buona quantità sì. Dobbiamo anche precisare che gli avvistamenti U.F.O. non sono certo un'esclusiva del nostro secolo e che, da sempre, possiamo trovare prove indiziarie che denotano la presenza di questo fenomeno fin dall'antichità.

    Naturalmente viene da chiederci quale sia il filo conduttore che lega questi due fenomeni che, apparentemente, non sembrano avere nulla a che fare. La risposta la possiamo trovare proprio negli aspetti tecnologici presenti in queste apparizioni e nei fenomeni connessi; come avvistamenti che precedono il fenomeno, guarigioni miracolose successive, ecc.. Possiamo menzionare in primo luogo la presenza di oggetti volanti, luci nel cielo che precedono l'apparizione; per esempio il " miracolo del sole", che ha preceduto l'apparizione di Fatima nel 1917, le cui fasi corrispondono senza dubbio ai nostri avvistamenti U.F.O.

    Un altro aspetto tecnologico lo possiamo trovare proprio nel momento in cui appare figura religiosa. Infatti, in quasi tutti i casi, la figura della Madonna sembra inerte all'interno di un fascio luminoso e gli eventuali messaggi, rivolti ai protagonisti, non sono mai trasmessi oralmente - poiché le labbra della Madonna sono sempre serrate - bensì in modo telepatico . Questi ultimi aspetti ci possono indicare come l'immagine che appare ai protagonisti non è reale ma, molto probabilmente, è una proiezione oleografica che maschera la vera identità del fenomeno. Con questa affermazione non voglio dire che la Madonna o gli angeli o altre figure sacre siano U.F.O. o extraterrestri, ma che probabilmente queste intelligenze extraterrestri utilizzano immagini a noi conosciute. e che suscitano in noi particolari sensazioni, per mascherare la loro vera identità. Ultimo aspetto, ma non meno importante, riguarda il fenomeno ITF (Instant Trans-Ference) o Teleportation (Teletrasporto), caratterizzato in linea di massima dagli stessi elementi delle apparizioni mariane. Anzi, in alcuni casi, è proprio la figura religiosa che permette al protagonista di essere teletrasportato, anche a lunga distanza, istantaneamente. Sembrano solo storie di fantascienza ma ci sono casi, sia di oggi che di ieri, ben documentati. Possiamo ricordarne alcuni più eclatanti. Per esempio, si narra nel Vangelo che lo Spirito Santo comunica a tutti i dodici apostoli, che erano sparsi in tutto il modo, la morte della Beata Vergine Maria, e che tutti loro dovevano recarsi presso Betlemme a renderle omaggio... La cosa che a noi interessa di più è il fatto che tutti loro sono letteralmente rapiti dallo Spirito Santo per mezzo di una nuvola di luce che, all'istante, trasporta dal luogo in cui sono a Betlemme... Quindi tutti i dodici si ritroveranno insieme nello stesso momento nonostante provenissero da luoghi distanti miglia di chilometri. Un fatto ben documentato, dei nostri giorni, è accaduto in Sudamerica durante una importante gara di rally, quando una vettura e i due piloti, dopo l'avvistamento di una fortissima luce bianca a forma di uovo, furono trasportati per una distanza di circa 70 Km. a una velocità di circa 4200 Km/h e depositati sul ciglio della strada. Dopo aver raggiunto un area di servizio, si resero conto che il serbatoio era completamente vuoto; a conferma della loro esperienza c'è anche la testimonianza del gestore dell'area di servizio che affermò anch'egli di avere avvistato l'UFO.

    Per ultimo citerei la trasposizione della Santa Casa di Nazareth, a Loreto, dove oggi sorge il famoso santuario. Questa incredibile vicenda risale all'inizio nel 1291, quando la Santa Casa subì la prima traslazione da Nazareth a Tersatto in Dalmazia. Mentre la seconda traslazione avvenne intorno al 1297, quando da Tersatto la Santa Casa fu traslata in Italia, presso Recanati, e successivamente a Loreto (dove si trova attualmente). Questi fatti sono comprovati da documenti, affreschi, dipinti e testimonianze di illustri personaggi dell'epoca. La cosa che accomuna tali episodi è la presenza di oggetti volanti, luci nel cielo ecc.; tutti ben descritti dai vari testimoni e che ricordano molto chiaramente gli U.F.O. che si avvistano nella nostra epoca. Infatti, non a caso, in molti affreschi e dipinti raffiguranti la Madonna o altre immagini Sacre sono rappresentati nel cielo sullo sfondo, quasi subliminalmente, oggetti molto particolari la cui forma è accostabile a quella dei Dischi Volanti.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 12-02-10 alle 21:40

  2. #2
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    Predefinito Rif: I fenomeni B.V.M.

    Altre particolarità legate a questo fenomeno sono racchiuse nella disposizione geografica delle principali cattedrali ed abbazie francesi, costruite nei luoghi dove è apparsa la figura della Madonna e a lei intitolate (le famose Notre Dame). Di fatto, se colleghiamo con linee le Notre Dame, otteniamo il disegno della Menorah ebraica; da sempre questo famoso candelabro a sette braccia è sacro per gli ebrei ed è anche simbolo della vita. Tengo a precisare che un Crop Circle rappresentante questa figura è apparso nel 1999 sui campi nei pressi di Barbury Castle, nello Wiltshire, in Inghilterra.
    Passiamo adesso alle guarigioni miracolose legate ad apparizioni mariane. Molti aspetti di questi eventi, inspiegabili per la scienza ortodossa e in alcuni casi eventi miracolosi per la chiesa, racchiudono in sé - più che una mano divina - una chirurgia molto avanzata e a noi ignota. Del resto le imprese compiute dagli attuali medici sarebbero state interpretate come miracoli solo qualche centinaio di anni fa. Ma allora come non pensare che esista qualcuno che possieda una scienza tanto avanzata da essere vista ai nostri occhi come un evento miracoloso? Molti aspetti tecnologici di tale fenomeno, compreso quello delle guarigioni, ci lasciano credere che, come sostenuto sopra, dietro a questa maschera costituita da figure a noi familiari e sacre si celi un'intelligenza avanzata e sostenuta da una tecnologia migliore della nostra, che sfrutta questa maschera per ottenere la fiducia dell'uomo.
    Per concludere, vorremmo citare alcuni casi famosi di apparizioni mariane di cui si dispone di documenti fotografici; ad eccezione del caso di Fatima, avvenuto in Portogallo nel 1917, da cui partiremo.
    Su questo c'è ben poco da dire poiché tutti conosciamo, in linea di massima, la più grande apparizione della storia; di cui ancora oggi si parla soprattutto per le rivelazioni fatte dalla Madonna ai piccoli testimoni Francisco e Jacinta Marto e Lucia dos Santos. Viene, però, poco tenuta in considerazione la dinamica dei fatti; vari aspetti tecnologici portano a pensare a una connessione tra questi fenomeni e un'intelligenza superiore che sfrutta una tecnologia molto avanzata per comunicarci questi messaggi. Per quanto riguarda il caso di Fatima, ci sono due aspetti molto interessanti che ci fanno pensare a questa connessione. il primo è la stessa immagine della Madonna che si presenta inerte davanti ai tre bambini e pare essere proiettata da un fascio di luce (in pratica, una sorta di immagine olografica). L'altro aspetto è il famosissimo "miracolo del sole", visto anche dai paesi limitrofi, che consiste nell'avvistamento di una luce fortissima come il sole che inizia a compiere evoluzioni nel cielo e girare a vortice dopo essere fuoriuscito da una nuvola... Tale dinamica ricorda molto il particolare volo degli attuali U.F.O. come riportati da testimoni di tutto il mondo.

    Un altro caso eccezionale, un po' meno famoso ma dall'ottima documentazione, è quello di Zeitun (Cairo, Egitto) avvenuto il 2 aprile del 1968. Eccone, in breve, la dinamica tratta dal libro di Roberto Pinotti "Dei dallo spazio - Apparizioni religiose e intelligenze extraterrestri" ( App.1, pag.255.). "...la sera del 2 aprile 1968, alle 22.30, operai musulmani, mentre lavoravano in un'autorimessa a Zeitun, videro sulla cupola maggiore della chiesa copta prospiciente il luogo della loro attività una sfera di luce e, nel suo interno, una donna che si muoveva. Il fenomeno si verificò parecchie volte e la visione fu identificata nella Madre della Luce. L'apparizione più lunga si ebbe il 30 aprile 1968 e i fenomeni poterono essere constatati da numerose persone di razza e religione diverse. Il patriarca ortodosso del Cairo, Cirillo VI, nominò una commissione di inchiesta e, dopo i lavori di questa, affermò il carattere soprannaturale degli avvenimenti. Shenoudah, successore di Cirillo alla sede patriarcale, nella visita a Paolo VI nel 1973, accennò a questo avvenimento quale argomento a prova della validità e credibilità della Chiesa egiziana. Delle apparizioni di Zeitun abbiamo anche sconcertanti documentazioni fotografiche, in una serie ufficiale e autentica di istantanee in bianco e nero riprese durante le varie manifestazioni, comprendenti anche corpi volanti luminosi. ...".

    In questo sito trovate diverse foto interessanti su tali fenomeni.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 13-02-10 alle 01:31

  3. #3
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    Predefinito Non solo le Madonne piangono...

    Questi "miracula" sono sempre esistiti nell'antichità. L'elemento "portentoso" è intimamente connesso alla dimensione delle varie tradizioni religiose: la pagana, la cristiana e la buddhista ne sono ricche, specie a livello popolare. Nei ceti alti i miracoli sono di altra natura, più venali.
    Questi fenomeni si sono sempre verificati e non solo nel recente passato.
    La letteratura religiosa cristiana (non solo del medioevo, ma anche in tempi recenti) abbonda; ma molti episodi sono contenuti pure nei testi antichissimi di ogni popolazione, su ogni continente e di ogni fede religiosa (30.547). E nella stessa identica fenomenica dimensione.

    Ci limitiamo a narrare alcuni di quelli antichi. Di quelli recenti e attuali si occuperà il compilatore di una futura cronologia degli anni 3000.

    Tito Livio, nella sua famosa storia, ne cita a profusione. Il Cristianesimo non era nemmeno apparso a Roma (Livio nacque nel 59 a.C. e morì nel 17 d.C.).

    Questi fenomeni della credulità popolare a Roma si verificavano sempre quando le cose andavano molto male; e le calamità, molto spesso, non mancavano. Prolificavano le statue piangenti durante invasioni, assedi, disfatte o quando una flotta colava a picco in una bufera. Gli dei partecipavano sempre all'angoscia dei cittadini senza più certezze nel futuro.

    Ma accadevano anche quando qualcuno non tollerava certi atteggiamenti licenziosi all'interno della società e si lamentava che la stessa era degenerata e divenuta troppo opulenta, egoista, materialista, lasciva, immorale, dissoluta, degradata; e, soprattutto, miscredente. Non onorando gli dei, non partecipando ai sacrifici - affermavano i sacerdoti - le divinità piangevano, offese e addolorate.

    Superfluo dire, che a far nascere la psicosi collettiva erano proprio loro, i sacerdoti, quando gli adepti divenuti troppo gaudenti, edonisti, smettevano di frequentare basiliche e templi per dedicarsi a cose più piacevoli e prosaiche.
    In occasione di eventi catastrofici naturali (pestilenze, terremoti, siccità, carestie, ecc.), militari o di malessere sociale, i disfattisti erano subito pronti a far nascere la psicosi e predicare e ricordare che tutto il male derivava dal fatto che non si onoravano abbastanza gli dei, e che questa offesa si esprimeva non solo con il pianto di dolore per lo sdegno ma anche col preannuncio di gravi punizioni e immani sciagure per il futuro.

    Quando Annibale decise l'invasione d'Italia nel 217 a.C., per le disfatte subite dai romani, i sacerdoti e gli officianti di riti si diedero molto da fare. A Mantova tutti gli dei lacrimarono così tanto sangue che il fiume Mincio iniziò a tingersi di rosso. Ma, non contenti, i sacerdoti segnalarono che sulle strade c'erano gocce di sangue, dunque era caduta una vera e propria pioggia di lacrime degli dei offesi. (quella pioggia rossa non era altro che una nuvola impregnata delle solite sabbie provenienti dal deserto africano; come accade ancora oggi).
    Pochi mesi dopo a Lanuvio, una delle città del Lazio, la statua della dea Giunone, sposa di Giove, dea della fecondità, cominciò anch'essa a piangere sangue.

    Nella Sabina, ad Aminterno, un fenomeno simile a quello del Mincio fu registrato anche sul fiume Aterno: vi scorreva sangue. Mentre a Rieti molti giurarono di aver visto piangere il sole. Altri, nel Foro Subertinum, confermarono senza ombra di dubbio di aver visto scorrere veri e propri ruscelli di sangue.
    Anche gli abitanti di Minturno, in una scena raccapricciante, videro davanti alle porte della città scorrere torrenti di sangue.

    I dintorni di Roma si affollarono di divinità piangenti. Prima si mise a piangere la dea Feronia nel suo tempio, a Capena, sull'Appia. Poi, per non scontentare altri quartieri, gli dei si divisero e si diedero molto da fare; quattro statue con le loro sembianze iniziarono a lacrimare sangue notte e giorno, in continuazione, mentre processioni e sacrifici agli dei aumentavano di numero e di presenti.

    Anche a Monte Albano gli dei non si lasciarono pregare, anzi fecero le cose in grande: il lago Volsinii (Bolsena) si tinse di rosso (*), mentre non molto lontano, durante la mietitura, dalle spighe di grano iniziò a sgorgare sangue; queste lacrime erano della dea Feronia, la protettrice delle messi, indubbiamente angosciata e offesa per non esser stata venerata nel corso dell'anno e a non aver ricevuto donazioni nella misura richiesta dai sacerdoti.
    (*) Anche oggi vi sono laghi vermigli, color rosso, fenomeno dovuto a una microfita, la Gledonium sanguineum;a seconda della concentrazione, alcuni anni sembra proprio sangue. Poco lontano - nella Val di Non - c'è l'antica e leggendaria capitale delle Streghe Assassine; queste sgozzavano le loro vittime appunto nel lago.

    Poteva mancare il dolore degli dei a Roma nella capitale del vizio (la Sodoma e Gomorra laziale)? Ecco che, allo stadio Flaminio, la dea Giunone un pianto se lo fece pure lei, con abbondanti lacrime di sangue per le sventure della guerra e il lassismo godereccio dei potenti. Mentre sul Campidoglio il rosso venne dal cielo: una pioggia di sangue degli dei che si estese all'intera città; gente di ogni quartiere di Roma affermò che, nella notte, era piovuto sangue.

    Autorevoli sacerdoti giuravano di aver visto "il miracolo" e i fanatici erano pronti ad appoggiare la loro tesi o allucinazione, meglio la ben architettata truffa ai danni dei creduloni, spesso con il solo intento di affollare il tempio per poi ricavarci tante elargizioni.
    Nelle cronache si narrano molte di queste truffe, architettate per carpire la buona fede dei "fedeli" e sfruttarla per mille motivi (anche allora, insomma, c'era il business).

    Lo stesso Giuliano, si narra, assistette a un fenomeno di questo genere: una statua pagana che piangeva. Una messinscena probabilmente ben architettata da chi voleva evitare che l'imperatore emigrasse nella religione cristiana, che non tardò a far conoscere simili "miracoli".

    Quando morì assassinato il figlio di Filippo, nel 182 a.C., Giunone, fu molto addollorata e partecipò al lutto piangendo a dirotto dalle sue statue disseminate un po' ovunque. Tutti - presi dalla psicosi collettiva - ne avevano visto almeno una piangere.

    Dopo la battaglia di Cuma potevano rimanere indifferenti gli dei, addolorati dalla sconfitta dei romani? Ma nemmeno per sogno. Questa volta fu Apollo che ebbe una vera e propria crisi; per tre giorni e tre notti non smise di piangere.
    Oltre quelle pubbliche, gli dei lacrimanti privati non si contarono nei tre giorni, ognuno a casa aveva una piccola statua che piangeva dal dolore come quella esposta al Foro.

    Alcuni riti pagani erano praticati dagli stessi cristiani per far vincere, con l'uso dell'acqua santa, persino il cavallo alle corse (lo fanno ancora oggi, al palio di Siena), e sembrava poca la differenza rispetto a quando lo stesso rito era officiato da un seguace di una religione pagana, già secoli e secoli prima, allo stesso modo. L'aspersione su oggetti o persone, che un tempo era fatta con il sangue dell'animale sacrificato mentre poi si iniziò ad usare l'acqua, costituiva un rito anche questo mutuato dalle religioni ebree e indiane; dove usavano, appunto, le acque dei cosiddetti "fiumi sacri".

    I tentativi compiuti dai cristiani di eliminare il politeismo a favore del monoteismo lasciavano molti alquanto sconcertati. Costoro, poi, a stento capivano le differenze quando i seguaci del cristianesimo prima predicavano un unico Dio, poi una Trinità e, infine, cominciavano ad attribuire sempre maggiore importanza ai Martiri, diventati Santi. Sembrava anche questo un politeismo. Far capire dov'era la differenza fra i miracoli di Tebaide e i miracoli cristiani non era molto semplice. Né si riusciva a mostrare la profonda spiritualità della nuova religione divina monoteistica con i mezzi e la letteratura, piuttosto grezza, che usavano i primi seguaci del cristianesimo.

    Lo stesso Sant'Agostino, che aveva buon senso ed era un uomo di ottime conoscenze letterarie e scientifiche, polemizza per le interminabili favole dei manichei (anche lui, inizialmente, era tale), imbastite su cielo, terra, luna, sole e altre mille stramberie che non portavano acqua al mulino della credulità cristiana, soprattutto fra le persone di cultura greca.

    Raccontare di miracoli che riuscivano a far leggere i ciechi, camminare gli storpi o vincere quel cavallo poteva essere efficace presso alcuni, ma non era accettato da altri, da gente che prima voleva vedere, sentire e toccare con mano. Altrimenti si sarebbe caduti nella vecchia magia esoterica e negli isterismi collettivi di cui é piena la letteratura antica.

    Non dimentichiamo proprio la Grecia. Qui le statue di divinità piangenti comparivano ovunque; gli dei erano sempre addolorati per il disinteresse religioso dei cittadini e, quindi, non si trattenevano dal versare lacrime. Naturalmente tali fatti davano voce alla classe sacerdotale per riportare nei templi gli adepti dopo aver comunicato quanto grande era il dolore degli dei e, nello stesso tempo, intepretavano la loro volontà: la minaccia di abbandonare il popolo corrotto a se stesso, in balia dei barbari, se non si fossero ravveduti in tempo.

    Queste manifestazioni di psicosi collettiva non mancano anche in Cina, in India, in Giappone. In testa a tutti le statue del Buddha, che spesso parlavano o, secondo moltissimi, volavano.
    Buddha (dai suoi testi) rimprovera tali manifestazioni perché non conducono alla conversione di chi non ha fede né rafforzano quella di coloro che già la possiedono e che dunque, non hanno bisogno di "segni".
    Pure l'Islamismo nega ogni ruolo al miracolo; il Corano è già il "segno", unico, ed è più che sufficiente per un musulmano..
    Ma anche Gesù, nel Vangelo di Marco (VIII,12), ha parole di biasimo per coloro che si aspettano miracoli o un "segno". "In verità vi dico: non sarà dato alcun 'segno' a questa generazione".

    Ammiano Marcellino scrisse: "Non c'è romano che - quando esce di casa, quando mangia, o quando va perfino in bagno - non ha fatto la sua bella ricerca nella paccottiglia che ha in casa, dove questo o quell'altarino gli dice se farlo o non farlo, e se andrà bene o no la più banale azione quotidiana. Ogni romano dipende da un mucchio di cianfrusaglie messe insieme" (non molto dissimile é oggi lo scintoismo giapponese, con i suoi 900 dei; qui Ammiano sembra attualissimo, visto che esiste proprio una divinità che sovrintende anche alle azioni nel WC).

    Malgrado il biasimo dell'irrazionale, le statue e le immagini che iniziarono a lacrimare nel medioevo non si contano. In numerosi libri, dal 1500 in poi, che a loro volta narrano a modo loro il medioevo, le lacrimazioni sono piuttosto numerose. Ma anche in tempi recenti. Non dimentichiamo che, nel periodo del secondo dopoguerra, con l'immane "pericolo rosso" dei senza Dio, statue e immagini che lacrimavano per la calamità comunista si contarono in ogni angolo d'Italia.
    I vedenti, specie a livello popolare, per essere stati i prescelti si godettero un attimo di celebrità nelle varie riviste d'epoca, giornali locali e nazionali. Lo storico del 3000, sfogliandoli, rimarrà certamente un po' sconcertato.

    Il più curioso e anche singolare dei miiracula fu quello dove Dio comparve come banchiere nelle vesti di un certo Giovanni Battista Giuffrè (anno 1958). La provvidenza divina moltiplicava (100%) i biglietti di banca nelle sacrestie, che ovviamente Giuffré prima raccoglieva dai parrocchiani con a fianco i curati che lo trattavano come un santo.
    Creò scandalo. Coinvolse banche, vescovi, Stato e due ministri delle Finanze (Preti e Andreotti).
    I giornali pubblicavano perfino le foto quando avveniva la "moltiplicazione delle banconote", con Giuffré attorniato da parroci in estasi. Poi la provvidenza emigrò verso altri banchieri (loro i miracoli normalmente li chiamano "operazioni finanziarie di rientro", cioè "paga o ti faccio fallire") e lui, Giuffrè, bello paffuto, col sorriso mefistofelico, non riuscì nemmeno a restituire le somme ricevute, altro che 100%!
    La provvidenza aveva incontrato il diavolo - disse - che si era mangiato ogni cosa.
    A piangere - questa volta - non furono le statue delle madonne ma decine di migliaia di risparmiatori, per la disperazione di aver perso tutto.
    ___________

    Torniamo a Roma nel periodo di fine impero, quando purtroppo stava sopraggiungendo la grande paura; in questa attesa non si ebbe nemmeno più il tempo di interrogarsi su cos'era vero e cos'era falso, com'era e chi era veramente e dove abitava Satana. Anche perché tutti gli altari di ogni altra religione furono fatti a pezzi davanti a gente ormai smarrita, che pensava solo a interrogarsi su cosa riservava il futuro, se un futuro c'era ancora.

    Come sempre accade in tutti i periodi oscuri e di grande afflizioni, rispuntarono gli scrittori apocalittici del passato: Giovanni, Pietro, Erma... A questi se ne aggiunsero altri che incitavano a convertirsi, a "rafforzare" gli animi con la consolazione, a fare penitenza, come ultima possibilità offerta eccezionalmente da Dio prima della "Fine del mondo".

    Giovanni, nella sua "Apocalisse", simboleggiò Roma con Babilonia. Vedeva la capitale come l'incarnazione della potenza del mondo demoniaco. Ma era strumentale pure questa sua opera, perché il libro (anche se è stupendo per la forza poetica e la profonda religiosità) riprendeva tanti motivi delle tradizioni delle apocalissi giudaiche (Daniele, Enoch, Baruch, Esdra, Elia) e anche e soprattutto elementi della mitologia astrologica, per esempio i temi settenari. Ricordiamo che qualcosa di simile figurava anche nei papiri egiziani e cehe nella letteratura egizia di qualche millennio prima compaiono tre volte personaggi apocalittici che predicavano la fine del mondo a causa della società degenerata, opulenta, egoista, materialista e miscredente.

    Ritroviamo questi aspetti anche nelle creazioni letterarie del Parsismo (Zoroastrismo-Zarathustra, Letteratura Pehlevi). dove erano descritti prima gli apocalittici castighi terrestri e poi le sanzioni o i premi nell'aldilà. Le punizioni sono all'Inferno e le beatitudini in Paradiso, dopo la fine del mondo (Apocatastasi); il finale é legato sempre all'arrivo di un Salvatore.

    In questa letteratura troviamo una singolare perla, il "Viraf", che narra della visione-viaggio di un poeta, con discesa all'Inferno e ascesa al Paradiso; nel primo ci sono anime dannate nei tormenti di ogni genere, ma non eterni (a differenza che nell'Inferno cristiano), nel secondo le anime elette nella beatitudine celeste eterna. Una "Divina Commedia", insomma, scritta mille anni prima. Dante, forse alla corte di Sicilia (dove non è accertata la sua presenza; ma comunque, direttamente o indirettamente, ne seppe qualcosa), trovò negli scaffali insieme all'Avesta, il libro sacro "Viraf" era fra i tantissimi volumi portati dall'Oriente da Federico II nel 1228. Questi furono gli unici scampati dopo il crollo degli Abbasidi (arabi) per l'invasione dei Tartari (mongoli), che distrussero tutte le biblioteche arabe e, in particolare, quella di Baghdad (un milione di manoscritti e codici conservati, appartenenti a ogni epoca, alcuni già bimillenari, della civiltà sumera e babilonese ma soprattutto di quelle iraniana, mesopotamica e indiana).

    In Grecia, nel 381, si svolgono i giochi della CCXC Olimpiade, con qualche insofferenza della Chiesa che inizia a non tollerare questo tipo di divertimento molto popolare e che distoglie dalle attività religiose; come, del resto, tutte le altre attività ricreative che si svolgono annualmente.
    Gli "anatemi" colpiranno come "fulmini" quasi tutte le manifestazioni di popolo, considerate - in blocco - retaggio pagano: musica, arte, sport, letteratura amena, poesia, giochi negli anfiteatri, teatro e le innumerevoli feste e ricorrenze legate agli dei della mitologia greca, alcune già millenarie, che ben presto scompariranno. Altre, successivamente, saranno mutuate e adattate ai nuovi riti e alle nuove ricorrenze di martiri e santi, a fianco di altre date stabilite apposta dalla nuova"liturgia"; anch'essa, in buona parte, mutuata dagli antichi riti orientali.

    Nel 393 si svolge l'ultima Olimpiade. L'editto di Teodosio che le fa cessare sarà reso noto l'anno successivo, prima della sua partenza da Costantinopoli (che non rivedrà più). Tutte le manifestazioni, soprattutto quelle collaterali, furono considerate da lui e dall'episcopato cristiano tutte pagane ,e pertanto, eliminate dalla vita pubblica.
    Muore così lo sport, la cura fisica ed estetica del corpo umano, lo svago salutare e spensierato di una moltitudine di gente nelle palestre, negli stadi, negli ippodromi di molte città, frequentati tutto l'anno con altri piccoli "campionati" locali di "selezione" (come oggi).

    Una delle più longeve istituzioni, che univa i popoli anche quando erano in guerra tra loro (erano perfino sospese le belligeranze), era cancellata. Moriva così, con una discutibile motivazione.
    Le giornate e le esistenze di ognuno iniziarono a farsi grigie.

    Purtroppo il resto doveva ancora venire... e sempre con discutibili motivazioni.

    Il teatro gratificava basse sensazioni; l'arena stimolava istinti bestiali; la danza era un'inseparabile compagna dell'indecenza, perché - predicava Crisostomo - non dava ristoro alla mente, ma eccitava le passioni più terrene. Indistintamente, erano tutti focolai di immoralità. Quindi, da eliminare!

    Da quel giorno smisero di piangere anche le statue greche e quelle romane. A piangere rimasero solo più i greci e i romani. Iniziavano, per tutti loro, i "secoli bui".
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 14-02-10 alle 15:57

 

 

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