Visto che su altro 3d eravamo andati OT, ho pensato di aprire una discussione su questo punto.
Riporto alcune riflessioni già fatte, come punto di partenza.
Dire "Rivestiti di Francesco per rivestirti di Cristo." se quel "per" significa "al fine di" allora concordo. Se significa che non è più necessaria guardare al Cristo, ma è sufficiente guardare a Francesco, allora questa è pura eresia.
alter Christus significa appunto "altro", nel senso di "secondo", non in senso sostitutivo. La via francescana è UNA via, e non LA via, il che equivarrebbe a fare del mondo francescano un'altra Chiesa, mentre la Chiesa è UNA.
Francesco fu anche peccatore. Fu anche uomo del suo tempo. Fu uomo avanti con i tempi e assolutamente la sua proposta ancora attuale e avanti a noi.
Questa, l'immagine altamente poetica citata da Barsanufio:
"Letterati o illetterati, la Parola loro la vedevano negli occhi accesi del loro Padre, del loro Maestro. Non soltanto Francesco era come Cristo, ma Francesco era Cristo, perché per loro l'unica modalità non visionaria per toccare Cristo era toccare Francesco, per seguire Cristo era seguire Francesco, per obbedire a Cristo era obbedire a Francesco, per amare Cristo era amare Francesco, per imitare Cristo era imitare Francesco (come quel frate sublime e folle che ne imitava pedissequamente qualunque gesto, postura, atteggiamento, in un totalizzante 'yoga dell'imitazione')".
è scritta solo nei Fioretti. Francesco fu fortemente amato e fortemente criticato. Fu rinnegato e tradito. Alcuni, anzi molti (dei suoi) diffidavano di lui e non vedevano nei suoi occhi "il Maestro". Ci vedevano un grande uomo. Punto.
Ci furono grosse lacerazioni interne all'Ordine e l'Ordine stesso fu sempre sull'orlo della scomunica.
Nella via della povertà, della gioia, della fraternità universale Francesco ricercò fino al parossismo non di seguire, ma di conformarsi a Cristo.
Ricevette le Stimmate non nel momento di massima condivisione nell'ordine, ma quando gli rimasero pochi fedeli. Quando tutto andava a rotoli. Quando soffriva interiormente e fisicamente (era molto malato e aveva problemi di vista) come una bestia. Quando pensò di essere stato un pazzo, di aver sognato tutto, un povero illuso. Quando passò la "notte della fede".
Rispondo che NON LA FILOSOFIA DELL'ALTER CHRISTUS, ma questa visione poetica di Francesco, è riportata solo nei Fioretti. Francesco fu santo perchè profondamente uomo. Profondamente sofferente. Profondamente tradito. Profondamente dubbioso.
Per quanto ne so fu il primo nella storia a manifestare visibilmente le Stimmate (già Paolo ne parla, ma non risulta che fossero "visibili"). Ciò fece ovviamente della sua vicenda qualcosa di particolare. Non potevano non vedere la sua cristo-conformazione. Il che non esclude che Francesco fu anche peccatore e i suoi peccati (accanto ai meriti) sono raccontati nelle sue biografie.
Si parla inoltre di CRISTO-CONFORMAZIONE DELLA PERSONA e NON DELLA DOTTRINA. Non necessariamente quanto afferma Francesco è Vangelo o "dogma".
Riguardo all'affermazione di Barsanufio:
"Tu sei prima cristiano e poi francescano, e prima ancora - suppongo - monoteista, e prima ancora teista, e così via. Io non sono francescano. Ma se lo fossi sarei cristiano in quanto francescano, monoteista in quanto cristiano in quanto francescano, teista in quanto monoteista in quanto cristiano in quanto francescano. Ossia, ultimamente, crederei in Dio in quanto discepolo del Padre Serafico."
Ritengo che l'affermazione essere "monoteista" o "teista" si rapporta ad una caratteristica del mio modo di credere e in definitiva non significa niente. Non può incarnare il mio modo di essere: posso dire che la mia vita ha un senso in quanto sono "teista" o "monoteista"?
No. Si tratta di qualità specificative e non sostanziali.
Affermare di essere cristiano o francescano è cosa diversa. Qui si parla di avere un rapporto non con una dottrina, o una qualità specificativa, ma con Gesù Cristo stesso. Una persona. Non un dogma. Un Qualcuno. Non qualcosa.
Quindi tralasciando le affermazioni su "monoteista" e "teista" che non significano nulla, parlerei solo di "francescano" e "cristiano".
Riporterei quello che è l'articolo fondamentale della mia Regola.
La regola e la vita dei francescani secolari è questa: osservare il vangelo di nostro Signore Gesù Cristo secondo l'esempio di S. Francesco d'Assisi, il quale del Cristo fece l'ispiratore e il centro della sua vita con Dio e con gli uomini*). Cristo, dono dell'Amore del Padre, è la via a Lui, è la verità nella quale lo Spirito Santo ci introduce, è la vita che Egli è venuto a dare in sovrabbondanza.
*) 1Cel 18. 115.
I francescani secolari si impegnino, inoltre, ad una assidua lettura del Vangelo, passando dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo*).
(Regola OFS - Art 3)
L'essere Alter Christus di Francesco significa la profonda validità della sua vita e della sua via.
Ma nessuno di noi è chiamato a seguire un uomo, ma solo l'uomo-Dio, Gesù Cristo. Non sono chiamato a seguire Francesco, ma Gesù Cristo, secondo l'esempio di Francesco. Francesco non avrebbe voluto che il suo movimento si chiamasse "francescano". Infatti i suoi ordini si chiamarono:
- Ordine dei Frati Minori
- Ordine delle Povere Dame
- Ordine dei fratelli e delle sorelle della Penitenza
Se vogliamo tradire Francesco allora dobbiamo dire che noi seguiamo Francesco. Se vogliamo onorare Francesco, dobbiamo seguire Gesù Cristo, perchè questo e SOLO questo fece Francesco costantemente tutta la vita.
Egli amò Gesù Cristo fino a conformarsi a lui anche nella morte, perchè l'amante vuole in tutto assimilarsi all'amato.
Anche noi dobbiamo fare lo stesso.
Questo è ed è sempre stato essere francescani. Mettere Gesù Cristo, e non Francesco, al centro della mia vita, l'unico discriminante, l'unico che può dare un senso alla nostre vite, l'unico che ci ha amati fino a dare la sua vita per noi per la nostra salvezza, l'unico nome sulla terra con il quale possiamo essere salvi, l'unico sommo sacerdote.
Allora si comprende come devono essere lette le Fonti Francescane (che includono anche i Fioretti).
Cristo, dono dell'Amore del Padre, è la via a Lui, è la verità nella quale lo Spirito Santo ci introduce, è la vita che Egli è venuto a dare in sovrabbondanza.
Questo costantemente ci ricorda la vita di Francesco. Questo deve fare chi si dice francescano: conformarsi a Cristo.
La vocazione francescana quindi è seguire Gesù Cristo, nel MODO in cui lo fece Francesco (che non è l'unico). Fu un modo sublime? Lo fu, tanto che egli fu chiamato "alter Christus". Ma la spiritualità francescana non si esaurisce in un dottrinale Alter Crhistus. Egli fu anche "il poverello" e "il fratello", "l'uomo dall'umiltà profonda".
Pace & bene.




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