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Discussione: Cosi' Era La Rai

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    Predefinito Cosi' Era La Rai

    I consiglieri RAI Urbani (ex ministro), Petroni, Malgeri, Staderini e Bianchi Clerici sono iscritti nel registro degli indagati, pm Adelchi D’Ippolito, per abuso d’ufficio in riferimento alla nomina di Meocci a direttore generale della RAI.
    Mi ero interessato della vicenda perché trovavo ingiusto che la RAI, cioè i cittadini, venisse multata di 14,3 milioni di euro per responsabilità ascrivibili ai consiglieri RAI di maggioranza (5 Agosto 2005, governo Berlusconi) che votarono Meocci e allo stesso Meocci che, essendo stato fino a tre mesi prima componente dell’Autorità per le comunicazioni, non poteva non conoscere la normativa che lo indicava incompatibile col nuovo incarico.
    Meocci si dice non responsabile e candidamente dichiara: “Un giorno…mi hanno offerto un contratto. Era un grande premio…da rirettore generale della RAI. Ma chi riceve un premio, senza peraltro chiederlo, non ha motivo di sentirsi in colpa e non matura certo responsabilità”.
    Così, dopo essere stato per sette anni il controllore della RAI, ne diventa il direttore generale, considerandolo un grande premio senza porsi nessuna domanda ( per esempio, da chi e perché?).
    Ma l’aspetto più grave della vicenda riguarda i comportamenti dei consiglieri, oggi indagati, e del rappresentante del ministero del tesoro. Questi, durante l’assemblea degli azionisti del 4 Agosto 2005, informava il cda che la questione dell’incompatibilità era propria del consiglio e che i consiglieri non erano coperti da assicurazione in caso di colpa grave.
    Niente paura…chiedono poco dopo essersi visti come cda di estendere l’assicurazione alla colpa grave. Il rappresentante del ministero estende l’assicurazione come richiesto assumendosi in tal modo la responsabilità dell’incompatibilità…tanto paga il contribuente.
    Tutto ciò accade nello spazio di una giornata.
    Sembra un fil grottesco, ma è la realtà, estendibile ad ogni livello istituzionale: se non possiamo operare come nelle nostre intenzioni si possono cambiare le regole. Nessuna responsabilità, quindi, perche i consiglieri hanno agito nel rispetto delle nuove regole (estensione della copertura assicurativa per colpa grave), tra l’altro col suggerimento indiretto e la responsabilità, ben evidente, del rappresentante del ministero.
    Aspettiamo, intanto , la sentenza definitiva del Consiglio di Stato del 19 Dicembre p.v..
    Confermerà le sanzioni comminate dell’Autority e la successiva e identica sentenza del TAR del Lazio? O, come spesso accade, tutto finirà a tarallucci e vino?
    Certo la vicenda rappresenta una grave dimostrazione di arroganza del potere che ricorre a banali trucchi per affermarsi senza remore e dignità, nel totale disprezzo dei cittadini.
    Le responsabilità e i nomi dei cattivi amministratori, ripeto oggi come allora (21/07/06), sono chiari quanto i danni arrecati all’azienda e chiari devono essere le conseguenze.
    Il problema, comunque, si pone nella sua oggettività e riguarda i vari livelli delle istituzioni. Mai un responsabile individuato che ripari il danno procurato. E’ sempre il cittadino a pagare per le colpe d’altri, colpevoli del loro operato in quanto sono tenuti a conoscere le leggi relative al proprio ambito di lavoro.
    Ciceruacchio

  2. #2
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    Invito chiunque non l'abbia cestinata a leggere la relazione diffusa al congresso dal titolo emblematico "la nuova rai" ...

  3. #3
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    Roma 13.12.06 Antonio Diomede, Presidente dell’Associazione di categoria REA – Radiotelevisioni Europee Associate – che tutela gli interessi di 412 imprese radiotelevisive locali, delle quali 327 radio e 85 televisioni, comprese le transfrontaliere delle minoranze linguistiche, e ne cura i rapporti con la Pubblica Amministrazione, le Autorità e le controparti private, ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri on. Romano Prodi, al Ministro Paolo Gentiloni e a tutti i Segretari dei partiti che compongono la coalizione di Governo, per richiamarli alla realizzazione di quanto da essi sottoscritto nel programma elettorale dell’UNIONE. All’origine della protesta è la distonia tra quanto scritto nel programma dell’Unione e le azioni conseguenti del Governo per la sua realizzazione che, secondo Diomede, non corrisponde alle promesse elettorali. La REA dunque richiama al rispetto del programma altrimenti, si legge nel testo, “prenderemo atto della situazione considerandola un vero e proprio tradimento rispetto a quanto professato dal Governo e dai Partiti che lo sostengono”. Il documento, disponibile sul sito www.reasat.it, tocca moltissimi punti di interesse prioritario per l’Associazione, dal riordino delle frequenze radioelettriche che risale al 1990 e riconfermato poi dalla Legge 122/1998 che porta la firma proprio di Prodi e tutt’ora disatteso, al problema delle TV transfrontaliere, dal contributo ai decoder per il digitale terrestre che rischia di essere un ennesimo finanziamento volto a far decollare una tecnologia oramai obsoleta solo per salvare Rete 4 dal satellite, ai problemi di natura sindacale e di settore, dal conflitto d’interessi alle posizioni dominanti di RAI e Mediaset nel mercato di riferimento. Con questa lettera, la REA inoltre chiede al Governo un maggiore impegno e una maggiore attenzione al coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, proprio perché prosegue la nota “non vorremmo che l’esclusione sistematica della REA dal dialogo ministeriale e governativo; la non convocazione della Commissione sul Riassetto Radiotelevisivo da parte del Ministro delle Comunicazioni, possa divenire l’ennesima forma di spoil system per farla cadere nell’oblio a vantaggio di un sistema di consultazioni ‘ad personam’”. La REA dunque, che sino ad oggi ha sempre sostenuto con lealtà l’attuale coalizione di Governo, perché fiduciosa nelle promesse fatte, si prepara al confronto puntuale, entrando nel merito dei contenuti e sulla loro realizzazione così come sono stati presentati al Paese, senza se e senza ma, poiché, sostiene Antonio Diomede “l’Unione è stata mandata dal Popolo Italiano a ‘governare” dopo un periodo decisamente buio per il Paese, non è stata mandata al ‘potere’ per una sorta di “status quo”. È necessario dunque, nell’ottica riformista che lo contraddistingue, che il Governo adotti sempre il modello della concertazione preventiva, senza esclusioni o prevaricazioni clamorose che potrebbero rivelarsi pericolose per la sua tenuta. Prodi si ricordi sempre che i Suoi Ministri sono al Governo e non al potere”.

    Ufficio Stampa e Comunicazione REA
    Radiotelevisioni Europee Associate
    via dei Pioppi, 20 cap 00030 San Cesareo (Roma)
    info@reasat.it URL www.reasat.it - tel. & fax 06.9570419
    cell. 333.7169450
    Ciceruacchio

 

 

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