I piccoli stavano andando a scuola, erano figli di un capo dei servizi di sicurezza
fedele al presidente Abu Mazen. A sparare sconosciuti a bordo di un'auto
Gaza, uccisi tre bambini e un adulto
Assalto al Parlamento palestinese
GAZA - Una strage di innocenti. E' quanto hanno compiuto oggi alcuni miliziani che volevano eliminare un responsabile della sicurezza dell'Anp e che, invece, ne hanno ucciso i tre figli piccoli e l'autista crivellando di colpi la sua automobile. L'ufficiale Baha Baalusha, fedele al presidente Abu Mazen, sopravvissuto ad un altro attentato alcuni mesi fa, non era nell'automezzo al momento dell'attacco.
Le vittime. L'agguato è avvenuto nel rione Rimal. I miliziani, riferiscono fonti locali, non potevano vedere chi si trovasse all'interno della automobile, che aveva finestrini oscurati. Malgrado la presenza di numerosi bambini che stavano entrando in una scuola, non hanno esitato a svuotare diversi caricatori contro l'automobile di Baalusha, uccidendo così i tre figli (Osama, di 9 anni, Salam di 6 e Ahmed di 7) e l'autista Mahmud al-Habil, appena 17.enne. Cinque i feriti, di età compresa fra sei e 17 anni.
Assalto al Parlamento. I funerali delle vittime si sono trasformati in una manifestazione di protesta. Fonti locali riferiscono che quando il corteo è sfilato accanto al parlamento diversi membri della famiglia Baalusha hanno sparato in direzione dell'edificio, senza provocare vittime.
Le altre proteste. Questi episodi seguono le violenze di sabato (quando molte decine di agenti della sicurezza palestinese sono entrati sparando nel parlamento, per reclamare stipendi arretrati) e di ieri quando in direzione del convoglio del ministro degli interni Said Siam (Hamas) sono state sparate raffiche di arma automatica che non hanno provocato vittime.
L'uccisione dei bambini è stata subito condannata da diversi dirigenti palestinesi. A quanto pare essa sarebbe collegata da un crimine avvenuto oltre due mesi fa, quando cioè sconosciuti crivellarono di colpi a Gaza un altro responsabile della sicurezza interna, Jad Tayeh.
(11 dicembre 2006)


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